COVID, GOVERNO VERSO NUOVE MISURE E COPRIFUOCO POSTICIPATO. IN ABRUZZO 85 CASI, CALANO RICOVERI

ITALIA VERSO NUOVE RIAPERTUREGIA' DALLA PROSSIMA SETTIMANA; DRAGHI "DATI INCORAGGIANTI, MA USIAMO LA TESTA"

9 Maggio 2021 08:04

L’AQUILA – Gli italiani sentono nell’aria la fine della stagione delle chiusure e si riversano in strade, parchi e locali nel fine settimana. Superlavoro per le forze dell’ordine contro gli assembramenti e occhi puntati alla settimana prossima, quando il Governo potrebbe decidere un ulteriore allentamento delle prescrizioni, a cominciare dal coprifuoco fin da lunedì 17. Ma si pensa anche a riaprire le porte dei ristoranti al chiuso, delle piscine e delle altre attività ancora bloccate.

I dati, ha spiegato il premier Mario Draghi, sono “incoraggianti” e se dovessero proseguire in questa direzione, “la cabina di regia procederà ad altre riaperture”, ma, ha aggiunto, “usando la testa”.

“Dal famoso 26 aprile, giorno delle riaperture, al 7 maggio – ha riferito – il numero di ricoveri in terapia intensiva è calato di oltre il 20%, il tasso di positività è sceso dal 5,8 al 3,2%, anche le vittime, sono tante ancora, ma sono in forte diminuzione. Se l’andamento dovesse continuare in questa direzione – ha aggiunto – chiaramente la cabina di regia procederà ad altre riaperture. Io, come credo la maggior parte degli italiani, voglio riaprire, voglio che le persone tornino fuori a lavorare, a divertirsi, a stare insieme. Ma bisogna farlo in sicurezza, cioè calcolando bene il rischio che si corre. Noi – ha sottolineato – stiamo esaminando i dati, che sono abbastanza incoraggianti”.

Il bollettino di ieri ha segnalato intanto altri 224 morti e 10.176 nuovi contagiati nelle ultime 24 ore, con un tasso si positività che scende al 3%. Continuano a calare i pazienti in terapia intensiva: sono 2.211, 42 in meno di ieri ed i ricoverati nei reparti ordinari: sono 15.799 (-552). Intanto, complice la giornata primaverile, in questo sabato i centri storici delle città hanno fatto registrare livelli di affollamento decisamente pre-Covid, mentre in tanti si sono riversati anche sui litorali.

Ieri, in Abruzzo si sono invece registrati 85 nuovi positivi di coronavirus, e 6 vittime. Sono stati eseguiti 3.855 tamponi molecolari e 3.140 test antigenici. Dei nuovi casi, 40 si trovano in provincia dell’Aquila, 17 in provincia di Chieti, 16 in provincia di Teramo, 9 in provincia di Pescara, 3 residenti fuori regione.

Continuano intanto a scendere i ricoveri in area medica che sono ora 281, meno 26 rispetto all’ultimo bollettino. Aumentano di una unità i ricoveri in terapia intensiva, che sono ora 28. Complessivamente gli attualmente postivi in Abruzzo sono 7.822, 89 in meno, grazie alle guarigioni delle ultime ore, che sono sono state 168.Scende anche il numero di coloro che sono in isolamento domiciliare: 7.513 attualmente, in calo di 64 unità.

Celano in provincia dell’Aquila ieri si è svegliata oggi in zona rossa, unico comune in Abruzzo. Con 32 contagi in 48 ore, si tratta dell’unico comune sottoposto a maggiori restrizioni, in vigore per un settimana – fino a venerdì 14 maggio – salvo proroghe da parte della Regione Abruzzo.

Bene la campagna di vaccinazione: in nove giorni sono state somministrate oltre 100mila dosi. Anche nelle ultime 24 ore è stato superato il target indicato dal generale Francesco Figliuolo, ieri in visita a Pescara e L’Aquila: sono state eseguite 11.906 vaccinazioni rispetto a una soglia di 10.750.

