COVID, FOCOLAIO ALLA TIBERINA SANGRO: “MOLTI VACCINATI, GREEN PASS NON E’ STRUMENTO DI SICUREZZA”

9 Ottobre 2021 09:05

Chieti: Lavoro

ATESSA – Tamponi a tappeto alla Tiberina Sangro, fabbrica dell’indotto Sevel in Val di Sangro, dove è scoppiato un focolaio Covid.

Dopo la segnalazione di alcuni dipendenti positivi sono state allertate le rappresentanze della sicurezza e tramite il comitato Covid hanno cercato di individuare i contati stretti dei dipendenti positivi. Tra i vari contatti sono risultati positivi al test antigenico 18 lavoratori, l’azienda ha attivato uno screening di massa su tutti i dipendenti e sono emersi altri 7 positivi.

“Molti di questi lavoratori sono vaccinati e provvisti di Green pass, questo deve farci riflettere su quello che viene definito uno strumento di difesa della salute pubblica tanto da obbligare i lavoratori ad averlo pena sanzione e sospensione dello stipendio”, scrive in una nota l’lUsb, Unione sindacale di base.

“La richiesta di esibire il Green pass per poter accedere ai luoghi di lavoro è evidentemente misura tesa ad indurre surrettiziamente a vaccinarsi senza assumersi la responsabilità e induce elementi di controllo sulla salute dei lavoratori, sulle loro scelte e sui loro comportamenti che non sono consentiti in alcun modo né dalle leggi né dai contratti collettivi nazionali di lavoro! Analogamente la richiesta in alternativa di un tampone, è una misura vessatoria che paradossalmente implica che i lavoratori debbano pagare per andare al lavoro”.

“Usb ritiene che la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori, e l’eliminazione dei rischi sui luoghi di lavoro, sia di stretta e unica competenza dei datori di lavoro pubblici e privati, che sono obbligati, in particolare in ottemperanza a quanto disposto dalla Legge 81/2008 a mettere in atto ogni misura necessaria ad eliminare i rischi alla fonte , e come per i Dpi farsi carico del costo dei tamponi”, conclude.

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