VIETATE LE FESTE DI HALLOWEEN, MARSILIO FIRMA ORDINANZA, DISPOSIZIONI ANCHE PER VISITE A CIMITERI; PIETRUCCI, "A L'AQUILA NON SI FANNO PIU' TAMPONI", 56ENNE TROVATO IN CASA MORTO NEL CAPOLUOGO, AVEVA IL CORONAVIRUS; FOCOLAIO IN RSA DI GIULIANOVA, 61 POSITIVI; ASSESSORE VERI', "IN GRADO DI GESTIRE ATTUALI PAZIENTI" LAVORATORI DELLO SPETTACOLO IN PIAZZA A PESCARA

COVID: IN ABRUZZO 428 NUOVI CASI, 2 MORTI, 186 CONTAGI IN PROVINCIA DELL’AQUILA

30 Ottobre 2020 15:20

PESCARA –  Seppure con un lieve flessione rispetto a ieri, resta altissimo il numero di contagi giornalieri in Abruzzo: il bollettino odierno  registra altri 428 nuovi casi (di età compresa tra 1 e 96 anni). Il numero dei ricoverati

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 2 nuovi casi e sale a 542 (si tratta di un 71enne della provincia di Teramo e di una 83enne della provincia dell’Aquila).

Sono 355 pazienti (+24 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 27 (+1 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 5414 (+327 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Il virus dilaga in provincia dell’Aquila, con ben 189 casi in più rispetto a ieri, e n provincia di Teramo (+104), in provincia di Chieti i nuovi contagiati sono 66, in provincia di Pescara 38),  altri 7 sono di fuori regione e su 24, sono in corso verifiche sulla provenienza.

Dei nuovi casi, 183 sono riferiti a tracciamenti di focolai già noti.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 70 (-5 rispetto a ieri), di cui 30 in provincia dell’Aquila, 4 in provincia di Pescara, 9 in provincia di Chieti e 27 in provincia di Teramo.

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 3764 dimessi/guariti (+74 rispetto a ieri).

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 5796 (+352 rispetto a ieri).

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 283894 test (+3303 rispetto a ieri).

VIETATE LE FESTE DI HALLOWEEN, MARSILIO FIRMA ORDINANZA, DISPOSIZIONI ANCHE PER VISITE A CIMITERI

“Vietata qualsiasi forma di festeggiamento della ricorrenza di Halloween, sia in spazi all’aperto sia in pubblici esercizi quali, a titolo di esempio, centri commerciali, supermercati, esercizi commerciali in genere, alberghi e altre strutture ricettive. E’ altresì fortemente raccomandato di evitare tali festeggiamenti anche in ambienti privati”.

Lo prevede un’ordinanza appena firmata dal governatore dell’Abruzzo, Marco Marsilio.

Il provvedimento sarà in vigore dalle 18 del 31 ottobre alle 5 del mattino seguente.

L’ordinanza prevede anche “che dal 30 ottobre al 4 novembre 2020, per i cimiteri comunali, si osservino le seguenti disposizioni: l’accesso e la permanenza devono avvenire secondo le regole del distanziamento sociale (almeno un metro tra ogni individuo) e previo utilizzo di mascherine; è vietata qualsiasi forma di assembramento, anche nelle immediate vicinanze di detti luoghi di culto; sospensione delle cerimonie religiose”.

I Comuni, anche “attivando, ove disponibili, volontari della Protezione Civile regionale”, devono assicurare il rispetto delle disposizioni e prevedere “ove valutato opportuno e attuabile, un servizio di misurazione della temperatura corporea a quanti fanno ingresso nei cimiteri”.

L’AQUILA: VITTIMA DEL COVID-19 IL 56ENNE LUIGI MICARELLI, TROVATO MORTO NELLA SUA ABITAZIONE

È morto con un’infezione da Covid-19 Luigi Micarelli, il 56enne aquilano che lavorava nel settore edile trovato senza vita lo scorso 28 ottobre dai colleghi nella sua abitazione di Poggio Santa Maria di Sassa, frazione dell’Aquila.

A stabilire la positività al Covid-19, un tampone naso-faringeo ed una ricognizione cadaverica effettuati sulla salma dell’uomo, all’ospedale “San Salvatore” del capoluogo abruzzese.

Grave edema polmonare causato dal Coronavirus, recita il responso dei medici.

