COVID, DAL 26 APRILE TORNA LA ZONA GIALLA:
UN PASS PERMETTERA’ DI SPOSTARSI OVUNQUE

DRAGHI: "SI PUO' GUARDARE AL FUTURO CON OTTIMISMO, MA RISPETTARE NORME DISTANZIAMENTO"; SPERANZA: "CON MIGLIORAMENTO DATI, IN PROGRAMMA ULTERIORI MISURE"; SALVINI: "VERSO RITORNO ALLA VITA"; SI' A SPOSTAMENTI TRA REGIONI A BASSO RISCHIO; RIPARTONO TEATRI, CINEMA E MUSEI

16 Aprile 2021 16:18

ROMA – Tornano le zone gialle, si cominciano a programmare le riaperture, partendo dalle scuole e le attività all’aria aperta: dal 26 aprile l’Italia scommette su un ritorno, seppur parziale, alla normalità alle porte della stagione estiva. E’ l’inizio della road map che porterà gradualmente alla ripartenza di ristoranti, teatri, palestre, stabilimenti e fiere, lungo un percorso che terminerà a luglio. Tra gli elementi chiave della ripartenza ci sarà un pass, che permetterà di spostarsi ovunque, anche tra regioni di colore diverso, oltre alla possibilità di accedere a stadi, concerti e altri eventi.

“Si può guardare al futuro con un prudente ottimismo e con fiducia. C’è un cambiamento rispetto al passato. Si dà precedenza alle attività all’aperto e alle scuole”, con l’anticipazione dell’allentamento delle misure dal 26 aprile. “Le scuole riaprono in presenza nelle zone gialle ed arancioni, nelle zone rosse in parte in presenza e in parte a distanza. Il governo ha preso un rischio ragionato, con i dati in miglioramento”, afferma il presidente del Consiglio. “Un rischio che si fonda su una premessa: i provvedimenti, quale l’obbligo delle mascherine, devono essere osservati – ha spiegato Mario Draghi in conferenza stampa a Palazzo Chigi – Occorrerà una sensibilizzazione delle forze dell’ordine: solo così questo rischio diventa una opportunità straordinaria per l’economia e la vita sociale”.

Inoltre, “gli spostamenti saranno consentiti tra regioni gialle e con un pass tra regioni di colori diversi”. E con qualche giorno di anticipo rispetto all’ipotesi dei primi di maggio, potranno riaprire teatri, cinema, musei e eventi all’aperto con misure di limitazione della capienza.

Prime riaperture a cui si accompagna una road map, un calendario per le varie categorie che via via potranno riprendere le attività. Riaprono “scuola, ristorazione, musei, teatri, cinema, spettacoli, eventi sportivi, piscine, palestre, attività sportive, fiere, congressi, stabilimenti termali, parchi tematici”, dice il premier Draghi in conferenza stampa. E il ministro della Salute, Roberto Speranza, entra nel dettaglio: “C’è una road map che ci accompagnerà e che monitoreremo passo passo”. Il ministro fa alcuni esempi: “L’idea che abbiamo è che dal 15 di maggio possano riaprire le piscine all’aperto, che dal primo di giugno si possano attivare alcune attività connesse alle palestre. Ancora, dal primo di luglio possiamo immaginare attività di natura fieristica. Ci sono fiere particolarmente importanti che ospitiamo nel nostro Paese e già alcune si svolgeranno nel mese di luglio, c’è stata una riunione nei giorni scorsi con i ministri Luigi Di Maio, Giancarlo Giorgetti e Massimo Garavaglia. C’è un percorso che mettiamo in campo e che ci permette di gestire una fase di transizione”.

“La logica dei nostri interventi è di due tipi: un sostegno alle persone – umanitario – per coloro che hanno perso tutto e non per colpa loro, un altro serve a evitare che le imprese per mancanza di liquidità chiudano o vengano acquistate da qualcuno che si presenta all’improvviso. Sta capitando. Ci saranno sicuramente settori industriali che con i cambi di comportamenti e tecnologie non avranno più mercato, in quel caso significherà assistere la transizione”, osserva Draghi.

Il ministro della Salute Speranza, aggiunge: “In base ai dati di evidenza scientifica, nei luoghi all’aperto è molto più difficile contagiarsi rispetto al chiuso. Un principio che applicheremo nella ristorazione e non solo, e ci riaccompagnerà nella fase di transizione. Con l’auspicio che, col passare delle settimane, il miglioramento della curva e l’aumento delle vaccinazioni, potremo programmare ulteriori aperture anche per attività al chiuso. C’è percorso di gradualità, non c’è un momento in cui tutto cambia. In questa fase la scelta del governo è mantenere il coprifuoco così come vigente. Il governo valuterà la curva epidemiologica ed eventuali ulteriori misure di settimana in settimana”.

