COVID, IN ABRUZZO 72 CASI, 54 GUARITI E 1 DECESSO. GIMBE: “ANCORA POCHE TERZE DOSI VACCINI”

21 Ottobre 2021 11:15

Italia: Sanità

PESCARA – Sono 72, di età compresa tra 2 e 95 anni,  i nuovi casi positivi al Covid registrati oggi in Abruzzo su 2.810 tamponi molecolari e 11.701 test antigenici, che portano il totale dall’inizio dell’emergenza a 82066. Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari a 0.49 per cento.

Del totale dei casi positivi, 24 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila, 30 in provincia di Chieti, 6 in provincia di Pescara, 6 in provincia di Teramo. rimane invariato il numero di casi che provengono da fuori regione, mentre aumenta di sei unità quello per cui sono in corso verifiche sulla provenienza.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 1 nuovo caso e sale a 2558 (si tratta di una 85enne della provincia dell’Aquila).

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 78180 dimessi/guariti (+54 rispetto a ieri).

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 1328* (+17 rispetto a ieri).

*(nel totale sono ricompresi anche 425 casi riguardanti pazienti persi al follow up dall’inizio dell’emergenza, sui quali sono in corso verifiche)

48 pazienti (-4 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in area medica; 5 (+1 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 1275 (+20 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

A livello nazionale scendono da sette settimane i nuovi casi settimanali di infezione da Sars-Cov-2.

Negli ultimi 7 giorni, tuttavia, il calo è solo dell’1,9% anche in ragione di un aumento di quasi il 50% dei tamponi: sono stati ben 930 mila in più rispetto alla settimana precedente. Inoltre, in 7 regioni si registra un lieve aumento percentuale dei contagi.

Lo rileva il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe relativo alla settimana 13-19 ottobre 2021.

Il numero dei tamponi rapidi ha registrato del resto una netta impennata con l’estensione del Green pass. Nell’ultima settimana ne sono stati effettuati 2.151.081 con un aumento, rispetto alla precedente, del 78,5%. Ogni persona non vaccinata può arrivare a sottoporsi a tre tamponi a settimana. Nell’ultima settimana sono state vaccinate 407.404 nuove persone, pari a +4,7%.

Nel dettaglio, confrontati con quelli della settimana precedente, i dati mostrano una lieve diminuzione dei nuovi casi (17.870 rispetto a 18.209, pari a -1,9%) e una sostanziale stabilità dei decessi (271 rispetto a 266).

Sono in calo le persone in isolamento domiciliare (71.768 rispetto a 79.511, pari a -9,7%), i ricoveri con sintomi (2.423 rispetto a 2.665, pari a -9,1%) e le terapie intensive (355 rispetto a 370, pari a -4,1%).

Tuttavia, in 7 Regioni, precisa Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, si rileva un aumento percentuale dei contagi, anche se in termini assoluti gli incrementi sono modesti: Liguria (+14), Umbria (+19) Friuli Venezia Giulia (+114), Campania (+120), Lombardia (+129), Piemonte (+131), Lazio (+156).

“Sul fronte ospedaliero – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione – si registra un ulteriore calo dei posti letto occupati dai pazienti Covid-19: rispetto alla settimana precedente scendono del 9,1% in area medica e del 4,1% in terapia intensiva”.

A livello nazionale il tasso di occupazione rimane molto basso (4% in area medica e 4% in area critica) e nessuna Regione, in base al monitoraggio quotidiano dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) supera le soglie di allerta del 15% per l’area medica e del 10% per l’area critica.

A partire dal 16 settembre sono state somministrate solo 700.623 terze dosi di vaccino anti Covid, con un tasso di copertura del 9,3% rispetto a una quota di 7,6 milioni di persone di vaccinabili previsti dalla circolare ministeriale del 27 settembre scorso, ovvero immunocompromessi, over 80, ospiti e personale delle RSA, operatori sanitari over 60 o vulnerabili.

Notevoli, inoltre, sono le differenze regionali: si passa dal 28,1% del Molise all’1,2% della Valle D’Aosta.

La Fondazione Gimbe chiede dunque di “accelerare” su questa strada e sottolinea come non siano ancora disponibili i dati della platea vaccinabile in base alla successiva circolare dell’8 ottobre, che ha esteso l’indicazione del richiamo a tutti gli over 60 e ai fragili con specifiche patologie.

“Osservando scenari poco rassicuranti di altri Paesi – spiega Nino Cartabellotta – e nell’attuale impossibilità sia di definire percentuali ‘magiche’ per conquistare l’immunità di popolazione sia di prevedere i tempi per raggiungere un preciso target vaccinale, con la stagione invernale alle porte e l’efficacia vaccinale che a 6 mesi dal completamento del ciclo inizia lentamente a declinare, la Fondazione Gimbe invita a perseguire una strategia basata su più obiettivi per tutelare la salute delle persone e garantire l’irreversibilità delle riaperture”.

Tra questi, “accelerare la somministrazione della terza dose” e introdurne l’obbligo per gli operatori sanitari, estendere progressivamente la platea vaccinabile con dose booster alla fascia 50-59 e successivamente, se necessario, alle altre fasce anagrafiche. E infine, “mantenere l’obbligo di utilizzo delle mascherine nei luoghi chiusi”.

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