COVID: IL PAPA RINUNCIA ALL’8 DICEMBRE IN PIAZZA DI SPAGNA, RIUNIONE CEI SU NATALE

30 Novembre 2020 17:32

ROMA – Il Papa interrompe, dopo 67 anni, la tradizione dell’omaggio alla Madonna in piazza di Spagna l’8 dicembre. La benedizione sulla città di Roma, i suoi abitanti e i tanti malati in ogni parte del mondo, avverrà in forma privata in Vaticano. Il Covid dunque sospende un altro momento religioso molto sentito, il dono dei fiori per la Festa dell’Immacolata alla Madonna sulla stele, con la partecipazione anche dei vigili del fuoco. La cerimonia nel cuore di Roma ha sempre attratto, in un luogo tutto sommato limitato, centinaia di persone, tra romani e turisti. Si annuncia dunque un dicembre ancora blindato per le celebrazioni del Papa.

La Messa di Natale si terrà con la presenza limitata di fedeli nella basilica vaticana e forse accessi contingentati potrebbero esserci anche per la benedizione Urbi et Orbi del 25 dicembre. Anche se le modalità dello svolgimento di questo importante appuntamento non sono ancora state decise. Intanto domani il Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana si riunirà in sessione straordinaria per una condivisione sulla situazione legata alla pandemia e sulle nuove vie di azione pastorale. Si attende comunque dal parlamentino della Cei anche qualche indicazione sul Natale ormai vicino. Non sarà presente il presidente, il cardinale Gualtiero Bassetti, ancora ricoverato al Gemelli per la fase di convalescenza dopo il Covid. La questione dell’orario della “Messa di mezzanotte” non tocca più di tanto i vescovi. Già in Vaticano, dai tempi di Benedetto XVI la Messa del 24 viene celebrata ben prima della mezzanotte e lo stesso accade in molte parrocchie. E dunque, se il nuovo Dpcm manterrà il coprifuoco alle 22, le diocesi faranno in modo che le celebrazioni del 24 dicembre siano anticipate.




Quanto alle Messe del 25, le più frequentate dell’anno, potrebbero non esserci nuovi protocolli ma piuttosto dovrebbe essere demandato agli stessi vescovi l’onere di chiedere a tutti i parroci di fare in modo che nelle celebrazioni siano rispettate le regole del distanziamento e del numero massimo di fedeli che sarà possibile accogliere in ciascuna celebrazione. Il clima tra Chiesa e governo italiano sembra di grande collaborazione. Ben diverso, per esempio, dall’aria che si respira nella vicina Francia dove governo e conferenza episcopale si confrontano a suon di ricorsi al Consiglio di Stato. Non “c’è nessun problema” per l’orario della Messa di Natale, la Chiesa italiana è “flessibile” su questo, anche perché la “Messa di mezzanotte è una tradizione”, niente impedirà, se le norme Covid lasceranno il coprifuoco alle 22, di anticipare di qualche ora la Messa della vigilia. A parlare è il vescovo di Campobasso, monsignor Giancarlo Maria Bregantini. “Siamo flessibili sul piano degli orari ma profondi sul piano della proposta. Il Natale sobrio e solidale, che si preannuncia quest’anno è il vero Natale”, dice Bregantini aggiungendo: “Bisogna accettare con serenità questo difficilissimo momento che stiamo vivendo perché ci rende fratelli in questa pandemia. Non vogliamo privilegi”, dice il vescovo che invita i suoi fedeli a “meno sprechi e più solidarietà”.

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