L’esame autoptico, non effettuato perché già sufficiente la ricognizione cadaverica e per via della positività al Covid-19, era stato stabilito dalla Procura della Repubblica dell’Aquila, che ha aperto una inchiesta, dopo che l’uomo era stato ritrovato senza vita da un gruppo di amici e colleghi che il 28 ottobre non lo avevano visto al lavoro.

L’uomo, un muratore in buona salute, da quanto appreso, aveva una polmonite interstiziale che probabilmente non si era ancora manifestata con dei sintomi gravi: la mancanza di cure tempestive e appropriate e la positività al Covid-19 hanno quindi compromesso la situazione, portando alla morte per edema polmonare acuto ed arresto di circolo proprio in seguito al covid il 56enne molto conosciuto anche come accanito tifoso della Juventus che seguiva nelle trasferte e a Torino, e apprezzatissimo dai suoi amici e concittadini.

La morte di Micarelli è avvenuta il 27 ottobre intorno alle 23, la sera prima del ritrovamento del corpo da parte dei colleghi che non lo avevano visto arrivare al lavoro.

Secondo quanto si è appreso, quella sera avrebbe cenato con la persona che gli dava una mano nel gestire la sua abitazione.

ASSESSORE VERI’: “NON SIAMO IN FASE ALLARMANTE, POSSIAMO GESTIRE POSITIVI IN NOSTRI OSPEDALI E A LIVELLO TERRITORIALE”

“Non siamo in una fase allarmante, né in una situazione critica, ma il numero dei contagi continua a crescere. Siamo ancora in grado di gestire sia i positivi a livello territoriale che in ospedale”.

Lo sostiene l’assessore alle politiche della salute Nicoletta Verì, a margine della conferenza stampa, che si è svolta questa mattina a Pescara, nel corso della quale l’associazione Adricesta Onlus ha illustrato le iniziative di solidarietà messe in campo a favore della Asl di Pescara (donati fondi e apparecchiature per alcuni reparti).

“Invito i cittadini – incalza l’assessore Verì – a limitare le uscite ed evitare gli assembramenti, soprattutto in occasione della ricorrenza di tutti i morti: rispettate le regole”.

In merito alla capacità del sistema sanitario regionale di reggere la seconda ondata dell’epidemia, l’assessore Nicoletta Verì è chiara: “Quello che voi definite allarme – risponde ai giornalisti – è l’immediata riorganizzazione del sistema sanitario, che rimoduliamo a seconda delle esigenze. Ad oggi tutti quelli che hanno avuto bisogno di avere un posto letto sia in ospedale come ricovero ordinario, sia in terapia intensiva e sub intensiva, lo hanno avuto e lo avranno ancora. Il problema della crescita esponenziale dei contagi non dipende dal sistema sanitario regionale, ma dall’incidenza dei contagi. Lo ribadisco: ad oggi la situazione è sotto controllo”.

 “NIENTE PIU’ TAMPONI ALL’AQUILA”, IRA PIETRUCCI, “COMMISSARIARE ASL E REGIONE INERTI E INCOMPETENTI!”

“Peggio delle peggiori previsioni: venga commissariata una gestione sanitaria incapace:  oggi un volantino annuncia che all’Aquila è impossibile gestire e processare i tamponi, smistandoli così a Pescara e Teramo. l’ultima drammatica conferma della tragedia in atto. Siamo nel caos più totale: l’unica soluzione è commissariare Regione e ASL colpevoli di inerzia e incompetenza”.

Parole di fuoco da parte di Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale del Partito democratico ed aquilano, in riferimenti ad un avviso della Asl i cui i tamponi vengono smistati a Sulmona, Avezzano, Teramo e Pescara.

“I reparti Covid sono scoppiati, moltissimi pazienti per mancanza di posti sono a casa in isolamento – tuona Pietrucci – , ma spesso non vengono visitati perché il medico di famiglia non ce la fa a seguirli e le USCA non sono sufficienti. Il personale sanitario è stremato. Il 4 ottobre all’Aquila si registravano zero contagi. Oggi siamo a quasi 2.000. Poiché il tracciamento è l’unico sistema per controllare e isolare possibili contagiati si sarebbe dovuta attivare una campagna di contatti a tappeto, facendo migliaia di telefonate, rafforzando a dismisura il sistema della comunicazione, coinvolgendo i volontari della Protezione Civile e ogni altra struttura utile”.

La nostra è la provincia dove più a lungo si resta in attesa degli interventi e dei contatti con la ASL a causa delle pochissime unità di personale nel Call Center e nel dipartimento di Prevenzione e profilassi.