“Comunque resta vigente il modello per zone, per fasce. Il modello permette di leggere la variazione epidemiologica. I nostri parametri saranno capaci di focalizzare la situazione in cui si adottino misure più rigide. C’è profonda differenza col modello di prima ma resta modello prudenziale”, aggiunge il ministro.

“Dal 26 aprile l’Italia tornerà gradualmente alla normalità. Scuole in presenza, ripartono progressivamente la ristorazione, i luoghi della cultura e dello sport, le fiere, il tutto privilegiando le attività che si possono svolgere all’aperto. Viviamo con grande ottimismo questa nuova fase, ma non è un ‘liberi tutti’. Occorrerà prudenza per difendere i risultati raggiunti e mantenere sotto controllo la curva dei contagi. Parallelamente andiamo avanti con la campagna vaccinale, fondamentale per l’immunizzazione della popolazione. Avanti così, con fiducia e responsabilità”, commenta il ministro per le Autonomie, Mariastella Gelmini, su Fb.

Una notizia salutata positivamente anche dal leader della Lega, Matteo Salvini, che sottolinea come, nel corso della cabina di regia che si è tenuta oggi a Palazzo Chigi “ha prevalso un diffuso buonsenso”.

“Come previsto, la settimana prossima il Consiglio dei Ministri prenderà in esame i dati, che già oggi ci dicono che mezza Italia sarebbe fuori dall’emergenza, e dunque, con le cautele del caso e i protocolli di sicurezza – aggiunge -, entro aprile, laddove situazione medica lo consentirà, si tornerà a vivere con un calendario di aperture precise, visto che ci sono le date per la riapertura delle fiere, dei congressi, delle palestre, delle piscine, degli allenamenti, dei cinema e dei teatri. Cioè il ritorno alla vita. È simbolicamente stimolante che il primo giorno di ambito ritorno alla vita sia il 26 aprile, due giorni dedicati alla libertà e alle libertà” ha concluso il leader della Lega.

Per il neo presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, “la notizia che dal 26 aprile i ristoranti potranno riaprire a pranzo e a cena, sia pure per i soli tavoli all’aperto, è molto positiva. Siamo grati al Governo per aver accolto alcune nostre proposte contenuti nelle linee guida. Proseguiremo lungo il percorso della massima collaborazione istituzionale, nella convinzione che gradualmente – anche grazie ai progressi della campagna vaccinale – sarà possibile con responsabilità rimettere in moto il Paese ed andare incontro alle aspettative di cittadini e di imprese. Nei prossimi giorni – conclude Fedriga -elaboreremo ulteriori proposte per altri settori in un’ottica di collaborazione Governo-Regioni e in un quadro di massima sicurezza e di rispetto dei necessari protocolli di prevenzione”.

Non entreranno lunedì prossimo in fascia gialla, ma sono ben 16, stando al monitoraggio della cabina di regia messo a punto oggi, le Regioni che hanno numeri da giallo, e che quindi possono ambire, ovviamente improvvisi peggioramenti permettendo, alla zona gialla “rafforzata” a partire dal 26 aprile, con i ristoranti aperti la sera e la ripartenza di sport e spettacolo.

Si tratta delle Regioni con indice Rt non superiore a 1, con una classificazione complessiva del rischio bassa o moderata e uno scenario di trasmissione 1 (dove 3 è quello più grave, da rosso): sono Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia di Trento, Provincia di Bolzano, Toscana, Umbria e Veneto. In zona rossa rimangono in base al monitoraggio Puglia, Val d’Aosta e Sardegna, mentre hanno ancora numeri da arancione Calabria e Sicilia.

Intanto il Trentino anticipa le decisioni del Governo. Da lunedì 19 aprile riaprono bar e ristoranti all’aperto dalle 5 alle 18. Lo ha deciso la Giunta provinciale, che ha approvato una delibera sulla scorta della legge 3 del 2020, varata subito dopo il primo lockdown dello scorso anno e che ha una parte dedicata a potenziali riaperture. Lo scorso anno la legge non era stata impugnata dal Governo in carica. “È una sperimentazione, anche rispetto a quello che sta decidendo il Governo in queste ore. È una forma di autonomia. Crediamo che la delibera possa non essere impugnata”, ha detto il presidente della Provincia Maurizio Fugatti. 

