COVID, ITALIA VERSO LA ZONA BIANCA;
IN ABRUZZO 25 CASI, ZERO MORTI E 5O GUARITI,

18 Giugno 2021 20:20

ROMA – Da lunedì Italia tutta bianca tranne la Valle d’Aosta che resta gialla. Anche Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Toscana, Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano, infatti, entrano in area bianca.

“La curva epidemica nel nostro Paese è tra le più basse a livello dei principali paesi Ue. C’è una decrescita dei casi in tutte le Regioni e cominciano ad essere numerosi i comuni dove non ci sono stati casi nelle ultime settimane”, ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa sull’analisi dei dati del monitoraggio settimanale della Cabina di Regia.

“Importante intervenire rapidamente per individuare i casi – ha aggiunto – ciò proprio perché l’incidenza dei casi è in diminuzione. L’età media di chi contrare l’infezione continua a decrescere e si colloca a 37 anni e scende a 55 anni l’età media dei ricoveri e 61 anni di chi accedere alla terapia intensiva. Tra i 75 e 78 anni l’età media dei decessi”. “Il tasso di mortalità continua a decrescere al crescere della copertura vaccinale”.

Sono 1.147 i positivi al test del coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 1.325.

Sono invece 35 le vittime in un giorno, mentre ieri erano state 37.

Sono 216.026 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 200.315. Il tasso di positività è dello 0,5%, in leggero calo rispetto a ieri quando era allo 0,7%.

Sono 416 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per il Covid in Italia, con un calo di 28 rispetto a ieri nel saldo quotidiano tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono stati 11 (ieri erano stati 15 ). I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 2.680, in calo di 208 unità rispetto a ieri.

Scende la curva anche in Abruzzo: in base all’ultimo bollettino si registrano 25 nuovi casi di coronavirus. Il tasso di positività, calcolato sulla somma di tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari a 0.5 per cento.

Il bilancio dei pazienti deceduti non registra nessun nuovo caso e resta fermo a 2.507.

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 70.786 dimessi/guariti (+50 rispetto a ieri).

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 1.277 (-25 rispetto a ieri).

Del totale dei casi positivi, 18.909 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+4 rispetto a ieri), 19.400 in provincia di Chieti (+9), 18.166 in provincia di Pescara (-2 per riallineamento), 17.366 in provincia di Teramo (+8), 598 fuori regione (+3) e 131 (+3) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 1.162.312 tamponi molecolari (+2.625 rispetto a ieri) e 486.264 test antigenici (+2.272 rispetto a ieri).

52 pazienti (-4 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 1 (invariato rispetto a ieri con 0 nuovi ingressi) in terapia intensiva, mentre gli altri 1.224 (-21 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

“Ci sono segnali in alcune regioni di casi di positività di persone che provengono da altre regioni o dall’estero – ha proseguito Brusaferro – Rt è ora a 0,69 a livello nazionale, quindi si mantiene una stabilità rispetto alle settimane precedenti, mentre decresce ancora la saturazione dei posti letto in terapia intensiva. Il rischio è basso in tutte le Regioni e l’incidenza è ieri sera a 16.7: quindi quasi tutte le regioni hanno raggiunto la zona bianca con incidenza inferiore a 50 da più di tre settimane. Tale incidenza consente il tracciamento sistematico dei casi”.

“La situazione procede in maniera molto buona e anche rispetto ad altri Paesi Ue ci troviamo in una situazione migliore perché, insieme alla campagna vaccinale, sono stati presi provvedimenti ispirati alla cautela. Quindi la situazione può essere osservata con un certo ottimismo, ma naturalmente l’epidemia non è finita e dobbiamo continuare con la campagna vaccinale a spron battuto”, le parole del direttore della Prevenzione Gianni Rezza in conferenza stampa al ministero della Salute.

“L’argomento della vaccinazione eterologa è in discussione e presto il Cts probabilmente si pronuncerà, ma quello che tutti ribadiscono è che la forte raccomandazione è di passare al regime misto somministrando la seconda dose con un vaccino a mRna – ha aggiunto Rezza – Ciò perché studi hanno dimostrato una maggiore risposta immune e un ridotto rischio tromboembolico”. Ma alcuni, il 10%, chiedono di fare una seconda dose AstraZeneca (AZ): “Bisogna valutare se piuttosto che fare un ciclo incompleto sia meglio vaccinare con lo stesso vaccino AZ”.

