PRIMO STEP DOPO 22 GIORNI DI LAVORO, OBIETTIVO E' 181 POSTI LETTO ENTRO LUGLIO; MARSILIO E VERI', ''OPERA STRATEGICA ANCHE PER IL FUTURO''; M5S, ''QUANDO SARA' PRONTO NON CI SARA' PIU' EMERGENZA''

COVID HOSPITAL PESCARA: CONSEGNATI PRIMI 32 POSTI LETTO, ‘REALIZZAZIONE E’ MODELLO’

16 Maggio 2020 14:59

PESCARA –  Sono disponibili da oggi i primi 32 posti del nuovo Covid Hospital di Pescara realizzato in tempi record. Questa mattina, il presidente Marco Marsilio e l'assessore alla sanità Nicoletta Verì, accompagnati dal presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e dal direttore generale della Asl di Pescara Antonio Caponetti, hanno inaugurato e visitato la struttura sanitaria, che dovrà essere ultimato, secondo il capitolato, entro i prossimi 60 giorni nel padiglione ex Ipav.

Presente Piero Cipollone, vice direttore generale di banca d'Italia che ha contribuito finanziariamete, il sindaco Carlo Masci, il direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive Giustino Parruti, e tutto lo stato maggiore del centrodestra pescarese e non solo.

Finora è stato realizzato, dopo 22 giorni di lavoro effettivo, il 40% del progetto.

Il costo complessivo dell’opera pubblica è di circa 11 milioni di euro, finanziato dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile (7 milioni di euro) e dalla Banca d'Italia (3 milioni di euro).

Un primo step, che ha rispettato le tempistiche, dei lavori affidati alla Omnia Servitia, del gruppo dell’imprenditore frenano Antonio Colasante, che ha vinto la gara in proedura d'urgenza.

Il nuovo centro avrà, una volta completato, una dotazione di 181 posti-letto, di cui 41 di terapia intensiva e 140 di degenza.

Un'opera considerata strategica alla stregua del covid hospital di Milano, da parte del centrodestra abruzzese, con la Lega, prima forza di maggioranza, che è stata al vvao del progetto abbastanza defilata.

E’ una notizia invece che oggi a parlare ed incensare l’opera sia stata l’assessore leghista Verì.

Si è creato però un fronte critico da parte di altri territori che avrebbero voluto pari considerazione.

Accuse anche da parte del centrosinistra  e del Movimento 5 stelle in Regione per un’opera ritenuta molto costosa e tardiva.

E a tal proposito a fare oggi da controcanto all’entusiasmo generale il vice presidente del Consiglio regionale, il pentastellato Domenico Pettinari.

 “Più che un’inaugurazione sembra una festa per l’avvio dei lavori di fatto l’ospedale è lungi dall’essere operativo per il pubblico”, ha detto Pettinari, ribadendo che “fortunatamente oggi i posti nei reparti di Terapia Intensiva in tutti gli ospedali della Regione non sono in sovrannumero, anzi, gli ospedali abruzzesi sono pronti ad accogliere eventuali pazienti, a dimostrazione che quanto da noi affermato, ovvero che questo ospedale sarebbe arrivato tardi rispetto al picco dell’emergenza, è confermato dai numeri. Ma oltre che fuori tempo massimo questa struttura, a mio parere, risulterà inutile fin quando non sarà attuata una massiccia assunzione di personale dedicato tra Medici, Infermieri e Operatori Socio Sanitari”.

Convinzione diametralmente opposta invece da parte dei convenuti all’inaugurazione di oggi.




“La realizzazione di questo progetto rappresenta un modello – ha detto Marsilio -. La Città e la Asl pescarese riceveranno in eredità una struttura importante e strategica, anche quando l'emergenza Covid sarà terminata, poiché sarà utilizzata per le esigenze della rete sanitaria abruzzese. Nei prossimi giorni – ha proseguito Marsilio – saranno trasferiti nella struttura i malati di coronavirus, e così il resto dell'ospedale potrà tornare alla funzione ordinaria”.

“Questo progetto serviva inoltre a mettere in sicurezza anche la Fase 2, e qualora dovessero tornare a crescere i contagi, noi siamo pronti ad affrontare l'emergenza. Con questa esperienza abbiamo dimostrato – ha osservato ancora Marsilio – come in Italia si possono realizzare opere pubbliche in maniera veloce, economiche e trasparenti. È un messaggio che lancio al Parlamento e al Governo, visto che le norme sulla semplificazione sono state tolte dal 'Decreto Rilancio', e si preannuncia quindi un nuovo decreto sul tema, ma posso affermare che abbiamo un 'modello Pescara' che possiamo promuovere ed esportare”.

