COVID: ESTATE SALVA CON GREEN PASS? REGIONI CHIEDONO CHIAREZZA, “NON SIA RICATTO”

DAL PRIMO LUGLIO CERTIFICATO SARA' ATTIVO NELL'UNIONE: ARRIVA OK EUROPARLAMENTO, MA SUL DOCUMENTO RESTANO QUESTIONI APERTE; "SIAMO PRONTI", ANNUNCIA FIGLIUOLO, DALL'OPPOSIZIONE MELONI AVVERTE: "NON DIVENTI NORMALITA'"

9 Giugno 2021 19:54

ROMA – Dal primo luglio nell’Unione sarà attivo il green pass: è arrivato l’atteso ok dell’Europarlamento al certificato digitale Covid, che darà accesso a viaggi, cerimonie, eventi e tante altre attività.

Ma sul documento – presto rilasciato gratuitamente dalle autorità nazionali in formato digitale o cartaceo con un codice Qr – restano ancora timori e questioni aperte.

L’Italia è pronta: “questione di pochissimi giorni “, annuncia il commissario per l’Emergenza, Francesco Figliuolo, ma le Regioni chiedono “chiarezza sull’applicabilità” del lasciapassare e anche la Lega ne chiede l’utilizzo “per togliere i divieti nelle zone bianche”, mentre dall’opposizione, Giorgia Meloni, avverte: “questo strumento non può e non deve rientrare nella normalità delle cose” e non dovrà essere “un metodo per ricattare i cittadini”.

E nel nostro Paese il certificato verde potrebbe anche essere usato come lasciapassare per poter andare a ballare, almeno secondo quanto prevede il nuovo protocollo sulle discoteche, che ne disporrebbe l’apertura da luglio in zona bianca e che sarà consegnato in queste ore al Cts per essere valutato.

In generale il documento, compatibile in tutta l’Ue e con un sistema in vigore per 12 mesi, attesterà che una persona è stata vaccinata contro il virus oppure ha effettuato un test recente con esito negativo o ancora che è guarita dall’infezione. Dunque, si tratta di tre certificati distinti. Secondo la norma approvata, gli Stati dell’Unione non potranno imporre ulteriori restrizioni di viaggio ai titolari di certificati – come quarantena, autoisolamento o test – “a meno che non siano necessarie e proporzionate per salvaguardare la salute pubblica” e in quel caso si dovrà tenere conto delle prove scientifiche, “compresi i dati epidemiologici pubblicati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie”.

I governatori ora si interrogano su come sarà interpretato l’utilizzo di questo certificato nel nostro Paese, dove il codice Qr (il codice a barre di identificazione che rivela le varie informazioni – ndr) potrà essere stampato in formato cartaceo o sarà visibile scaricando le app “Io” oppure “Immuni”.

“Stiamo chiedendo di avere chiarezza sull’applicabilità – spiega Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni – perché ad oggi non c’è ancora il Green pass europeo e dobbiamo dare certezze a delle categorie, e penso ad esempio al wedding che è un settore già devastato dalla pandemia, e nello stesso tempo garantire tutta la sicurezza possibile”. Esulta il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini, per la quale si tratta di “uno strumento importante per incentivare la mobilità dei cittadini all’interno dell’Unione, una spinta propulsiva e decisiva per far ripartire il turismo, e con esso l’economia”. Ma la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, mette in guardia dai rischi sull’ “idea di essere costretti ad avere un lasciapassare per partecipare alla vita sociale: è raggelante, letteralmente incompatibile con gli standard di una nazione libera. Ripartire sì, ricattare no”.

Un tipo di rischio che si profila al momento in Paesi fuori dall’Ue come la Turchia. Qui il governo di Ankara – che prepara un piano per scoraggiare gli scettici del vaccino – sta valutando l’ipotesi, ancora in attesa di approvazione, di introdurre restrizioni per chi non accetterà di vaccinarsi, negando il green pass locale, attivato tramite l’app già in uso in questi mesi per il tracciamento.

CHI POTRÀ OTTENERLO

È gratuito, ma per averlo bisogna essere vaccinati contro il Covid oppure effettuare un test con esito negativo nelle ultime 48 ore o ancora essere guariti dall’infezione. Dunque, si tratta di tre certificati distinti. Chi è in possesso della certificazione verde al momento deve comunque continuare a indossare le mascherine, rispettare il distanziamento fisico e igienizzare frequentemente le mani. In Italia di fatto è già in vigore ed è stato introdotto con il decreto sulle riaperture del 18 maggio, ma dal primo luglio confluirà nel sistema europeo e sarà digitalizzato con il sistema del ‘Qr code’ (il codice a barre di identificazione che rivela le varie informazioni).

COME SI ESIBISCE

Potrà essere esibito durante un controllo, mostrando il codice Qr: si può stampare in formato cartaceo o sarà visibile scaricando dal cellulare le app ‘Io’ oppure ‘Immuni’.

QUANTO DURA

Ha scadenze variabili. Se si è vaccinati, ha una durata massima di nove mesi dalla vaccinazione. Per chi non ha ancora effettuato il richiamo, il pass è valido temporaneamente quindici giorni dopo la somministrazione della prima dose e fino alla data prevista di inoculazione della seconda: da quel momento sarà poi rilasciato il certificato valido nove mesi. Se si è guariti dal Covid, la relativa certificazione in Italia ha una durata massima di nove mesi dalla dichiarata guarigione mentre nel resto d’Europa (salvo specifiche di alcuni Stati) dura sei mesi. Per il rilascio del certificato dopo i test, invece, quelli molecolari avranno una validità di 72 ore, mentre quelli rapidi 48 ore.

COMPATIBILE IN TUTTA EUROPA

Il documento sarà riconosciuto in tutta l’Unione e con un sistema in vigore per 12 mesi. Secondo la norma approvata, gli Stati dell’Ue non potranno imporre ulteriori restrizioni di viaggio ai titolari di certificati – come quarantena, autoisolamento o test – “a meno che non siano necessarie e proporzionate per salvaguardare la salute pubblica” e in quel caso si dovrà tenere conto delle prove scientifiche, “compresi i dati epidemiologici pubblicati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie”.

COSA SI PUÒ FARE

Con il green pass dal primo luglio si può circolare – e dunque viaggiare – liberamente in tutti Paesi dell’Unione europea. In Italia ci si può spostare tra le varie regioni e territori a prescindere dalla fascia di rischio assegnata a quel luogo (quindi anche in zona arancione o rossa, ma per spostarsi tra zone bianche o gialle non sarà obbligatorio averlo). Sarà utilizzato soprattutto in zona bianca, dove già adesso permette l’accesso alle cerimonie, come i matrimoni (anche nelle zone ancora gialle dal 15 giugno). Ma presto potrebbe diventare un lasciapassare anche per entrare in discoteca, per gli eventi culturali o sportivi come quelli organizzati allo stadio, oppure per partecipare ai concerti.

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