“Si è visto – ha proseguito il direttore riferendosi alla variante Delta – che la parziale evasione dai vaccini della variante Delta fa si che la dose unica possa non coprirla. Quindi in Gb si stanno velocizzando le seconde dosi, noi invece abbiamo sempre adottato un regime a doppia dose e questo dovrebbe proteggere di più la popolazione. Per ora dunque la situazione epidemiologica nel nostro Paese è più favorevole. La percentuale di casi che si riscontra in persone vaccinate è bassissima. La stragrande maggioranza delle persone che si è infettata in Italia fino a questo momento è data da persone non vaccinate. Questa variante Delta sembra dare sintomi leggermente diversi: di più a carico dell’apparto respiratorio superiore come mal di gola, naso che cola e mal di testa e raramente anosmia. Ma non si sa se in termini di ospedalizzazione comporti un rischio maggiore”.

Inoltre, secondo Rezza “c’è una ferma volontà di stanziare un finanziamento per il sequenziamento. La prossima settimana avremo i risultati della nuova indagine rapida Iss sulle varianti in Italia, ma siamo lontani dai livelli inglesi di sequenziamento e siamo al livello degli altri Paesi Ue”. Auspichiamo che un numero minimo di tamponi venga sempre eseguito e fortunatamente siamo quasi sempre sopra i 200mila al giorno, quindi resta un numero piuttosto elevato. Anche se abbiamo pochi casi, cioè, non dobbiamo diminuire la capacità di fare test, perché questo vuol dire poter individuare e isolare subito i focolai”.

“Non credo che debba essere modificato l’intervallo tra le dosi vaccinali a causa della circolazione di altre varianti, perché si è visto che l’intervallo scelto tra le due dosi ha i requisiti ideali per arginare la circolazione perché si evidenzia una maggiore efficacia. Non modificherei quindi in questo momento lo schema vaccinale”, ha precisato Rezza annunciando che “c’è intenzione di fare delle indagini rapide anche sul tracciamento nelle Regioni”.

DA LUNEDI ITALIA TUTTA IN ZONA BIANCA TRANNE VALLE D’AOSTA

Il ministro della Salute Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia, ha firmato una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire dal 21 Giugno.

Su questo tema è intervenuto il direttore della Prevenzione Gianni Rezza in conferenza stampa al ministero della Salute, rispondendo ad una domanda sul perché l’ordinanza che introduce la quarantena per chi arriva dalla Gran Bretagna entri in vigore il 21 giugno, a fronte della partita di calcio Italia – Galles prevista per domenica 20 giugno. “Probabilmente quando si fa una ordinanza di questo tipo bisogna dare del tempo per applicarla per non bloccare le persone nel momento in cui arrivano in Italia ma le persone che arrivano devono essere testate senza dubbio”.

L’Rt passa da 0,68 della scorsa settimana a 0,69, un lievissimo aumento che secondo gli esperti della cabina di regia fa giudicare ancora stabile l’indice di trasmissibilità delle infezioni da Covid in Italia. Continua invece netta la riduzione dell’incidenza, uno dei valori chiave per le decisioni sulle misure, che scende ancora a circa 16.7 casi ogni 100 mila abitanti aggiornato a ieri, rispetto a 25 di 7 giorni fa. Sono, secondo quanto si apprende, i dati contenuti nella bozza di monitoraggio Iss-Ministero della Salute, ora all’esame della cabina di regia, che saranno presentati oggi.

Secondo il rapporto, tutte le Regioni e le province autonome sono classificate a rischio basso, tranne tre: Basilicata, Friuli-Venezia Giulia e Molise, che sono invece classificate a rischio moderato. Tutte hanno comunque un valore dell’Rt compatibile con uno scenario di tipo uno.

Nessuna Regione o provincia automa supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o in area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è 6%, sotto la soglia critica, con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 688 (08/06/2021) a 504 (15/06/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente (6%). Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 4.685 (08/06/2021) a 3.333 (15/06/2021). Quattro Regioni, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Puglia e Veneto, riportano una allerta di resilienza, nessuna riporta molteplici allerta.

Le Regioni – “Credo che manterremo in Campania l’obbligo della mascherina all’aperto, anche d’estate”, annuncia il presidente della Regione Vincenzo De Luca in diretta Fb: “È evidente che a casa, al mare e al ristorante se ne fa a meno, ma con il numero di positivi che abbiamo ancora oggi non possiamo permetterci di correre rischi”, sottolinea.

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