COVID: BIONDI, “PREOCCUPA SITUAZIONE SCUOLE”, VERSO CHIUSURA E DAD?

15 Novembre 2020 17:27

L’AQUILA – “È stata affrontata, anche alla luce delle risultanze del recente briefing in prefettura con ufficio scolastico e dipartimento di Prevenzione, la questione della chiusura delle scuole che divide e preoccupa gli aquilani”.

Lo ha reso noto il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, al termine della convocazione del gruppo medico-scientifico, istituito a supporto dell’Unità di crisi comunale per l’emergenza Coronavirus. Il primo cittadino di Fratelli d’Italia, ha informato il gruppo della richiesta di istituzione di zona rossa che sta avanzando al governo, attraverso il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, anche lui FdI, ma solo a patto che siano previsti ristori per le attività produttive costrette alla chiusura e ausilio per le famiglie i cui ragazzi devono seguire la didattica a distanza, seppur temporaneamente, a seguito delle disposizioni di chiusura segnalate dalle scuole e valutate dal dipartimento di Prevenzione.

Nei giorni scorsi, il governatore aveva dichiarato: “a mio parere non c’è dubbio (anche se su questo il dibattito è aperto e nessuno ha certezze granitiche), che la correlazione tra l’impennata dei contagi a due/tre settimane dalla riapertura delle scuole in ogni dove è difficile ritenerla del tutto casuale”.




La necessità di chiudere le scuole, secondo indiscrezioni, sarebbe sostenuta anche dal Comitato tecnico scientifico regionale, riunito oggi pomeriggio per valutare ulteriori restrizioni per contenere il contagio. Bisognerà capire quali saranno i provvedimenti che saranno adottati dall’organismo tecnico presieduto da Alberto Albani, referente regionale per le emergenze.

Sono due le possibili direttrici delle nuove ordinanze restrittive: la limitazione delle attività scolastiche, con il ricorso alla didattica distanza per tutti gli ordini e gradi, e la possibile chiusura dei negozi e delle attività commerciali, così come avviene nelle zone rosse già individuato in altre regioni italiane. Saranno toccati dai provvedimenti i territori più colpiti: di certo l’Aquilano (principali indiziati il capoluogo, dove ancora ieri si sono verificati 84 contagi e la Marsica), alcune aree del Teramano e, forse, anche del Pescarese.

Misure che non sarà possibile adottare a cuor leggero per due ragioni. La prima è che in caso di chiusura delle scuole, anche per infanzia e primaria dopo che è già avvenuto per le superiori, le famiglie si troverebbero in notevoli difficoltà per gestire figli e bambini. Il comparto commerciale poi verrebbe ulteriormente penalizzato rispetto a flussi in questo momento ridottissimi e incassi praticamente azzerati. Le ordinanze regionali, inoltre, potrebbero non garantire i ristori previsti a livello nazionale. Un bel rebus, con una certezza: il quadro abruzzese è sempre più critico, all’Aquila addirittura i posti di terapia intensiva sono tutti occupati ed è in corso una corsa contro il tempo per cercare di aprirne altri.

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