COVID, IN ABRUZZO FIOCCANO RINUNCE AD ASTRAZENECA: NON FARA’ VACCINO 50 PER CENTO DEGLI AQUILANI

14 Aprile 2021 13:31

L’AQUILA – La confusa comunicazione da parte dell’Agenzia europea del farmaco ha ormai aperto un nuovo caso sul vaccino AstraZeneca, con Paesi membri dell’Ue che ormai continuano ad andare in ordine sparso. Da una parte la Danimarca che, come annunciato dall’emittente televisiva Tv2, ne sospenderà definitivamente l’uso, dall’altro l’Italia che, in linea con quanto fatto in altre parti d’Europa, ha deciso di raccomandarlo alla popolazione over 60. Ma la fiducia, in generale sta calando, e lo testimoniano anche i numeri abruzzesi e il fatto che, solo nell’Aquilano, abbia rinunciato alle dosi ben il 50 per cento degli iscritti alla piattaforma regionale.

Che più del 10 per cento dei cittadini chiamati a vaccinarsi stia rinunciando per mancanza di fiducia e paura degli effetti collaterali, lo ha già annunciato qualche giorno fa il governatore Marco Marsilio, a margine del webinar per la presentazione di “Abruzzo Prossimo”.

“I nostri medici fanno un grande lavoro quando fanno le anamnesi per rassicurarli del fatto che sono sicuri. Rinnovo l’appello ai cittadini: non temete di fare questo vaccino. Il timore vero è che non se ne facciano troppi e che troppe persone restano senza per scelta o per paura e non consentono una riapertura completa e serena delle attività”, ha detto.

A intervenire sulla questione nelle ultime ore, anche alcuni esponenti politici di centrosinistra. Tra questi Pierluigi Iannarelli, segretario circolo Sinistra italiana L’Aquila, ed Enrico Perilli, della segreteria regionale Sinistra italiana Abruzzo, preoccupati per le rinunce nell’Aquilano.

“Essendo la campagna vaccinale prioritaria e importantissima, il fatto che a L’Aquila in questi giorni quasi il 50% dei prenotati si stia rifiutando di sottoporsi a vaccinazione, sia per timori dovuti ad una altalenante e contraddittoria comunicazione a livello nazionale, sia in presenza di certificazioni mediche che ‘sconsigliano’ l’unico vaccino somministrabile e disponibile al momento, ovvero Astrazeneca, è un problema rilevante, tenuto conto che l’obiettivo è raggiungere nel più breve tempo possibile una immunità quanto più generalizzata – hanno dichiarato -. Ecco il perché della nostra denuncia dei giorni scorsi, fatta non per partito preso o per motivi campanilistici, ma con lo scopo di evidenziare trattamenti diversi ad eguali fasce di popolazione, in base alle Asl di competenza. Molte e molti gradirebbero avere delle rassicurazioni e delle risposte a queste domande. Il dato allarmante è stato portato all’attenzione delle Autorità competenti? Qualcuno sta affrontando questa problematica? Tutti quelli che stanno rinunciando come e quando saranno vaccinati?”, si chiedono.

“Il contagio non si ferma, gli ospedali sono pieni, le terapie intensive soffrono e i decessi giornalieri sono ancora drammaticamente alti. Il vaccino è lo strumento chiave per ridurre il contagio ed eliminare i morti. Comprensibilmente, ogni cittadino vorrebbe raggiungere questo traguardo nel più breve tempo possibile, poiché da questo potrebbe dipendere la sua salute e la sua vita. Medici, operatori e volontari, veramente ammirevoli, si prodigano in tutti i modi per vaccinare le persone. In Abruzzo, tuttavia, la campagna vaccinale va drammaticamente a rilento. Mentre nel Lazio si prenotano i 60/61enni, qui si deve ancora completare la vaccinazione agli over 80 e i fragili. La notizia che molti vaccinandi abruzzesi rinuncino ad Astrazeneca, preoccupa e rammarica”, ha commentato la deputata abruzzese del Pd Stefania Pezzopane, della presidenza del Gruppo dem alla Camera.

“Occorre – ha aggiunto – che il Servizio sanitario nazionale dia informazioni chiare e spieghi bene la qualità di questo vaccino, perché rinunciare all’inoculazione significa finire in coda alla fila. Contemporaneamente, la Regione e le Asl devono regolare lo scorrere delle liste, e, laddove necessario, chiamare più persone della stessa categoria, completando ed accelerando sugli over 60. Ovvero, accelerando sulle fasce d’età per le quali è maggiormente consigliato il vaccino Astrazeneca. Fa male sentire che si ricorrerebbe casualmente a reperire persone da vaccinare e che basti mettersi fuori dal centro vaccinale in attesa. Addirittura è stato coniato il termine dei ‘panchinari’ da vaccino. Si trovi una soluzione più coerente al principio dell’equità e della necessità di procedere per quelle categorie a più alto rischio di letalità. La campagna vaccinale va ripulita da ogni sospetto di imparzialità”.

Intanto L’emittente pubblica danese, dopo aver annunciato lo stop alle dosi Astrazeneca, ha precisato che oggi verrà diffuso un programma aggiornato delle vaccinazioni, nel quale il farmaco della compagnia anglo-svedese non sarà più incluso.

In particolare, sul sito Tv2 ha spiegato di aver ricevuto questa informazione da fonti anonime, ma ha deciso di pubblicarla ritenendola rilevante per il pubblico.

L’utilizzo di AstraZeneca in Danimarca era stato sospeso l’11 marzo, per approfondire i possibili legami tra il vaccino ed episodi di coaguli, rari ma gravi. Con l’esclusione di AstraZeneca, secondo gli esperti citati dal Copenaghen Post, il programma di vaccinazione potrebbe non essere completato prima della fine dell’anno.

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