COVID, DI BENEDETTO: “FORTE SINERGIA AMMINISTRATIVA, POLITICA E SANITARIA PER FRONTEGGIARE IL VIRUS NELLA NOSTRA CITTA'”

23 Ottobre 2020 19:01

L’AQUILA – “La situazione all’Aquila è molto delicata e, pertanto, necessita di un un progetto condiviso di tutela della salute evitando sterili e facili contrapposizioni politiche (questo è anche il fermo pensiero del gruppo consiliare comunale de “Il Passo Possibile” e della sua Segreteria politica cittadina). Ritengo ci sia l’esigenza di lavorare con massima sinergia proprio per recuperare quello che non si è fatto a livello di programmazione pur sapendo che saremmo andati incontro a questa seconda ondata di contagi che si sta mostrando in tutta la sua criticità”.

Lo scrive in una nota il consigliere comunale de Il Passo Possibile Americo Di Benedetto.

“Come ho avuto modo di denunciare recentemente, è mancato un coordinamento politico e un piano di gestione dell’emergenza in tutti gli ambiti, ed ora stiamo pagando lo scotto di esserci fatti trovare oltremodo impreparati nonostante gli addetti ai lavori prospettassero il riacutizzarsi del virus. Disfunzioni che vanno dal reperimento dei vaccini antinfluenzali, in ritardo drammatico (siamo l’ultima Regione in Italia per dosi e per tempi di ordinazione), alla manifestazione d’interesse per la partecipazione alla procedura negoziata in urgenza (!) per la fornitura dei tamponi rinofaringei bandita soltanto il 16 di ottobre dall’ARIC (Agenzia regionale per l’informatica e la committenza della Regione Abruzzo). E’ il tracciamento l’unica vera possibilità certificata come deterrente del virus ma, per fare i tamponi, c’è però l’esigenza di una forte presenza di personale medico ed infermieristico”, dice.




“Bisogna reperire nuovo personale – non potendo pensare ( né permettere) di delegare ai soli medici di base e ai pediatri di libera scelta sia l’attività ordinaria che quella legata all’emergenza- magari con la possibilità di prevedere un rientro extramoenia dei medici ospedalieri disponibili e/o utilizzando medici specializzati, specializzandi, medici laureati abilitati nonché sensibilizzando al rientro i medici e gli infermieri in quiescenza, il tutto per far fronte al momento complesso che stiamo vivendo. A L’Aquila, nonostante le centinaia di tamponi giornalieri processati anche dal laboratorio di analisi dell’Ospedale, abbiamo potuto stemperare le difficoltà della prima fase avendo avuto la fortuna di poterci avvalere di strutture private, come il Dante Labs. Molti di noi, d’altronde, hanno avuto piena consapevolezza, direttamente o attraverso la positività al Covid-19 di familiari, parenti o conoscenti, di cosa possa significare essere aggrediti dal virus, capendo solo così che l’elemento psicologico e sanitario più importante è l’ individuazione immediata della sua esistenza”.

“La Asl e le sue figure apicali, in questo momento, non possono essere valutate in funzione della consistenza del risultato economico di bilancio (non si fa “business” con la salute dei cittadini) ma per l’effettiva risposta che sono in grado di dare alla tutela della salute dei cittadini. Costi quel che costi. Esempio sia il reparto di malattie infettive ancora senza Tac dedicata all’individuazione della polmonite interstiziale da Covid-19. A livello di controllo, occorre rafforzare e tenere alta l’attenzione al virus negli istituti scolastici dove, è inutile negarlo, l’effervescenza dei ragazzi porta alla vicinanza e alla socializzazione, precludendo loro di stare distanziati”, aggiunge.

“Per fronteggiare il virus ci vuole una forte azione politica condivisa, sia sanitaria che amministrativa; bisogna pensare alla salute e alle imprese, specie in quei settori più vessati dagli effetti della pandemia, su tutti quello della somministrazione di alimenti e bevande, che rischiano davvero di morire definitivamente, peraltro dopo essersi faticosamente rialzati dopo il sisma. La salute e l’ economia vanno preservate, per fare questo, ora più che mai, bisogna lavorare insieme”, conclude Di Benedetto.

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