COVID, FOSCHI (LEGA): “IL RECOVERY PORTA SOLDI, MA SERVE PROGRAMMAZIONE”

10 Maggio 2021 07:57

L’AQUILA – “Il Recovery fund ci porterà i soldi per poter affrontare le spese e gli investimenti della macro missione sanitaria, una delle sei previste dal piano per il recupero dalla crisi inflitta dal Coronavirus”.

Così il vice coordinatore abruzzese della Lega, Massimiliano Foschi, 37enne cardiochirurgo all’ospedale di Chieti.

“I capitoli fondamentali dell’ambito sanitario sono lo sviluppo delle reti di prossimità, delle strutture e della telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale, il rafforzamento e gli investimenti per innovazione, ricerca e digitalizzazione del sistema sanitario Nazionale – dichiara in una nota – I soldi non bastano perché non sono tutto! Sono indispensabili la progettazione e la programmazione, la definizione dei percorsi assistenziali territoriali, la strutturazione e l’applicazione di questi. E a questo dobbiamo pensarci noi”.

Secondo il medico, recentemente nominato alla vice segretaria dal coordinatore regionale, il deputato Luigi D’Eramo, “la triste esperienza della pandemia ha fatto comprendere l’importanza della medicina del territorio. Non è più pensabile poggiare l’intera assistenza sanitaria alla rete ospedaliera, storicamente ingolfata e messa in crisi da un’utenza che non necessita di percorsi di urgenza-emergenza e di cure e diagnosi in regime di ricovero”.

“I nostri ospedali i nostri medici e tutto il personale sanitario – continua – hanno dimostrato una flessibilità e una capacità di trasformazione e riorganizzazione straordinaria e, seppur in condizioni di incredibile stress e difficoltà, hanno comunque potuto sperimentare un miglioramento della qualità dell’assistenza, non ‘disturbata’ da problematiche di salute gestibili tramite l’assistenza sanitaria territoriale. Ed è da qui che non dobbiamo più tornare indietro: rafforzare le reti sanitarie di prossimità, l’informatizzazione e la telemedicina. Riequilibrare l’organizzazione della sanità per renderla più efficiente, più efficace e più equa attraverso la costruzione di forti reti territoriali che forniranno spazio per lo sviluppo, l’innovazione e la ricerca. Un piano ben fatto e ben attuato, che guardi al futuro e che possa trovare l’ambito sanitario sempre preparato”.

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