COVID: GRIMALDI, “REPARTO A L’AQUILA VERSO SATURAZIONE, PAZIENTI QUASI TUTTI NON VACCINATI”

3 Settembre 2021 16:40

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – “Nel reparto che dirigo all’ospedale dell’Aquila purtroppo la situazione non è rosea, i ricoveri in area medica sono paragonabili a quelli dell’anno scorso. Ieri avevamo tutti i posti occupati, 24 su 24, poi siamo riusciti a liberarne 5,  ma il tasso di occupazione rimane sempre  critico. Quello che deve far riflettere è che la quasi totalità dei ricoverati non è vaccinato, e sono loro a rischiare maggiormente di finire in terapia intensiva, nel vicino reparto del G8”.

Il quadro aggiornato della situazione sul fronte della pandemia del coronavirus a L’Aquila, lo descrive il dottor Alessandro Grimaldi, primario del reparto Malattie Infettive dell’ospedale San Salvatore.

Nel giorno in cui il bollettino riporta per l’Abruzzo 87 nuovi casi positivi, con tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici, pari all’ 1.24 per cento, un nuovo decesso, con il conto che sale a 2.532, e 87 pazienti, uno in più rispetto a ieri, ricoverati nelle aree mediche degli ospedali abruzzesi e 5  in terapia intensiva, dato invariato rispetto al bollettino precedente.

“La differenza fondamentale rispetto allo scenario della seconda ondata – spiega Grimaldi – sono i vaccini, di cui testiamo la loro efficacia proprio nel reparto: è vero che anche chi è vaccinato può finire in ospedale, visto che non dobbiamo commettere l’errore di considerare il vaccino come una barriera  che mette al riparo dal contagio, ma come una immunoprofilassi attiva, che consente all’organismo di riconoscere l’agente infettivo e  contrastarlo. Accade però che i pochi ricoverati vaccinati, hanno generalmente una patologia molto più lieve, rispetto ai non vaccinati, che sono la stragrande maggioranza e che hanno tutti quadri clinici molto più severi e rischiano complicanze polmonari, ovvero di andare in rianimazione”.

Grimaldi insomma invita a non abbassare la guardia, ricordando che “il virus è un essere estremamente ‘scaltro’, che per sopravvivere si evolve. E’ già accaduto nel suo passaggio dalla Cina all’Europa, poi c’è stata la cosiddetta variante ‘inglese’ ora la variante ‘delta’, con una ulteriore modifica selettiva  del virus, nella sua struttura esterna. Ed è la variante delta oramai a circolare quasi esclusivamente anche in Abruzzo, con l’inconveniente che è molto più contagiosa, e colpisce le persone in giovane età, nella fascia anagrafica dove la vaccinazione ancora non arriva alle soglie della cosiddetta immunità di gregge”.

L’INTERVISTA

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