HUB VACCINI AVEZZANO E “RISERVISTI”, GENOVESI: “TESTA NON E’ STATO IN GRADO DI GESTIRE PIANO”

22 Aprile 2021 15:46

AVEZZANO – “La campagna vaccinale sul territorio va avanti tra i tanti dubbi e le perplessità che si stagliano tra i cittadini”.

È quanto dichiara il consigliere e componente dell’Unità di Crisi del Comune di Avezzano Tiziano Genovesi (Lega), a margine del sopralluogo effettuato ieri pomeriggio all’interno del centro di vaccinazione anti-covid della palestra della scuola “Vivenza”.

“A fronte delle diverse segnalazioni che mi sono pervenute dai cittadini sulla gestione della campagna e sui dubbi sollevati sul funzionamento delle liste dei cosiddetti ‘riservisti’, ieri ho visitato l’hub cittadino per verificare di persona le condizioni”, spiega.

Il consigliere, nel ringraziare i medici, gli operatori sanitari, i volontari e tutte le persone impegnate per le vaccinazioni, ha sottolineato che “il nostro territorio può contare sui migliori professionisti, persone che lavorano e stanno lavorando incessantemente da oltre un anno”.

Per quanto riguarda “l’elenco di riserva”, Genovesi precisa “i nomi di coloro che effettuano il vaccino, ma che non sono presenti nella piattaforma ordinaria, vengono registrati manualmente in un apposito blocco”.

Sono ancora tanti, secondo il consigliere comunale, i nodi da sciogliere e le domande che restano senza risposta.

“Il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, ha inviato due dei collaboratori del suo staff in servizio presso la Asl 1 per supportare l’attività che sta svolgendo il personale sanitario. Nulla da dire, se il primo cittadino ha preso questa decisione evidentemente il Comune non ha bisogno di queste figure e i collaboratori sono in esubero.  Chiaramente è lecito pensare che, una volta terminato il loro lavoro per la Asl, queste persone non torneranno ai loro vecchi compiti, altrimenti non avrebbe alcun senso questa mossa”, precisa ancora Genovesi.

Il consigliere, poi, torna ad attaccare il manager della Asl Avezzano-L’Aquila-Sulmona, Roberto Testa, perché “stando agli ultimi eventi ha dimostrato di non essere in grado da solo di gestire il piano vaccinale, tanto da arrivare addirittura a chiedere aiuto a Di Pangrazio, lo stesso che fino a qualche mese lo ha duramente attaccato. L’ascia di guerra è stata sotterrata? Non è dato saperlo al momento, ma il tempo è galantuomo – sottolinea Genovesi – Ma in questo scenario, fatto di litigi e riappacificazioni, di rapporti difficili e ‘nozze a comando’, a farne le spese come sempre rischiano di essere i cittadini”, conclude.

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