COVID: COSENZA, “IMMUNITA’ DI GREGGE NEANCHE CON 80% VACCINATI, GUERRA ANCORA LUNGA”

DIRETTORE AGENZIA SANITARIA, REGIONALE, " IMMUNIZZATI NON SVILUPPANO MALATTIA, MA CONTINUANO A CONTAGIARSI, SARÀ NECESSARIA TERZA DOSE E SOPRATTUTTO VACCINAZIONI IN AFRICA E PAESI POVERI". MANIFESTAZIONE ROMA, "VIOLENZE E STRUMENTALIZZAZIONI INAMMISSIBILI, NON CONDIVIDO POSIZIONI NO GREEN PASS, MA LEGITTIMO MANIFESTARE IDEE DIVERSE"

18 Ottobre 2021 07:41

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – “Stiamo uscendo dall’emergenza, i dati epidemiologici sono incoraggianti. I vaccini hanno dimostrato di funzionare, e non era scontato. C’è però un dato preoccupante da sottolineare: anche da immunizzati ci si continua a contagiare, pur non sviluppando la malattia, e dunque io ritengo che questo significa che l’immunità di gregge non sarà raggiunta, il virus rimarrà tra noi e ci vorrà molto altro tempo per eradicarlo completamente, sarà necessaria una terza dose, e soprattutto campagne vaccinali anche nei paesi poveri, a cominciare dall’Africa”.

Una buona notizia, e una meno buona, da parte di Pierluigi Cosenza, direttore generale dell’Azienda sanitaria regionale (Asr), sono scandite in una intervista ad Abruzzoweb a margine di una donazione di libri da parte a margine della consegna  da parte della biblioteca “Giovanni Tantillo” dell’Istituto cinematografico dell’Aquila “La Lanterna Magica”, di 300 libri illustrati destinati ai bambini ricoverati nel reparto di Pediatria dell’ospedale dell’Aquila.

Cosenza, medico aquilano, la cui nomina per la prima volta ha riequilibrato la programmazione sanitaria tra la costa e le zone interne, condanna innanzitutto con durezza gli scontri di Roma durante la manifestazione contro il green pass di sabato scorso,  perché “la violenza è sempre inammissibile, in piazza c’era in maggior parte gente pacifica, persone per bene,  che però sono state strumentalizzate da chi nulla aveva a che fare con quella protesta. Io non condivido la posizione di chi è contro il green pass,  ma siamo in un paese democratico, ed è legittimo manifestare idee diverse. La verità è che  stato fatto dal governo un errore di fondo: il vaccino andava reso obbligatori per legge, per eliminare ogni ambiguità”.

L’Abruzzo ha intanto raggiunto quota 80% di immunizzati con doppia dose od unica, anche grazie alla spinta impressa dall’obbligo del green pass. Resta consistente la platea dei non vaccinati: in Abruzzo sono circa 193mila.

Ma spiega Cosenza, quell’80% non rappresenta purtroppo la tanto auspicata immunità di gregge.

“Stiamo assistendo a una diminuzione dei malati – spiega il medico -, ma i contagi sono ancora sostenuti, e interessano anche chi ha fatto due dosi di vaccino. Va bene che il vaccino non permette lo sviluppo della malattia, ma a mio parere questo significa una cosa ben precisa: non esiste per questa pandemia l’immunità di gregge, e dunque non si potrà abbassare la guardia. I vaccini hanno poi un termine, e sarà pertanto necessaria una terza dose, per poter sperare di arrivare alla eradicazione del virus”.

Ma c’è un altro problema, “non ci possiamo in questa battaglia occupare solo dell’Italia, dell’Europa. Se non ci saranno vaccinazioni di massa anche in Africa, in altri paesi del cosiddetto terzo mondo, difficilmente riusciremo a vincere la guerra. Il virus continuerà a circolare e produrre varianti, e basterà un migrante riattivare il contagiò in forma virulenta e pericolosa anche qui da noi, facendoci ripiombare nell’emergenza”.

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