COVID: GIZZI (ASSOFARM), “SU ATTUALE EMERGENZA NON E’ STATO FATTO ABBASTANZA”

30 Settembre 2020 16:13

L’AQUILA – “Un mese fa eravamo di fronte ad una situazione critica che richiedeva azioni immediate, oggi siamo di fronte ad un problema ormai evidente per il quale non abbiamo fatto abbastanza. Mentre diversi altri Paesi europei hanno affrontato l’emergenza con buonsenso e spirito pratico, noi non siamo riusciti a rompere schemi ordinari del tutto insostenibili in un periodo drammatico come questo”.

È il commento del presidente di Assofarm, l’aquilano Venanzio Gizzi, sulle preoccupazioni levatesi da più parti riguardo le limitate disponibilità di dosi di vaccino antinfluenzale di cui saranno dotate le farmacie.

Per le farmacie comunali Italiane, però – si legge nel comunicato che riporta le parole di Gizzi – il problema non sta solo nei volumi esigui riservati alle fasce non protette, ma nelle inefficienze distributive e soprattutto nei riverberi che tutto ciò avrà sul sistema economico e sanitario del Paese.





“Temiamo l’innescarsi reazione a catena di problemi – spiega il manager aquilano – che non possiamo permetterci e che sarebbe stata facilmente evitabile se avessimo adottato sistemi di somministrazione più pratici e comunque sicuri”.

“I vaccini attualmente disponibili per la popolazione attiva – continua il segretario generale, Francesco Schito – sono certamente pochi, ma paradossalmente rischiano di essere troppi per la capacità somministrativa dei medici di medicina generale. Questi ultimi rischiano di non avere il tempo necessario per vaccinare entro i termini tecnici tutti i loro pazienti delle fasce non coperte. A pochi vaccini disponibili corrisponderanno così ancor meno persone vaccinate. Le conseguenze potrebbero essere devastanti. Medici e ospedali affollati di malati di influenza che temono di aver il Covid, un’economia ulteriormente rallentata da troppi lavoratori ammalati”.

“Non ultima, l’ormai cronica disparità territoriale che caratterizza la maggior parte delle nostre criticità sanitarie: come ha recentemente rilevato la Fondazione Gimbe, solo 12 regioni italiane sono attualmente riuscite a dotarsi di quantitativi di dosi sufficienti alla copertura del 75 per cento della popolazione target per età”, conclude.

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