COVID: CURVA CONTAGI NON SCENDE, IN ABRUZZO 141 CASI, “IN TERAPIA INTENSIVA 90% NON VACCINATI”

12 Agosto 2021 10:08

Regione: Abruzzo

L’AQUILA – E’ ferma al picco, la curva dell’epidemia di Covid-19 in Italia, e non accenna affatto a scendere. Si è venuta a creare una situazione di stallo nella quale a portare su il numero dei nuovi casi, che nelle ultime 24 ore hanno sfiorato i 7.000, sono secondo gli esperti comportamenti “poco rispettosi delle regole basilari di sicurezza, vale a dire evitare gli assembramenti e indossare la mascherina”.

“La quarta ondata è cominciata, ma riguarda chi non è vaccinato”, dice il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. Così, anche in vista del “tutti in classe” promesso da Mario Draghi, il governo e il commissario straordinario Francesco Figliuolo accelerano sui vaccini per i ragazzi dai 12 ai 18 anni. Per loro da lunedì prossimo, 16 agosto, ci sarà una “corsia preferenziale” senza necessità di prenotazione.

D’impatto anche le affermazioni di Giovanni Migliore, presidente della Federazione Italiana delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere (Fiaso): “I responsabili delle terapie intensive ci dicono che quasi tutti i loro pazienti affetti da Covid, il 90%, non sono vaccinati, e ciò conferma che il vaccino è l’arma più efficace a nostra disposizione per contrastare la pandemia e i suoi effetti peggiori”. “L’allarme sulla ripresa dei ricoveri, alcuni gravi da richiedere la rianimazione, conferma la necessità di non abbassare la guardia e di proseguire nella campagna di vaccinazione”.

In Abruzzo ieri si sono registrati 141 i nuovi casi, il dato più alto da tre mesi, con tasso di positività è pari a 2.27 per cento. Il bilancio dei pazienti deceduti registra 1 nuovo caso e sale a 2.516. Alla luce dei dati odierni, l’Abruzzo raggiunge un’incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti pari a 51, superiore alla soglia limite di 50, oltre la quale, contestualmente al superamento dei livelli di allerta dei posti letto, scatta la zona gialla.

Restano però bassi i dati sulle ospedalizzazioni: il tasso di occupazione delle terapie intensive è all’1% e quello delle aree non critiche è al 4%, a fronte di soglie da zona gialla rispettivamente del 10 e del 15%

Sono 141 i nuovi casi positivi al Covid registrati oggi in Abruzzo su 2.793 tamponi molecolari e 3.400 test antigenici. Il tasso di positività è pari a 2.27 per cento. Il bilancio dei pazienti deceduti registra 1 nuovo caso e sale a 2516 (si tratta di un 94enne della provincia di Teramo).

In Italia, invece, i casi sono stati, in base al bollettino odierno 6.968. Ieri erano stati 5.636. Si sono registrate invece 31 le vittime in un giorno, lo stesso incremento di ieri.

Sono 230.039 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia. Ieri erano stati 241.766. Il tasso di positività è del 3%, in aumento rispetto al 2,3% di ieri.

Sono 337 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per il Covid in Italia, 15 in più rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono 40 (ieri erano 26). I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 2.948, con un incremento di 68 unità rispetto a ieri.

Tornando in Abruzzo: del totale dei casi positivi, 25 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila, 21 in provincia di Chieti, 56 in provincia di Pescara, 35 in provincia di Teramo.

Alla luce dei dati odierni, l’Abruzzo raggiunge un’incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti pari a 51, superiore alla soglia limite di 50, oltre la quale, contestualmente al superamento dei livelli di allerta dei posti letto, scatta la zona gialla.

Restano però bassi i dati sulle ospedalizzazioni: il tasso di occupazione delle terapie intensive è all’1% e quello delle aree non critiche è al 4%, a fronte di soglie da zona gialla rispettivamente del 10 e del 15%

Sono 141 i nuovi casi positivi al Covid registrati oggi in Abruzzo su 2.793 tamponi molecolari e 3.400 test antigenici. Il tasso di positività è pari a 2.27 per cento. Il bilancio dei pazienti deceduti registra 1 nuovo caso e sale a 2516 (si tratta di un 94enne della provincia di Teramo).

L”Abruzzo raggiunge un’incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti pari a 51, superiore alla soglia limite di 50, oltre la quale, contestualmente al superamento dei livelli di allerta dei posti letto, scatta la zona gialla.

Restano però bassi i dati sulle ospedalizzazioni: il tasso di occupazione delle terapie intensive è all’1% e quello delle aree non critiche è al 4%, a fronte di soglie da zona gialla rispettivamente del 10 e del 15%.

A livello nazionale a preoccupare è invece l’aumento dei ricoveri nelle unità di terapia intensiva: 15 in più in 24 ore nel saldo tra entrate e uscite, per un totale di 337; i nuovi ingressi sono aumentati in un giorno da 26 a 40. I ricoveri aumentano anche nei reparti ordinari, con 68 unità in più che portano il totale a 2.948.

In quasi tutte le regioni si registrano incrementi giornalieri di casi positivi maggiori di 100.

Il valore più alto è ancora della Sicilia, con 868, seguita da Toscana (774), Lombardia (768), Lazio (645), Veneto (620), Campania (552), Emilia Romagna (454), Sardegna (380), Piemonte (367), Puglia (306), Calabria (212), Marche (208), Liguria (191), Friuli Venezia Giulia (155), Umbria (139). E come scritto, l’Abruzzo a 141.

A indicare che non c’è al momento alcun segno di discesa dal picco è l’analisi delle differenze settimanali della curva dei positivi totali e di quella della percentuale dei positivi ai test molecolari a livello nazionale.

L’ha condotta il matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo “Mauro Picone” del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), per il quale “la causa più probabile è l’aumento dei contatti per via delle attività estive a partire dall’ultima settimana di luglio”.

La situazione emblematica, aggiunge, “è quella del Lazio, dipendente fortemente da quella della provincia di Roma, dove, dopo aver raggiunto il picco il 26 luglio, è iniziata la discesa, ma da 3-4 giorni ci sono segni di ripresa del contagio”.

Per questo motivo “è necessario fare massima attenzione alle condizioni a rischio, evitando gli assembramenti ed in caso indossando la mascherina anche all’aperto, usando in modo massiccio e rigoroso il Green pass”.

Sulla stessa lunghezza d’onda è Massimo Ciccozzi, direttore del laboratorio di Statistica medica ed Epidemiologia molecolare dell’Università Campus Bio-medico di Roma, “la situazione eterogenea che si osserva in Italia è probabilmente dovuta a focolai sparsi, dovuti a comportamenti non consoni. Abbiamo sempre detto di utilizzare la mascherina e si rispettare il distanziamento, ma poi vediamo molti assembramenti”.

E’ il mancato rispetto di queste regole di comportamento, molto probabilmente, il principale responsabile dei focolai. Sono ancora i comportamenti scorretti a spingere più in alto l’indice di contagio Rt, e a far aumentare i ricoveri, “anche se al momento le terapie intensive non sono sotto stress”, prosegue l’esperto.

“Non dimentichiamo poi – prosegue – che abbiamo 4,5 milioni di over 50 non vaccinati. Potrebbero essere genitori di ragazzi che non rispettano le regole e che, di conseguenza, potrebbero contagiarli”. Per questo motivo, aggiunge, “è opportuna l’idea della campagna vaccinale per gli over 12: sono coloro che hanno le maggiori possibilità di portare in giro il virus”.

 

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