COVID, CRESCONO CONTAGI TRA MEDICI E OPERATORI SANITARI: OSPEDALI AQUILANI IN AFFANNO

ALTRI 12 POSITIVI AL "SAN SALVATORE", 30 NELLE ALTRE STRUTTURE DELLA PROVINCIA; NURSIND, "ASSUMERE ORA"

6 Gennaio 2022 14:40

L'Aquila: Sanità

L’AQUILA – Ancora contagi tra il personale degli ospedali aquilani, con l’assistenza ai pazienti sempre più a rischio.

Il grido di allarme stavolta arriva da fonti interne alla Asl 1, dopo i casi registrati nelle ultime ore nelle ultime ore all’interno del reparto di Geriatria del San Salvatore dell’Aquila, con medici e paramedici finiti in quarantena e i ricoverati che sono stati trasferiti presso i reparti di peneumologia e medicina, al fine di garantire continuità nelle cure.

Per arginare un problema che rischia di amplificarsi con il dilagare dell’epidemia, già nella giornata di ieri, il segretario provinciale della Uil Fpl Antonio Ginnetti, il responsabile Sanità Uil Fpl Gianfranco Giorgi, il componente di segreteria Uil Fpl Claudio Incorvati e il segretario provinciale di Fsi Salvatore Placidi hanno incontrato il professore Ferdinando Romano, manager della Asl 1, che ha rassicurato i rappresentanti dei sindacati circa “l’imminente assunzione” di nuovo personale necessario a fronteggiare l’emergenza covid e le attività ordinarie in tutti e quattro i presidi ospedalieri della provincia.

“Gli ospedali della provincia, soprattutto il San Salvatore, sono in forte affanno a causa della carenza di personale sanitario colpito dal covid, ma sono anche gravati dalle assenze per maternità e per lunghe malattie dei dipendenti non rimpiazzate”, hanno dichiarato.

Sono 38, ad oggi, le positività riscontrate tra il personale sanitario dell’ospedale San Salvatore, gravato da ulteriori 21 maternità e 15 lunghe malattie non rimpiazzate. Sono 17, invece, i contagi tra i sanitari della Marsica, 10 a Sulmona e 3 a Castel Di Sangro.

“Dopo un lungo e approfondito incontro per affrontare il problema, si è arrivati alla conclusione che il manager si impegnerà da subito ad assumere tutto il personale necessario per affrontare l’emergenza e anche per portare avanti le attività ordinarie afferenti ad altre patologie – hanno precisaro Ginnetti, Giorgi, Incorvati e Placidi – La carenza di personale è storica e riguarda tutte le figure sanitarie in tutti i presìdi ospedalieri. Tra il personale sospeso perché non vaccinato, quello colpito dal covid, e le carenze di organico ormai storiche, c’è il rischio reale che gli ospedali vadano in affanno, in particolar modo quello dell’Aquila che registra numerose difficoltà al Pronto soccorso, nel reparto di Dialisi, nel blocco operatorio e in altre unità operative. Le carenze che ci sono oggi hanno portato alla chiusura temporanea dell’area grigia, la zona filtro dell’ospedale san Salvatore, per redistribuire il personale nei vari reparti carenti. Anche ad Avezzano la situazione non è delle migliori: si sta infatti aprendo un nuovo reparto covid con l’ausilio di personale di altri reparti già carenti, che quindi hanno grandi difficoltà nelle attività ordinarie. Questa situazione potrebbe ripetersi anche all’ospedale di Sulmona”.

“Il rischio, se la pandemia continuerà a progredire a causa della contagiosità elevata di questa nuova variante, è che l’azienda sanitaria potrebbe essere costretta a un nuovo accorpamento di reparti, come già accaduto in passato, con la conseguenza di una riduzione drastica dell’assistenza sanitaria per le altre patologie che nulla hanno a che vedere con il covid – hanno aggiunto– Con le nuove assunzioni che ridaranno respiro ai presìdi ospedalieri si vuole evitare proprio questo – concludono – La Uil Fpl e Fsi vigileranno affinché gli impegni presi vengano rispettati. In caso contrario si attiveranno tutte le procedure a tutela dei malati e dei lavoratori”.

Sulla stessa lunghezza d’onda, Antonio Santilli, segretario provinciale aquilano del Nursind, il sindacato degli infermieri, (che si era già espresso nei giorni scorsi con Chaled Milhem, segretario aziendale per la Asl 1 dell’Aquila), con una lettera inviata ai vertici della Regione Abruzzo, tra cui l’assessorato alla Sanità, della Asl 1, dei sindaci di L’Aquila, Avezzano, Sulmona e Castel di Sangro, minaccia “mobilitazione del personale e, se di necessità, proclamazione dello stato di agitazione”.

“Tale reperimento – scrive Santilli nella lettera – è in considerazione del dilagare delle ‘positività’ al contagio di tanto personale sanitario, medici compresi, che sta gravemente compromettendo la continuità ed adeguatezza dei livelli assistenziali in reparti come i Pronto soccorso, le Pediatrie, eccetera”.

“Ma ciò che è divenuto davvero insopportabile – tuona quindi l’esponente del Nursind – non solo l’inerzia nell’attivazione delle iniziative di potenziamento degli organici sanitari, ma soprattutto il silenzio con cui i responsabili della gestione lasciano cadere ogni appello proveniente dai dirigenti, dal personale delle strutture ospedaliere e dalle rappresentanze sindacali: non una sola convocazione dei responsabili dei reparti per esaminare congiuntamente e concordare linee d’azione che scongiurino il collasso del sistema, non una sola comunicazione in merito alle iniziative intraprese, ammesso che lo siano state, on una rassicurazione che restituisca agli operatori sanitari il senso del coinvolgimento e della condivisione, neanche un accenno ad auspicabili interventi regionali, quantomeno in termini di coordinamento, non un accenno ad eventuali iniziative programmatiche per l’accorpamento di unità operative in particolare sofferenza o altre iniziative di integrazione intra ed inter ospedaliera”.

“Nel denunciare la grave situazione e l’inaccettabile ‘consegna del silenzio’ posta in essere dalla Direzione della Asl 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, questa organizzazione sindacale intende prendere posizione, fin da ora chiedendo una urgente convocazione delle rappresentanze sindacali, ma anche comunicando che in caso di ulteriore inerzia sarà promossa la mobilitazione del personale e, se di necessità, la proclamazione dello stato di agitazione”.

 

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