“Va avanti il nostro obiettivo, per cui riusciremo ad avere l’immunità di gregge entro il 30 settembre. Nel mese di giugno ci sarà un ulteriore slancio”, ha affermato ieri l’assessore alla Sanità della Regione Abruzzo, Nicoletta Verì, a margine della visita di ieri del generale Francesco Paolo Figliuolo all’hub vaccinale di Pescara.

“È una visita importante, ma soprattutto una verifica del nostro operato. Stiamo seguendo le linee che il generale ha dettato. Con grande sinergia tra la Asl e il territorio abbiamo portato la regione ad avere un punteggio superiore alla norma nazionale. Il generale ha apprezzato in maniera notevole il lavoro svolto. Ha promesso altre dosi per poter completare quelle richieste che a noi arrivano quotidianamente”, ha concluso Verì.

Come sottolineato ieri anche dal commissario Figliuolo, però, l’Abruzzo è in ritardo sulle vaccinazioni agli over 70 e 80. “Siamo qualche punto sotto rispetto alla popolazione residente dati Istat”, ha spiegato il referente della campagna vaccinale Maurizio Brucchi, “ma degli anziani iscritti in piattaforma abbiamo vaccinato quasi il 90%. È chiaro che c’è una parte di pazienti allettati sui quali è più difficile arrivare, ma ci stiamo lavorando”.

Quattro intanto le postazioni nella mattinata e tre nel pomeriggio operative ieri, sabato 8 maggio, per lo screening delle scuole promosso dal Comune dell’Aquila, in collaborazione con gli istituti che ne hanno fatto richiesta. L’iniziativa è rivolta principalmente agli studenti delle superiori.

In particolare, dalle 9 alle 18 i tamponi per i test covid-19 saranno somministrati alla palestra dell’Ipsiasar con ingresso da via Aldo Moro, al Musp del convitto nazionale “Cotugno” di via Ficara e alla palestra del liceo scientifico in via Acquasanta. Dalle 9 alle 14 sarà operativa anche la postazione presso la palestra dell’istituto di istruzione superiore “Amedeo d’Aosta” in via Acquasanta.

Buone notizie, in ogni caso, sul fronte vaccinazioni sul territorio nazionale. “II 90% di coloro che han più di 80 anni e più di 90 ha ricevuto almeno una dose, quasi il 70% di quelli che hanno più di 70 anni hanno ricevuto anch’essi una dose”, ha osservato. Se i numeri dei prossimi giorni reggeranno, ci saranno dunque altri passi verso la normalità. Ma, ha precisato Draghi, “è importante essere graduali anche per capire quali riaperture hanno più effetto sui contagi e quali meno”. Servono “attenzione, prudenza e gradualità. Farle sì, ma essere prudenti”.

Lo sforzo del premier è quello di trovare una linea d’equilibrio che tenga insieme le diverse anime della maggioranza, dagli “aperturisti”, Matteo Salvini in testa, ai “rigoristi”, con il ministro della Salute Roberto Speranza che continua a predicare cautela. A saltare – forse già a partire dal 17 – dovrebbe essere il coprifuoco delle 22, misura che rappresenta anche una soglia psicologica importante per gli italiani. Due sembrano al momento le ipotesi in campo: prolungare il tutti a casa alle 23 o fino alle 24.

Su questo spingono ristoratori, presidenti di Regione, ministri come Luigi Di Maio, oltre a Lega, FI e Iv. A giugno potrebbe poi esserci il superamento definitivo del divieto, sempre se i dati sui contagi lo consentiranno. E un segnale significativo verso il ritorno all’ordinario è poi arrivato dall’ordinanza che fa riprendere le visite nelle Rsa. Altre prescrizioni sotto esame sono lo stop ai ristoranti al chiuso, alle piscine coperte, ai centri commerciali nel weekend, al settore del wedding.

La maggioranza discuterà, Draghi ha indicato la strada della “gradualità”, anche per evitare l’effetto “liberi tutti”. La prossima settimana potrebbe esserci un nuovo cronoprogramma con le indicazioni sul riavvio di alcune delle attività bloccate.

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