Il cronoprogramma, però, non soddisfa tutti i settori e per alcuni le aperture sembrano ancora troppo lontane. È il caso delle palestre: “Eravamo pronti a ripartire per i primi di maggio, dopo oltre un anno di chiusura. Questa è un po’ una doccia fredda, anche se almeno c’è una data certa, ma l’1 giugno è molto, molto lontano, Un altro mese è mezzo fermi si traduce in un altro enorme danno”, spiega il presidente dell’Associazione nazionale impianti sport & fitness (Anif), Giampaolo Duregon, che al telefono con l’Ansa commenta le prime indicazioni emerse dalla cabina di regia sul Covid relativamente alla riaperture di piscine e palestre al chiuso, per le quali i prevede come data appunto l’1 giugno.

“Noi come associazione, insieme ad altre, stavamo facendo una notevole pressione per la riapertura – spiega Duregon – e stavamo per presentare uno studio suffragato da virologi che dimostrava che la pericolosità dei contagi nei centri sportivi che seguono le regole è irrisoria. Se quanto annunciato si tradurrà in un decreto, provvedimento sul quale ogni ricorso è inutile, la spinta per anticipare tutto andrà scemando. È un modo per allentare la pressione, come inevitabilmente accadrà. Noi, comunque, continueremo la nostra azione – afferma ancora il presidente Anif, che solo lo scorso 8 aprile era stato sentito al Senato -, anche e ora soprattutto per avere un aiuto economico perché le aziende sono ormai allo stremo. Inoltre, prevedendo una possibile riapertura nella prima decade di maggio, molti operatori avevano cominciato a richiamare dipendenti e collaboratori e a fare i dovuti preparativi. Ora si ferma di nuovo tutto, anche se avere una data certa dà un minimo di sicurezza”.

IL CRONOPROGRAMMA DELLE RIAPERTURE

Dalle scuole in presenza ai ristoranti all’aperto, fino alle palestre e poi gli spostamenti tra regioni: il Governo ha tracciato la road map per la ripartenza del Paese.

Ecco alcune delle misure annunciate che dovrebbero essere contenute nel prossimo decreto, in vigore dal 26 aprile.

ZONA GIALLA

Viene ripristinata dopo oltre un mese di stop. Ma con dei cambiamenti rispetto al passato. Tra questi, la possibilità di spostarsi liberamente tra regioni classificate in questo colore e la ripresa di diverse attività, soprattutto all’aperto a partire dal 26 aprile.

SCUOLA

In zona gialla e arancione tutte le scuole saranno in presenza. In zona rossa lezioni in presenza fino alla terza media, mentre alle superiori l’attività si svolgerà almeno al 50% in presenza.

MOBILITA’

Gli spostamenti saranno consentiti dal 26 aprile tra regioni gialle. Tra regioni di colori diversi lo spostamento sarà possibile con il ‘pass’, che di fatto anticiperebbe sul territorio nazionale il “green pass” europeo previsto a giugno nell’Ue e che in quel caso prevederà lo spostamento tra Paesi dell’Unione. In tutte le zone il coprifuoco dovrebbe restare alle 22.

RISTORANTI E BAR

In zona gialla, dal 26 aprile a tutto il mese di maggio, sarà possibile pranzare o cenare solo nei luoghi di ristorazione con tavoli all’aperto. Dal primo giugno si mangia nei ristoranti con tavoli al chiuso solo a pranzo. In zona arancione sarà mantenuta la sola possibilità di asporto, così come in quella rossa. Nelle linee guida stilate dalle Regioni, e che dovranno essere vagliate dal Cts, è stato proposto un metro di distanza nei ristoranti all’aperto o al chiuso – se la situazione pandemica lo consente – per aumentare a due laddove la condizione di diffusione del virus si dovesse aggravare.

TEATRI, CINEMA, MUSEI E FIERE

Dal 26 aprile teatri, cinema e spettacoli tornano ad essere consentiti in zona gialla all’aperto. Al chiuso gli spettacoli saranno consentiti con i limiti di capienza fissati per le sale dai protocolli anti contagio. Musei aperti in zona gialla. Le attività fieristiche riapriranno il primo luglio. Nelle linee guida proposte dalle Regioni, si era ipotizzato almeno un metro di distanza – frontale o laterale – tra spettatori al cinema o al teatro se indossano la mascherina e almeno due metri di distanza qualora le disposizioni prevedano di non indossarla.

PALESTRE

Dal 26 aprile saranno consentiti gli sport all’aperto mentre il primo giugno riapriranno al chiuso anche le palestre. Nelle linee guida delle Regioni è stato chiesto di regolamentare l’accesso agli attrezzi, delimitando le zone per garantire almeno un metro di distanza tra le persone che in quel momento non svolgono attività fisica e almeno due metri durante l’attività fisica e di evitare lo sport da contatto fisico.

