COVID, CRISANTI: “ARCURI VUOLE 300MILA TAMPONI AL GIORNO? NON ABBIAMO I MEZZI”

18 Ottobre 2020 18:11

L’AQUILA – “In questo momento non ci sono le macchine per processare 300mila tamponi al giorno. Tutto questo tra l’altro avrebbe dei costi pazzeschi. Sono demoralizzato da questo approccio che ritengo non degno di un Paese civile”.

Per primo aveva lanciato l’appello al governo per aumentare il numero di tamponi, fino a 3-400mila al giorno, presentando addirittura un apposito piano, il virologo e docente dell’università di Padova Andrea Crisanti, ma come si legge sul quotidiano online Open, adesso ha dichiarato di trovarsi in disaccordo con il commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus in Italia, Domenico Arcuri.

Proprio quest’ultimo, infatti, nel corso dell’incontro con le Regioni, avrebbe confermato che il Governo è pronto a ricominciare gli acquisti centralizzati dei test, con “l’obiettivo di passare dagli attuali 150-165mila tamponi ai 300mila complessivi al giorno”.

“Io dicevo di potenziare i laboratori”, precisa però Crisanti, precisando che, a suo avviso, “bisognava attuare quel piano fin da subito, non adesso. Ci vogliono mesi. Non basta ordinare dei tamponi per risolvere il problema”.





Intanto, in Italia, non sta andando bene nemmeno il tracciamento dei positivi. A dirlo Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, secondo cui le Asl “non sono più in grado di tracciare i contagi, quindi la strategia di contenimento non sta funzionando”. La causa sarebbe da ricercare nel «mancato o ritardato rafforzamento dei dipartimenti di prevenzione anche a causa del basso numero di medici igienisti a disposizione”.

A tutto si aggiunge il malfunzionamento dell’app Immuni dove, in alcuni casi, non vengono caricati i codici dei positivi. A confermarlo il fisico Giorgio Sestili, in auto-isolamento dopo aver cenato con un amico, poi risultato positivo. Entrambi avevano scaricato l’app Immuni ma “la Asl non è riuscita a caricare il codice del paziente risultato positivo”.

“La verità è che la situazione ci è sfuggita di mano, le Asl si stanno perdendo tantissimi casi, pazienti liberi di circolare e dunque di infettare. Non siamo più in grado di tracciarli bene”, ha spiegato Sestili.

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