COVID, GRIMALDI: “GRAVI CARENZE DI PERSONALE A L’AQUILA, TROPPI RITARDI, E’ IL MOMENTO DI INVESTIRE”

20 Gennaio 2022 18:59

L'Aquila: Sanità

L’AQUILA – “A livello di personale siamo in una situazione difficilissima, con accorpamenti e turnover dei reparti e con i contagi che colgono anche nella nostra categoria, in particolare gli infermieri, oggi abbiamo gravi difficoltà ad erogare cure, prestazione e servizi”.

È il grido d’ allarme lanciato dal dottor Alessandro Grimaldi, primario di malattie infettive dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila e segretario regionale abruzzese del sindacato ANAAO, in relazione alle carenze di personale nella struttura aquilana di nuovo sotto pressione per il forte aumento di contagi dovuto alla variante omicron.

“Storicamente – prosegue l’infettivologo -, abbiamo seri problemi nel senso che scontiamo ritardi di anni legati anche al fatto che eravamo una regione commissariata e quindi a lungo non abbiamo avuto il turnover sufficiente, anzi ricordo i periodi in cui il turnover era al 20%. Purtroppo, si sono accumulati ritardi e adesso stentiamo molto anche perché c’è un deficit nell’apparato amministrativo che ha impedito finora di istruire bandi di concorso. Bisognerebbe quindi partire con estrema velocità e su più fronti, ad esempio sottolineo che tanti posti da primario sono vacanti e quindi questo momento diventa tutto molto più problematico”.

Grimaldi lancia un messaggio al dg, Ferdinando Romano, in sella da circa sei mesi, ma anche alle istituzioni e alla politica: “Cercheremo di portare tutte le nostre istanze, come già fatto, al direttore generale il quale sta facendo uno sforzo enorme per riorganizzare, per tagliare gli sprechi però è chiaro che adesso oltre che tagliare è arrivato il momento di investire”.

“Non dimentichiamo che questo era l’ospedale con la maggiore mobilità attiva della regione e quindi deve tornare a essere il fiore all’occhiello della nostra regione e di questo tutti dobbiamo avere responsabilità, a cominciare dalla politica – spiega ancora – Abbiamo carenze un po’ in tutti i settori con prevalenza in quello infermieristico anche perché alla luce del fatto che con l’epidemia molte persone si sono ammalate, chiaramente è difficile organizzare i servizi essenziali: ad esempio mi riferisco a quanto denunciato dal dottor Di Clemente: abbiamo in arretrato interventi chirurgici oncologici, cose urgentissime e questo purtroppo è un danno per la popolazione perché abbiamo meno servizi”.

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