La  campagna di vaccini antinfluenzali è rinviata sine die. A Pescara si è allestito un nuovo Covid Hospital in due mesi, che adesso naturalmente (e l’avevamo detto, purtroppo) per funzionare dovrà prendere il personale dalle rianimazioni di tutta la Regione ! E qui da noi dopo 6 mesi ancora non funziona il Delta 7 e non si è preparato adeguatamente il Laboratorio analisi. Basta con questo stillicidio di errori, ritardi e incapacità. Vadano via gli incapaci. Intervenga d’autorità il Governo con ispettori e commissari per rimettere ordine e organizzare il sistema”.

MARSILIO: “ALL’OSPEDALE COVID DI PESCARA IL 55% DEI PAZIENTI ARRIVA DA FUORI PROVINCIA”

“Alcuni ‘avvelenatori di pozzi’ (che non voglio citare) continuano da tempo, in alcuni casi da mesi, a diffondere notizie false e persino infamanti su come viene utilizzato il reparto Covid dell’ospedale di Pescara. Magari erano gli stessi che quando lo realizzammo e inaugurammo a tempo record, con quasi il 30% di ribasso d’asta e conseguente risparmio di fondi, predicavano contro la ‘cattedrale nel deserto’ che sarebbe rimasta vuota e inutilizzata. Ora, invece, strillano un giorno sì e l’altro pure denunciando lo ‘scandalo’ della mancata accettazione di ricoveri provenienti da fuori provincia, solleticando l’atavico campanilismo risentito che flagella l’Abruzzo da generazioni”.

A scriverlo sui social il governatore Marco Marsilio, in risposta al consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci che, in riferimento ad un avviso della Asl i cui i tamponi vengono smistati a Sulmona, Avezzano, Teramo e Pescara, ha avanzato la proposta di commissariare Asl e Regione, definendole “inerti e incompetenti” rispetto all’emergenza sanitaria in corso.

“E’ quindi necessario diffondere i dati reali, che dimostrano come l’ospedale Covid di Pescara stia svolgendo un ruolo fondamentale per dare ricovero ai pazienti abruzzesi, accogliendo una percentuale importante anche dalle altre province (e persino da altre Regioni). Il dato relativo alla giornata del 29 ottobre, infatti, dimostra come il 55% dei ricoverati in terapia intensiva (6 su 11) provenga da fuori provincia, e solo il giorno prima altri 4 pazienti in T.I. provenivano dalla Asl di Chieti, dei quali 2 sono purtroppo deceduti e 2 erano stati dimessi. Il 28 ottobre, quindi, la percentuale dei pazienti ‘forestieri’ è stata del 66%. Solo un terzo dei pazienti ricoverati in terapia intensiva era della provincia di Pescara, il giorno dopo meno della metà”, dice marsilio.

“In terapia sub-intensiva la percentuale dei non-pescaresi sale all’85% (6 su 7). Dei 76 pazienti in degenza non-intensiva, il 20% proviene da L’Aquila, Teramo e Chieti. Dove sarebbe, quindi, lo ‘scandalo’ denunciato? Sarebbe ora che chi vuole fare, legittimamente, l’opposizione, imparasse a farla con serietà, senza alimentare fantasmi, sospetti, guerre fratricide, illazioni. Dire contro l’evidenza dei fatti che a Pescara qualcuno stia rifiutando di accogliere malati di altre province, oltre che falso e infamante, è profondamente ingiusto verso il personale medico e paramedico che sta facendo i salti mortali per affrontare l’emergenza”, conclude.

TERAPIA INTENSIVA, MARSILIO, “ATTUALMENTE 119 POSTI, AL LAVORO PER ALTRI 51, AD OGGI OCCUPATI SOLO 26”

L’attuale dotazione di posti di terapia intensiva in Abruzzo è di 119, ottenuta aggiungendo 25 posti (e non 7) di nuova realizzazione; altri 51 sono in corso di realizzazione per raggiungere l’obiettivo posto dal Decreto Rilancio.

Per attuare tale piano, il presidente Marsilio è stato delegato come Commissario dal Commissario Straordinario Domenico Arcuri solo l’8 ottobre scorso, e sono già state affidate le progettazioni, e in alcuni interventi sono in corso le procedure di appalto dei lavori.




A precisarlo è lo stesso governatore Marsilio, dopo che una ricerca pubblicata su un’autorevole testata giornalistica aveva nei giorni scorsi rappresentato la situazione delle terapie intensive in Abruzzo come “al collasso”, una ricerca che partiva dall’assunto che fossero stati creati solo 7 nuovi posti di terapia intensiva dopo l’emergenza Covid e che i 10-11 posti allora occupati producevano un tasso di occupazione del 150% rispetto ai nuovi posti: un dato che, letto superficialmente, portava molti commentatori a dichiarare “saturi” i posti di terapia intensiva in Abruzzo mentre ce ne erano almeno altri 90 disponibili.

