COVID, DRAGHI: “DA DAD DISUGUAGLIANZE”.
PREMIER CONTRO NON VACCINATI: “CAUSANO PROBLEMI”

10 Gennaio 2022 20:07

Italia: Politica

ROMA – “Questa conferenza stampa avviene come risposta alle critiche per non aver fatto la conferenza stampa dopo l’ok al decreto in Consiglio dei ministri. C’è stata da parte mia e di altri una sottovalutazione delle attese. Perciò mi scuso e chiedo di considerare questa conferenza stampa come un atto riparatorio”.

Lo ha detto il premier Mario Draghi, nel corso conferenza stampa sull’ultimo dl anti-Covid.

Sulla scuola ha spiegato: “In media ci sono stati 65 giorni di scuola regolare persa rispetto a una media dei Paesi più ricchi del mondo dove la didattica non in presenza è stata di 27 giorni, quindi il triplo. In alcune città i giorni di scuola in presenza sono stati solo 42 in un anno. Non vogliamo fare più così, vogliamo fare che l’Italia resti aperta con tutte le cautele necessarie”.

“Abbiamo ripristinato la riduzione delle capienze degli stadi e l’attività economica deve andare avanti ma con sicurezza e prudenza, rispetto delle regole, vaccinazione e anche fiducia, molta fiducia, che si possa uscire da questa situazione. In tutto questo è essenziale che si possa essere uniti”, sottolinea  “Ora, si dice, ‘Draghi non decide piu”. Ma stiamo dimostrando, con questi ministri, che avere le scuole aperte è una priorità. Non era il modo in cui questo tema è stato affrontato in passato”.

“A ragazzi e ragazze si chiede di stare a casa e non andare a scuola e poi la sera vanno in pizzeria e fanno sport tutto il pomeriggio… Non ha senso chiudere la scuola prima di aver chiuso tutto il resto, ma se chiudiamo tutto il resto torniamo all’anno scorso e non ci sono i motivi per farlo”, ha osservato. – “La scuola in presenza è una priorità del Governo. La dad crea disuguaglianze che si rifletteranno sulla vita futura dei giovani”.

Mario Draghi mette la firma sulla scelta di tenere aperte le scuole e sottolinea: “Io non decido? Si veda cosa è successo per la scuola… Non ha alcun senso chiudere le scuole e permettere ai giovani di andare in pizzeria”. Draghi si scusa per non avere tenuto una conferenza stampa il 5 gennaio scorso, dopo le decisioni del Consiglio dei ministri, e ritiene l’incontro odierno con i media “riparatorio”.

Sui non vaccinati il premier non è conciliante: “I problemi dipendono in gran parte dai non vaccinati. I due terzi dei posti in terapia intensiva sono occupati dai no vax. Dove ci sono meno no vax, i colori delle regioni consentono agli italiani di essere più liberi”.

Draghi poi delude le attese di chi si aspettava una sua “rinuncia” per il Quirinale: “Non rispondo alle domande sul Quirinale. Il Governo va avanti bene. Quando si introducono provvedimenti di questa portata occorre cercare di arrivare all’unanimità della coalizione, purché i provvedimenti abbiano senso. Contro il covid servono vaccini, prudenza, fiducia e unità. Anche sulla giustizia ci furono discussioni, ma poi la maggioranza trovò l’intesa. In maggioranza le diversità di vedute sono naturali. L’importante è che ci sia voglia di lavorare insieme e di arrivare a soluzioni condivise. Finché c’è quella il governo va avanti bene”.

Sull’economia conferma le stime per una crescita del pil del 4-4,5%: “Il Governo ha già dato sostegni all’economia con la legge di bilancio, ma non è escluso l’utilizzo di altre risorse. Sono in corso “riflessioni” anche sull’ipotesi di uno scostamento di bilancio. Per quanto riguarda il caro bollette, non sono esclusi ulteriori provvedimenti, oltre ai 3,5 miliardi già stanziati. Draghi chiede “a chi ha fatto grandissimi profitti di condividerli con il resto della società”.

Il premier italiano non esclude che un gruppo di Paesi Ue possa decidere di fare stoccaggi e acquisti di gas in comune. Draghi conclude invitando gli italiani a vaccinarsi senza indugi: “Nel 2021 i morti sono inferiori al 2020. Ringrazio chi ha fatto la terza dose di vaccino. Gli hub vaccinali saranno aperti anche di notte. Abbiamo superato nei mesi scorsi sfide difficili, grazie alla determinazione e all’impegno di cittadini, parti sociali, istituzioni, governo, Parlamento ed enti territoriali. Abbiamo tutti i motivi per pensare che ci riusciremo anche questa volta”.

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