COVID: DISCOTECHE CHIUSE, SCATTA PROTESTA, “A RISCHIO 2.500 IMPRESE E 50MILA DIPENDENTI”

18 Maggio 2021 09:21

PESCARA – “Sono circa mezzo milione gli italiani, di ogni fascia di età (giovani e meno giovani) che, ormai alle porte dell’ estate, dopo una chiusura ininterrotta di quasi un anno e mezzo, vorrebbero riprendere a scendere in pista, ed accanto a loro un’attività imprenditoriale, quella dei locali da ballo, con numeri alquanto considerevoli : 2.500 imprese, 50.000 dipendenti e un fatturato complessivo (per il 2019) di circa 5 miliardi di euro”.

Il grido di dolore arriva dai gestori delle discoteche abruzzesi, per voce dell’Associazione Giustitalia, che ha deciso di impugnare in tutta Italia davanti ai Giudici Amministrativi dei propri Tribunali Amministrativi Regionali (competenti territorialmente), il nuovo Decreto che sembra aver dimenticato completamente questo settore.

“I gestori sono consapevoli che questo momento storico è alquanto particolare, ma prima o poi la vita riprenderà. E allora la gente si renderà conto che un terzo dei locali ha chiuso, forse per sempre, perché non ci sono aiuti dallo Stato.   Chi esercita professionalmente attività imprenditoriale da ballo sono mesi e mesi che non ha entrate, a parte una piccolissima parentesi di luglio scorso, e deve (comunque) pagare gli affitti, i dipendenti, e ci sono famiglie che vivono su queste attività. E poi ci sono anche decine di migliaia di lavoratori stagionali che vivono di stipendi mensili ora azzerati: camerieri, dj, musicisti, addetti alla sicurezza, barman, personale dei locali, ballerini, imprese di spettacolo”, si legge nella nota.

“Tramite più ricorsi ai Tribunali Amministrativi Regionali, patrocinati dagli Avvocati dell’Associazione Giustitalia (www.associazionegiustitalia.it) , gli esercenti del settore chiedono alla Magistratura amministrativa l’annullamento del nuovo DPCM nella parte in cui impone il mantenimento della chiusura delle discoteche e dei locali da ballo all’aperto. Nulla da dire invece, ovviamente con tutte le dovute precauzioni sanitarie, per l’obbligo di indossare la mascherina anche mentre si balla.   Oltretutto – e non è cosa da poco – prevedere una riapertura molto lontana nel tempo e la conseguente privazione di luoghi che  possono essere messi in sicurezza e controllati dalle F.O. potrebbe comportare il rischio concreto di “aggregazioni selvagge ed abusive” (soprattutto da parte dei ragazzi) in luoghi privati improvvisati senza alcuna sicurezza sanitaria e senza alcuna vigilanza”, conclude la nota.

 

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