COVID. GREEN PASS PER RISTORANTI E BAR, SI’ DI FIGLIUOLO MA E’ POLEMICA: “NON SCHERZIAMO”

SI PENSA A CERTIFICATO PER INGRESSI IN ATTIVITA' E TRASPORTI SUL MODELLO FRANCESE: COMMISSARIO D'ACCORDO, CONTRARIO IL LEADER DELLA LEGA SALVINI; FIPE-CONFCOMMERCIO: "BASTA PENALIZZARE SEMPRE LE SOLITE CATEGORIE"

13 Luglio 2021 20:03

Italia: Lavoro

ROMA  – La variante Delta spinge i contagi e si pensa alla possibilità di tornare a misure più severe contro il covid.

“Per ora non serve un ritorno alle zone gialle”, ha tuttavia rassicurato il sottosegretario Pierpaolo Sileri.

La ripresa dei contagi non risparmia la Francia che ha deciso di estendere il Green pass sanitario a ristoranti, centri commerciali e trasporti e introdurre l’obbligo vaccinale per il personale sanitario. Una decisione che trova l’approvazione del commissario Francesco Figliuolo.

“A oggi dati dicono che l’Italia rimane bianca”, ha detto anche il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, ospite su RaiNews24. “Oggi dobbiamo osservare non tanto i contagi, ma i ricoveri in ospedale. L’augurio e l’auspicio è che l’Italia rimanga in bianco, ma occorre valutare i dati quotidianamente e settimanalmente”, ha sottolineato.

La Francia intanto annuncia nuove misure contro la variante Delta del Covid. Dal 21 luglio servirà un pass per entrare nei ristoranti, cinema o teatri. “In tutti gli eventi o luoghi in cui sono riunite più di 50 persone” spiega il presidente francese Emmanuel Macron parlando dell’obbligo di mostrare il documento che attesta la vaccinazione o la negatività rispetto al Coronavirus per tutti i cittadini francesi di più di 12 anni.

Un’idea che piace a Figliuolo: “Pass per ristoranti e trasporti come in Francia? ‘Concordo con Macron sul fatto che la vaccinazione è una delle chiavi per il ritorno alla normalità. Per convincere gli ultimi irriducibili utilizzare il green pass per questo tipo di eventi potrebbe essere una buona soluzione. Potrebbe essere anche una spinta per la vaccinazione”.

Una proposta che ha fatto scattare i ristoratori, già provati dopo lunghi mesi di sacrifici.

Contrario il leader della Lega, Matteo Salvini: “Vaccino, tampone o green Pass per entrare in bar e ristoranti? Non scherziamo”, scrive su Twitter.

“La campagna vaccinale va sostenuta, incoraggiata e, possibilmente, velocizzata. Questa è la nostra migliore arma per un ritorno alla stabilità delle nostre vite. Quello che tuttavia non è accettabile è che, per raggiungere l’immunità di gregge, si finisca per penalizzare sempre le solite categorie. I pubblici esercizi hanno pagato più di ogni altro settore nei 16 mesi della pandemia, sia in termini di perdita di fatturati che in termini di posti di lavoro. Andare ancora una volta a pesare sulle nostre attività significa compromettere la ripartenza”, commenta Roberto Calugi, direttore generale di Fipe-Confcommercio.

“Se proprio si vuole percorre questa strada, che il vincolo del vaccino valga per ogni tipo di attività, dal teatro, alla palestra, al supermercato, a ogni altro luogo. Altrimenti è discriminatorio – puntualizza Calugi – Se, invece, l’obiettivo è sensibilizzare i giovani sull’importanza delle vaccinazioni, facciamolo insieme. Come Fipe-Confcommercio siamo disposti a collaborare con il governo per una campagna di comunicazione capillare a ogni tavolo e a ogni bancone. Ma basta provvedimenti punitivi sempre contro i soliti settori”.

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