CURE COSTOSE E IMPROVVISATE TERAPIE SVIZZERE A DOMICILIO, ARRESTATO MEDICO DI SULMONA

23 Ottobre 2021 11:36

Pescara: Cronaca

PESCARA – Ha preteso denaro in cambio di cure, da una persona affetta da patologie gravi. E’ l’accusa nei confronti del chirurgo Paolo Leombruni, 52 anni, medico chirurgo, recentemente in servizio negli ospedali di Sulmona e Castel di Sangro. Arrestato in flagranza per il resto di concussione venerdì sera, dai carabinieri del Nas di Pescara il medico ora è in carcere.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Sulmona (prima dal procuratore Giuseppe Bellelli e poi da Edoardo Mariotti) sono state avviate a seguito della denuncia presentata ai Carabinieri del Nas abruzzese dalla vittima, rimasta perplessa dalla pretesa del medico, in occasione di una visita di emergenza avvenuta presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Sulmona, di ingenti somme di denaro per somministrarle a casa terapie adiuvanti con medicinali provenienti dalla Svizzera.

Prima di rivolgersi ai carabinieri, si legge sul quotidiano Il Centro che la donna si sarebbe confidata con un altro medico del pronto soccorso, chiedendogli se la richiesta del collega fosse lecita. Sembra sia stato lo stesso medico a suggerirle di denunciare tutto ai carabinieri. Così, insieme ai militari del Nas di Pescara, è stata organizzata una vera e propria trappola per incastrare il medico.

I militari, agli ordini del colonnello Domenico Candelli, appositamente appostati nel luogo concordato per l’incontro con la vittima, hanno assistito alla consegna di 230 euro al medico e sono immediatamente intervenuti prima che lo stesso inoculasse alla vittima, per via endovenosa, il farmaco che aveva portato con se. Inoculazione che, peraltro, avrebbe eseguito senza alcun piano terapeutico a una paziente che sta affrontando cure salvavita, utilizzando addirittura un dispositivo medico risultato scaduto di validità.

Al termine delle successive perquisizioni, effettuate in collaborazione con i colleghi della compagnia dei carabinieri di Sulmona, i militari del Nas di Pescara hanno rinvenuto inoltre un materiale ritenuto utile alle indagini. Tra i farmaci trovati nell’auto e nell’abitazione del medico vi erano flaconi riportanti l’indicazione “per uso riservato agli ospedali” dei quali si sta accertando la reale provenienza, oltre a preparazioni già pronte da somministrare a potenziali altri pazienti.

Si dice intanto “sconvolto” Gino Bianchi, responsabile del servizio del 118 della Asl Avezzano Sulmona L’Aquila, che alla notizia dell’arresto ha contattato AbruzzoWeb per chiarire che “non è più medico del 118 dal primo ottobre” e “se ha commesso quel reato, lo ha fatto nel momento in cui era medico di pronto soccorso, il 118 non c’entra niente”.

Una precisazione dovuta per Bianchi: “Siamo rimasti tutti sconvolti ed emotivamente colpiti da questo arresto, perché il reato che avrebbe commesso è talmente odioso, in quanto sfrutta la malattia delle persone, che vederlo associato al 118 fa davvero male” e “se la gente perde la fiducia nei medici e in questo servizio – conclude – è un grave danno per tutti”.

Medico molto conosciuto in città, Leombruni risiede nella frazione di Bagnaturo, con la famiglia che ha gestito per diversi anni un supermercato e poi un ristorante di pesce. Nelle ultime amministrative di Sulmona, è stato candidato al consiglio comunale nel centrodestra, nella lista di Masci Sindaco, riportando anche un discreto successo con circa 90 preferenze.

“Spero che sia innocente, se è vero quanto gli viene contestato è un fatto molto grave – ha detto Vittorio Masci -, dai medici bisognerebbe aspettarsi aiuto non speculazione. Sono un garantista e fino a quando una persona non è condannata è innocente, fino a prova contraria”.

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    L'AQUILA - "È un reato odiosissimo perché si sfruttano le debolezze della povera gente, questa situazione ci fa molto male e vedere il nome servizio...
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