LIDI, TERME, PARCHI TEMATICI E PISCINE

Le piscine all’aperto riapriranno il 15 maggio e per la stessa data dovrebbe essere prevista per gli stabilimenti balneari. Dal primo luglio ripartono gli stabilimenti termali e parchi tematici. Le linee guida proposte dalle Regioni chiedono prenotazioni per l’accesso alle piscine e liste da conservare almeno per 14 giorni, oltre a postazioni che permettano la distanza di almeno due metri tra le persone.

PASS PER GLI SPOSTAMENTI

Il nuovo decreto prevede l’istituzione di un “pass” che attesti la sussistenza di una delle seguenti condizioni: avvenuta vaccinazione, esecuzione di un test covid negativo in un arco temporale da definire, avvenuta guarigione dal Covid. Chi ottiene il pass ha la possibilità di spostarsi liberamente in tutto il territorio nazionale e di accedere a determinati eventi – culturali e sportivi – riservati ai soggetti che ne sono muniti.

A beneficiarne potrebbe esserne ben presto gran parte del Paese, visto il miglioramento del quadro epidemiologico in diverse regioni: anche la Campania si aggiunge al gruppo delle arancioni mentre in zona rossa per ora ci sono soltanto Puglia, Sardegna e Valle Aosta. Con i nuovi provvedimenti annunciati, il premier Mario Draghi sa di mettere in conto “un rischio ragionato”, alla luce di una campagna di vaccinazione che “va bene, con tante sorprese positive e qualcuna negativa. E questo – spiega – è stato fondamentale per prendere le decisioni”.

Le riaperture – precisa il presidente del Consiglio – “sono una risposta al disagio di categorie e giovani e portano maggiore serenità nel Paese, pongono le basi per la ripartenza”. Tra i primi a farlo saranno i ristoratori: in zona gialla, dal 26 aprile a tutto il mese di maggio, sarà possibile pranzare o cenare solo nei locali che hanno tavoli all’aperto e dal primo giugno si mangia nei ristoranti al chiuso solo a pranzo. Contemporaneamente – sempre in area gialla – riapriranno a cielo aperto teatri, cinema e spettacoli mentre per i musei sarà possibile accogliere i visitatori anche al chiuso, così come per gli spettacoli che avranno i limiti di capienza fissati per le sale dai protocolli anti contagio. Lo stesso ministro della Salute, Roberto Speranza, spiega che “nei luoghi all’aperto si riscontra una difficoltà significativa nella diffusione del contagio”.

E dal 15 maggio sarà consentita l’attività nelle piscine scoperte e probabilmente negli stabilimenti balneari. Anche se fin dall’entrata in vigore del decreto saranno possibili gli sport all’aria aperta, sarà permesso frequentare le palestre al chiuso soltanto dal primo giugno. A luglio sarà la volta delle fiere, delle terme e dei parchi tematici. Parallelamente, i ragazzi tornano in classe. Fin dal 26 aprile in zona gialla e arancione tutte le scuole saranno in presenza e in quella rossa sarà così fino alla terza media, mentre alle superiori l’attività si svolgerà almeno al 50% tra i banchi. L’autocertificazione resta necessaria, laddove è già prevista, ma adesso gli italiani potranno girare più liberamente avendo in tasca un ‘pass’: un documento che dovrà attestare la vaccinazione, l’esecuzione di un tampone negativo (forse nell’arco temporale delle ultime 48 ore) o l’avvenuta guarigione dal Covid. Chi avrà il pass potrà anche accedere “a determinati eventi – culturali e sportivi – riservati ai soggetti che ne sono muniti”, viene fatto sapere da chi lavora al decreto.

Non è ancora chiaro, però, se si tratterà di un certificato che sarà rilasciato da Asl, Regione o un altro ente sanitario, visto che i territori al momento non sembrano tutti organizzati allo stesso modo, in particolare sul rilascio del patentino vaccinale. Quel che è certo è che l’allentamento delle misure prevede il rispetto rigoroso delle regole. Lo stesso premier, annunciando le misure, si appella ad “una premessa: i comportamenti siano osservati scrupolosamente, come mascherine e distanziamenti”. Ed auspica per questo l’attenzione delle istituzioni e forze dell’ordine: “in questo modo il rischio si trasforma in opportunità”. Un’occasione per la quale esultano i governatori: “è stata recepita la nostra proposta”, dice Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni, che aveva lanciato nelle ultime ore delle linee guida per regolare le attività in sicurezza, ma che dovranno ancora essere vagliate dal Cts. Il Trentino intanto anticipa le decisioni dell’Esecutivo. Da lunedì 19 aprile riaprono bar e ristoranti all’aperto dalle 5 alle 18: “è una prima sperimentazione”. Prove teniche di in cambiamento dal quale tutti sperano di non tornare indietro.

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