COVID, DA REGIONI OK A BOZZA DPCM MA RISTORI CERTI: IN 3 CHIEDONO ZONA ARANCIONE PER TUTTO IL PAESE

11 Gennaio 2021 15:48

ROMA – Arrivano valutazioni più stringenti per l’ingresso delle regioni in zona arancione. Lombardia, Campania e Friuli Venezia Giulia avrebbero chiesto al governo che ci sia un’unica fascia per tutta Italia. La maggioranza dei governatori si è espressa contro un’ulteriore stretta nei week end. Confermato poi che gli impianti sciistici non riapriranno il 18.

“Tutte le attività che rimarranno chiuse saranno ristorate”, ha spiegato il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia. “Senza le misure restrittive introdotte per le vacanze di Natale avremo altri numeri”, ha sottolineato il ministro della Salute Roberto Speranza. Preoccupazione del governo ma anche dei presidenti di regione sull’arrivo della terza ondata. “Sta arrivano una impennata dei contagi anche da noi”, ha affermato il premier Giuseppe Conte.

“Conservare il modello per fasce” ma “con abbassamento delle soglie per entrare in una zona: RT 1 per quella arancione, 1.25 per la zona rossa”, ha detto Speranza durante il vertice con le Regioni e i Comuni sul prossimo Dpcm con le ulteriori misure per fronteggiare l’emergenza covid. “Pensiamo di intervenire anche sugli indici di rischio anche per facilitare gli ingressi in arancione, ad esempio per le Regioni a rischio alto”, ha aggiunto il ministro della Salute.

Massimo due persone a casa con l’ipotesi di mantenere la misura in tutte le zone. E poi il tema assembramenti legato ai bar e locali negli orari tardo pomeridiani con l’ipotesi di divieto di asporto dopo le 18. Queste alcune delle misure allo studio per il nuovo Dpcm. “Proporrei di tenere lo stop alla mobilità tra regioni, anche per le gialle”, ha aggiunto Speranza. Inoltre si sta ragionando dell’ipotesi di zone bianche bianca in presenza di soglie molto basse “per dare un segnale che il Paese sta facendo un lavoro che gli consentirà di entrare in una fase diversa in un tempo medio”. Il ministro ha spiegato poi che “nella bozza non c’è il weekend arancione”.




Nel merito delle varie ipotesi per il nuovo Dpcm illustrate da Speranza, c’è stato una sostanziale condivisione. Stefano Bonaccini è d’accordo con l’idea della zona bianca e Antonio Decaro ha dato un via libera a nome dei sindaci: “Ok alle misure, nessun motivo ostativo”. Ma su stop asporto dopo le 18, Decaro ha chiesto sia per le bevande e non per gli alimenti. Il presidente della regione Toscana, Eugenio Giani, ha dato atto al governo, a quanto si apprende, “che la stretta nei 14 giorni delle festività è stata efficace, anche vedendo quello che sta succedendo nel resto dell’Europa”. Giani ha quindi chiesto un’accelerazione sui vaccini. “Abbiamo la possibilità di farne molti di più, sollecitiamo le aziende attraverso Arcuri”. Il presidente della regione Campania, Vicenzo De Luca, sarebbe più propenso a una zona arancione nazionale: “Condivido nella sostanza la relazione di Speranza” ma sarebbe meglio mantenere una “linea di prudenza su tutto il territorio con una zona arancione nazionale con strette ulteriori eventualmente”.

Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha chiesto che le modifiche che il Governo propone per restringere i criteri sui colori delle zone siano “oggettivi”. Nel corso dell’incontro tra Governo, Regioni, Province e Comuni, Marsilio, ha affermato che “le modifiche che il Governo propone per restringere i criteri e rendere più ‘facile’ l’accesso alla zona arancione o rossa, prevedendo l’arrivo di una terza ondata già molto presente in gran parte dell’Europa, hanno un senso se si basano su criteri oggettivi e misurabili, e come tali comprensibili e intellegibili anche ai cittadini comuni”.

“Tra questi criteri, non c’è dubbio che il tasso di occupazione dei posti letto sia quello meno manipolabile e di più chiara comprensione – ha detto – Soprattutto, le restrizioni sono sostenibili e possono essere accettate da famiglie e imprese già duramente provate, se i ristori e gli indennizzi saranno parallelamente congrui, veloci, adeguati. Ci sono categorie ormai al limite della capacità di resistere. Senza nuovi e più consistenti iniezioni di contante non potranno reggere ulteriormente l’urto. Una nuova ‘stretta’ sul settore della somministrazione e ristorazione non può ad esempio essere sostenuta senza nuovi interventi, anche sul resto della filiera (fornitori, distributori) e non solo sugli esercenti. Analogo discorso vale per il settore del turismo, in questo periodo in particolare per quello legato alla neve. La proposta del Governo di rinviare l’apertura a dopo il 18 gennaio significa per molte stazioni (e per il loro indotto) la definitiva rinuncia all’intera stagione. Nelle misure da confermare o rivedere con il prossimo Dpcm, ho chiesto di non prorogare la misura di applicare la fascia arancione nei fine settimana per tutti, lasciando a ogni regione le misure relative alla rispettiva fascia di appartenenza”.

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