COVID: GIORNALISTA ”AGO” TRA CORRETTA INFORMAZIONE E FAKE NEWS, COME CAMBIA LA PROFESSIONE

Autore dell'articolo: Alessia Centi Pizzutilli

3 Maggio 2020 09:34

L'AQUILA – L'emergenza sanitaria in corso, dovuta al contagio da Coronavirus, ha stravolto in modo improvviso e radicale la vita di ogni cittadino e sta avendo ripercussioni importanti in ogni settore, dal lavoro alla socialità.

Non fa eccezione il mondo dell'informazione, profondamente cambiato e “monopolizzato” dal Covid-19.

La professione giornalistica, dunque, in questo momento in particolare, deve rispondere a esigenze diverse, ma sempre tenendo ben presente il difficile compito di bilanciare responsabilità e diritto all'informazione.

AbruzzoWeb ha intervistato Monica Pelliccione, scrittrice e storica giornalista aquilana, per capire in che modo è cambiato il mondo dell'informazione.

“Il ruolo del giornalista e del comunicatore, in questo periodo di emergenza sanitaria, ma soprattutto sociale, è davvero fondamentale. Come per  tante altre professioni, come quelle sanitarie o quelle che riguardano il mantenimento della sicurezza pubblica, infatti, il giornalista ha un ruolo importantissimo nel comunicare all’esterno quelli che sono i rischi, ma anche le certezze e sicurezze che bisogna fare proprie in un momento di grande indecisione personale e psicologica”, spiega Pelliccione.

L'emergenza sanitaria, però, non ha cancellato quelli che sono i punti centrali della professione, che deve assolutamente essere corretta, aggiornata e verificata, ma non per questo scevra di contenuti.

“Non va sottovalutato l'aspetto psicologico di questa emergenza, chi è impegnato in prima fila deve eseguire un lavoro certosino e quotidiano di comunicazione capillare dei dati che arrivano. Anche in questo è cambiata sensibilmente la nostra professione – sottolinea la giornalista – perché  spesso è difficile leggere i dati e comunicarli all'esterno nella consapevolezza dell'importanza del ruolo sociale che svolgiamo per quanto riguarda l'attenzione che bisogna dare alle notizie per non elevare troppo la soglia di allarme, ma allo stesso tempo raccontando numeri e fatti reali”.

Ogni giornalista oggi è chiamato, infatti, ad essere preciso e puntuale senza generare panico tra i cittadini, ma anche senza sminuire la gravità dei fatti raccontare: Insomma, oggi il cronista rappresenta “l'ago della bilancia” tra una corretta informazione e le fake news.

“La nostra professione è diventata molto più delicata non soltanto per l'impossibilità di frequentare i luoghi canonici come conferenze stampa e interviste, ma soprattutto per il messaggio che dobbiamo passare all'esterno. Il presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Stefano Pallotta, nelle scorse settimane in un suo intervento ha voluto fare un plauso ai giornalisti, dicendo che in questo periodo tutti coloro che esercitano la professione sul territorio regionale, dalla carta stampata al web, si sono comportanti in modo corretto. Ha spiegato di aver riscontrato grande professionalità tra gli iscritti abruzzesi e io mi sento di dire la stessa cosa: In un momento di grande emergenza  anche per noi, che ci dividiamo tra smart working e contatti telefonici, non si può dimenticare il dovere morale e civile che abbiamo di verificare con la massima attenzione le nostre fonti e ciò che passiamo all'esterno, con estrema delicatezza e professionalità”, prosegue.

Pelliccione, in prima linea anche in un’altra emergenza vissuta dalla comunità abruzzese, il sisma del 6 aprile 2009, racconta poi le difficoltà di essere sul campo e vivere in prima persona disagi e dolori: “Quello è stato sicuramente un momento di dolore profondo per la nostra città e per i tanti amici che hanno perso degli affetti – ricorda – Dal punto di vista personale sicuramente quell’emergenza l’ho vissuta in modo più profondo, ma oggi siamo davanti a una seconda emergenza che questa città e questo territorio si trovano a dover affrontare e che ci pone di fronte a dei problemi enormi”.

“Come giornalisti non abbiamo solo lo step della riapertura delle attività e dei negozi, che già da domani, gradualmente, potranno tornare a lavoro con l’avvio della cosiddetta fase 2, ma dobbiamo seguire gli aquilani e gli abruzzesi in un percorso di rinascita che per la seconda volta, a 11 anni dal sisma, va a toccare le nostre famiglie e i nostri portafogli, perché avremo dei problemi economici ingenti, anche per la nostra categoria, che è sempre meno protetta dal punto di vista economico e di regolamentazione dei parametri di una professione che è assolutamente allo sbaraglio e di cui si può fare, in alcuni casi, ciò che si vuole – aggiunge – Se ci fossero regole ben più precise, sia per l’accesso che per l’esercizio della professione, ma anche per le misure che gli enti pubblici e privati devono prendere qualora vogliano fare comunicazione all’esterno, probabilmente ci sarebbero molte meno fake news e più professionisti a lavoro. Dico sempre che la professione del giornalista, del comunicatore e dell’ufficio stampa, debba passare attraverso i professionisti, ce ne sono moltissimi sul nostro territorio, l’Abruzzo è pieno di colleghi bravi che hanno fatto la gavetta e hanno grande professionalità sulle spalle”, conclude.

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