COVID: DA OGGI REGIONI IN ZONA BIANCA SALGONO A 13.
VACCINI: SPERANZA, “LINEA LA DETTA GOVERNO”

14 Giugno 2021 08:34

PESCARA – Da oggi si allarga a 13 regioni la fascia più bassa di rischio covid.  Zona bianca da oggi  per Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia Romagna, Puglia e provincia autonoma di Trento. Con questi ultimi cambi di colore diventano 13 le regioni nella fascia più bassa di rischio covid, con regole meno rigide e niente coprifuoco. Zona bianca, quindi, per circa due terzi degli italiani: oltre 40 milioni di persone. Anche in questa fascia rimane l’obbligo della mascherina sia all’aperto sia al chiuso e il divieto di assembramento. Regole meno vincolanti per i ristoranti: nessun limite alle presenze al tavolo all’aperto, 6 commensali al tavolo se il locale è al chiuso. I locali pubblici potranno osservare orari liberi.

Sul fronte vaccini dopo il decesso della 18enne ligure e il caso Astrazenenca, arriva l’altolà del governo alle Regioni: prima il ministro della Salute Roberto Speranza e poi il presidente del Consiglio Mario Draghi ribadiscono che la linea da seguire sui vaccini è una sola ed è quella indicata dall’esecutivo. Una presa di posizione che ha l’obiettivo di stoppare le polemiche sugli open day e i dubbi dai presidenti che si sono trovati a dover rivedere l’organizzazione della campagna dopo il cambio di rotta, il quarto, sul vaccino di Astrazeneca e che però sembra non esser stata accolta da tutti, con Vincenzo De Luca che ha già fatto sapere che non darà seguito all’indicazione di vaccinare con Pfizer e Moderna gli under 60 che hanno avuto la prima dose di Astrazeneca.

Intanto la settimana si si chiude con un meno 25% di contagi e la situazione epidemiologica del Paese continua a migliorare. In Abruzzo, in base all’ultimo bollettino, sono 14 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra 9 e 64 anni, emersi dall’analisi di 2.010 tamponi molecolari e 1.383 test antigenici.

Nessun decesso recente e un guarito, che porta il totale a 70.433 dall’inizio dell’emergenza.

Dei nuovi casi, 8 fanno riferimento alla provincia dell’Aquila, e 2 a ciascuna delle province di Chieti, Pescara e Teramo.

Gli attualmente positivi sono 1.529 attualmente positivi (+13), 69 i ricoverati in area medica (+2), 4 ricoverati in terapia intensiva (invariato), 1.456 in isolamento domiciliare (+12).

E c’è un dato che più di tutti conforta: in dodici regioni non sono stati registrati decessi  oltre l’Abruzzo, Veneto, Lazio, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Umbria, Molise, Basilicata, Valle d’Aosta, e le province autonome di Bolzano e Trento. L’ultima volta che la tabella dei morti aveva segnato zero in Veneto era stato il 6 agosto 2020, mentre nel Lazio era successo circa 500 giorni fa.

In generale le vittime stanno diminuendo un po’ ovunque: sono 26 le persone che hanno perso la vita contro le 52 del giorno precedente.

Tornando ad Astrazeneca: Speranza cita i numeri prima di arrivare alle conclusioni, perché l’obiettivo di tutti – governo e regioni – è e deve rimanere quello di arrivare all’immunità di gregge prima possibile e dunque entro la fine di settembre, come ha promesso il Commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo: un italiano su due ha avuto la prima dose, si sono superati i 42 milioni di somministrazioni e 14 milioni di italiani hanno concluso il ciclo vaccinale.

“La campagna di vaccinazione è l’arma vera che abbiamo per chiudere questa fase e aprirne una diversa. Dobbiamo insistere su questo terreno e continuare con ogni energia”.

Per farlo, le Regioni devono seguire le indicazioni del governo. Su Astrazeneca, dice Speranza, le autorità sanitarie hanno ulteriormente precisato che va evitato per chi ha meno di 60 anni, rendendo perentoria la raccomandazione che già c’era. Una “posizione chiara e netta delle autorità” e per questo “chiediamo alle autorità regionali di allinearsi ai piani”. Le indicazioni degli scienziati, ribadisce, vanno “assolutamente rispettate”.

Fine della questione? No, come dimostrano le parole di Vincenzo de Luca. Per gli under 60 che sono stati vaccinati con Astrazeneca “non si somministrano vaccini diversi dalla prima dose, sulla base di preoccupazioni scientifiche che invieremo al governo” dice il presidente della Campania annunciando anche un’altra scelta contraria a quelle del governo: la regione non somministrerà più vaccini a vettore virale, dunque Astrazeneca ma anche J&J, neanche a chi ha più di 60 anni.

A sostegno della linea espressa dal ministro della Salute arrivano però le parole del premier nella conferenza finale del G7, precedute dalle condoglianze per la famiglia di Camilla, la diciottenne morta a Genova.

“E’ una cosa tristissima che non doveva avvenire” dice parlando di responsabilità difficili da ricostruire. Ogni punto, sottolinea Draghi, “è stato chiarito dal ministro Speranza. C’è un’adesione spontanea delle Regioni alla linea del governo”.

Lo stesso premier risponde poi ad una delle questioni più spinose, vale a dire di chi sia la responsabilità degli open day con Astrazeneca somministrato agli under 60, organizzati dalle Regioni anche sulla base di una lettera in cui il Cts non rilevava “moviti ostativi”.

Anche in questo caso è “molto complicato” ricostruire responsabilità. Quel che è certo è che “gli open day garantivano a tanti di vaccinarsi subito, con la raccomandazione del Cts di usare Astrazeneca solo per persone di una certa età”. Ma “sono stati usati per tutti perché le case farmaceutiche non pongono limite”.

 

 

 

 

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