COVID HOSPITAL PESCARA, FDI: “PD ALIMENTA INVANO VECCHIE CONTRAPPOSIZIONI, CENTRODESTRA UNITO”

21 Agosto 2021 21:04

Regione: Politica

L’AQUILA – “Sulla gestione delle terapie intensive il sindaco Biondi e il dg Romano hanno sollevato un problema reale proponendo una possibile soluzione, sulla quale bene ha fatto l’assessore Verì a convocare una riunione per dare una risposta”.

Intervengono così, in una nota, i consiglieri del gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale in merito alla questione dei ricoveri dei malati covid gravi al Covid hospital di Pescara. Una richiesta partita proprio dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, anche lui di Fratelli d’Italia, per far tornare a regime la attività di reparti e sale operatorie e di conseguenze smaltire le lunghe file di attesa per le cure “normali”, in particolare di malati oncologici. Oggi a Pescara è stata raggiunta l’intesa, nel corso dell’incontro convocato dall’assessore alla salute Nicoletta Verì, della Lega, a cui hanno partecipato il direttore del Dipartimento regionale Sanità, Claudio D’Amario, il direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, Pierluigi Cosenza, il referente regionale per le maxi emergenze sanitarie, Alberto Albani, primario del reparto di rianimazione dell’ospedale di Pescara e i direttori generali delle quattro Asl abruzzesi.

“Siamo certi che da questa riunione uscirà una soluzione percorribile nello spirito di collaborazione tra tutti i territori e le Asl abruzzesi che ha caratterizzato questi 18 mesi di lotta alla pandemia – osservano gli esponenti di FdI – Se c’è un aspetto positivo che vogliamo sottolineare è proprio questo spirito di unità e collaborazione che ha messo alle spalle decenni di perniciosi campanilismi, del quale dobbiamo essere grati al presidente Marco Marsilio e all’assessore Verì”.

“Solo il Pd prosegue imperterrito a rinfocolare, al contrario, vecchie contrapposizioni territoriali, pur di scatenare il suo livore contro Marsilio, Biondi e la giunta di centrodestra. Le intemerate della Pezzopane, in particolare, si segnalano per il mix di ignoranza, disinformazione e strumentalizzazione che è tipico del personaggio. Ignora, l’onorevole Stefania Pezzopane, che il potenziamento della rete Covid è stato fatto in maniera equilibrata in tutto l’Abruzzo, garantendo a tutte le province lo stesso numero di posti letto di terapie intensive e subintensive”.

“Per la precisione 16 ciascuna di TI (18 a Chieti in ragione della maggiore popolazione). Nessun ‘vantaggio’ o privilegio è stato quindi concesso a Pescara. Disinforma i cittadini, tentando di far credere  che l’operazione dell’ospedale Covid a Pescara nasconda una manovra per portare lì un Dea di 2 livello, operazione smentita dalla presentazione della Rete ospedaliera (quella che il suo governo regionale non ha mai saputo approvare), che anche in questo caso tutela e valorizza con equilibrio tutti i presidi. Strumentalizza le parole di buon senso del sindaco Biondi credendo di poterlo arruolare nelle sue polemiche ferragostane”.

“Persone di buon senso hanno posto questo tema alla politica sanitaria regionale: fino a quando avremo pochi casi in terapia intensiva, è meglio concentrarli tutti in un unico reparto ottimizzando le risorse umane o moltiplichiamo uomini e mezzi per assisterne 1 o 2 a reparto in tutti gli ospedali? L’assessore affronterà questo tema con i DG delle Asl e il dipartimento, cercando una soluzione percorribile. Noi siamo fiduciosi del fatto che se questa possibilità esiste sarà messa in campo nella collaborazione reciproca. Non va infatti dimenticato che il personale a disposizione delle singole Asl è sempre lo stesso ed è proporzionale al carico di lavoro. È evidente che se un solo ospedale si facesse carico di tutte le terapie intensive dovrebbe dirottare sui pazienti Covid tutti gli anestesisti disponibili, producendo il rallentamento (se non il blocco) delle altre discipline”.

“L’obiettivo – pienamente condivisibile – di Biondi e Romano di non ritardare interventi programmati non può certo essere raggiunto a discapito degli analoghi interventi da effettuare a Pescara. È chiaro che la concentrazione dei casi critici in un solo nosocomio (fino a che i numeri lo renderanno possibile) passa attraverso una riallocazione del personale specializzato. Cosa, peraltro, già sperimentata con successo nella seconda e terza ondata”.

“Resta infine da chiedersi perché il Partito democratico di Pescara continui a stare in rispettoso e ossequioso silenzio di fronte all’ennesimo attacco dei suoi colleghi aquilani contro la realizzazione dell’ospedale Covid a Pescara, che possiamo con orgoglio e senza ombra di dubbio definire un gioiello della sanità pubblica e un modello esemplare di intervento per velocità, trasparenza ed economia (anche qui è bene chiarire che non è costato 13 milioni: ne vennero stanziati 11 in gara d’appalto, e i ribassi hanno consentito di concludere i lavori, ormai un anno fa, spendendone poco più di 9… ma chi vuole mistificare e disinformare gonfia le cifre per fare impressione sulla gente)”, concludono i consiglieri di Fratelli d’Italia.

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