Sulla stessa linea l'assessore Verì: “Questa inaugurazione non avviene per caso, dietro c'è una programmazione Abbiamo avuto la capacità di moltiplicare i posti di terapia intensiva durante l'emergenza per curare i malati Covid. La Regione Abruzzo ha saputo dare risposte efficaci. Gli ospedali Covid sono fondamentali, soprattutto nella Fase 2, perché dobbiamo consentire alle strutture sanitarie di tornare a svolgere l'attività ordinaria: immaginate la cura dei malati di tumore. Non possono ancora attendere”. 

“All'inizio della pandemia si era ipotizzato di realizzare strutture provvisorie all'esterno degli ospedali – ha aggiunto l'assessore -, io mi sono opposta perché il malato di coronavirus ha bisogno di cure particolari. E siamo stati i primi a istituire le Usca sul territorio regionale come punto di riferimento ai malati di coronavirus. Voglio ricordare che non siamo ancora usciti dalla pandemia – ha concluso – e pertanto dobbiamo fare attenzione e rispettare i protocolli sanitari”.

Da parte sua il sindaco Masci ha sottolineato che “l’aver realizzato un impianto di questo genere in soli 22 giorni, quindi mi permetto con una battuta di dire con “tempistica abruzzese” più che cinese, rappresenta un segnale di ripresa molto importante. Quindi il “modello Pescara” di cui ho parlato in tempi non sospetti, e la cui validità ci è stata riconosciuta ben al di fuori dei confini regionali, oggi ha trovato una sua forte espressione. Come amministrazione comunale di Pescara abbiamo dato un contributo importante affinché questo si realizzasse e ciò ci rende particolarmente orgogliosi”.

Il professor Parruti ha affermato che “il 25 maggio può essere il giorno giusto per il trasferimento dei primi pazienti nei nuovi reparti. Questo ci permetterebbe di tornare a una progressiva normalità per quanto riguarda la cura delle patologie non-Covid al Santo Spirito. Invito comunque tutti a non allentare la guardia e a continuare con attenzione a osservare le misure di tutela personale e collettiva nel contrasto al contagio, soprattutto adesso che la riapertura di molte attività, con la fase 2, da lunedì sarà una realtà”.

Chiosa Sospiri, tra i grandi fautori del Covid hospital nella suia città: “Pescara ha avuto l’intuizione che non c’è stata né al progetto Fiera di Milano né altrove in Italia, ovvero la necessità di realizzare un Covid Hospital distinto, distante, protetto, ma comunque dentro il complesso dell’Ospedale civile di Pescara. Una struttura che oggi serve per affrontare un’emergenza sanitaria che non è finita, e infatti abbiamo ancora 100 pazienti ricoverati, ma che una volta finita la crisi, potrà essere utilmente impiegata per qualunque altra esigenza del nostro nosocomio”.

Il presidenteMarsilio ha ricordato, durante la cerimonia, anche i passaggi fondamentali dell'iter amministrativo attivato per la realizzazione del Covid Hospital.

Alla gara per la costruzione dell'opera pubblica hanno partecipato 11 operatori economici: la procedura è stata gestita interamente dall'Aric, attuale centrale di committenza della Regione Abruzzo.

I finanziamenti: degli 11 milioni di euro previsti, 7 milioni provengono dal fondo emergenza del Dipartimento di Protezione Civile nazionale, 3 milioni di euro sono stati erogati (contributo liberale) dalla Banca d’Italia e 1.124.000 euro sono i fondi aziendali recuperati nell'ambito della spesa per l'emergenza Covid-19.

Oltre ai lavori di recupero dell'immobile, per i quali l'aggiudicazione della gara ammonta a 3.614.544,73 euro (iva esclusa), di cui 164.548,28 euro per oneri per la sicurezza, per un ribasso del 29,57%, sono stati acquisitati letti, attrezzature e strumenti sanitari per rendere operativa la struttura: 40 letti elettrici per rianimazione e terapia intensiva e 141 letti elettrici di tipo degenza (678.685,51 euro); fornitura di 4 ecotomografi ColorDoppler e un ecografo (spesa complessiva di 177mila euro); fornitura di 12 elettrocardiografi (19.488 euro); fornitura di 2 centrali di montaggio telemetria, 8 monitor posto-letto e 60 telecamere (spesa complessiva di 245.900 euro); fornitura di 3 sollevatori elettrici per pazienti (14.185,20 euro).

Le attrezzature sono state in parte già consegnate. L'Aric ha comunicato che i ribassi e le economie provenienti dagli sconti applicati ai beni acquistati saranno disponibili per i nuovi interventi.

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