“Poiché tale dato, a suo tempo già contestato, continua a condizionare le analisi su come la nostra Regione sta affrontando l’epidemia e sugli strumenti messi in campo, è necessario tornare a precisare e rettificare questa informazione. I posti letto nei presidi pubblici prima del Covid erano 94 (non 123) – ha sottolineato – Sono stati portati a 123 (e in alcuni momenti a oltre 130) usando 17 ventilatori delle case di cura private e 12 della terapia ematologica dell’ospedale di Pescara”.

“Passata la prima fase – ha aggiunto -, tali apparecchiature sono tornate nella disponibilità originaria, da dove erano stati metaforicamente ‘saccheggiati’. Tra i posti aggiuntivi già attivi ve ne sono 4 di terapia intensiva pediatrica: prima del Covid in Abruzzo non ne esisteva nemmeno uno, i bambini gravi andavano fuori Regione. I 26 posti occupati rappresentano una delle più basse incidenze d’Italia, non solo nei numeri assoluti, ma in relazione alla popolazione e al numero dei positivi. Segno che il tracciamento e l’individuazione precoce dei casi, che aiuta a ridurre i casi gravi, ha funzionato molto meglio della media nazionale”.

“La disponibilità residua e la capacità di espansione del sistema (che prevede decine di posti di sub-intensiva pronti a diventare intensiva) consente di garantire la capacità di risposta del sistema sanitario abruzzese, nonostante la grave ondata in corso. Quanto ai 41 ventilatori forniti dal Commissario Arcuri e al quale risultavano 17 ancora inutilizzati, abbiamo fornito risposta riferendo che 11 non hanno superato il collaudo (sono quindi inutilizzabili) e gli altri sarebbero stati messi in funzione progressivamente seguendo l’andamento del fabbisogno, come è regolarmente accaduto”, ha concluso.

FOCOLAIO IN RSA DI GIULIANOVA, 61 POSITIVI

Focolaio Covid in una Rsa di Giulianova dove, dalle analisi dei tamponi, sono emersi 61 contagiati.

A confermarlo ad AbruzzoWeb è il sindaco Jwan Costantini.

“Il Siesp della Asl di Teramo mi ha informato della presenza di 66 nuovi casi di persone residenti a Giulianova positive al Covid-19, di cui 61 riconducibili ad una struttura privata”, ha scritto in una nota il primo cittadino.

Al momento non sono stati forniti ulteriori dettagli.

“Sono in corso tutti gli accertamenti e le indagini epidemiologiche da parte dell’Azienda Sanitaria”.

AUMENTANO RICOVERI IN PROVINCIA DI CHIETI, POSTI LETTO NON BASTANO PIU’, IL PIANO DELLA ASL

Aumentano ogni giorno i ricoveri per Covid-19 in provincia di Chieti e i posti letto a disposizione non bastano più: è la realtà disegnata dai numeri in crescita di queste ore, che hanno indotto la Direzione aziendale e l’Unità di crisi della Asl Lanciano Vasto Chieti a mettere in atto una riorganizzazione necessaria, sempre preservando l’attività istituzionale al fine di garantire adeguata assistenza per tutte le altre patologie.

Attualmente sono circa 80 (già il doppio rispetto a venerdì scorso, ma il numero aumenta di ora in ora) i pazienti positivi con sintomi ospitati nei reparti degli ospedali di Chieti e Vasto.

Aumenta costantemente la pressione sui Pronto soccorso e il lavoro delle équipe del 118.

Al “SS. Annunziata” di Chieti saranno attivati in giornata ulteriori 18 posti letto di Medicina Covid, mentre altri 18 saranno destinati alla creazione di un’area per i casi Covid clinicamente sospetti.

Saranno ampliati e ottimizzati gli spazi nel Pronto soccorso di Chieti e l’intera palazzina L, che ospita anche l’unità operativa di Malattie infettive, sarà destinata esclusivamente ad attività Covid, compresa un’area subintensiva, a seguito di lavori di ristrutturazione.

Per creare ulteriori spazi alcuni ambulatori saranno trasferiti nelle strutture distrettuali.

Per alleggerire la pressione sui reparti ospedalieri si rivelerà preziosa, a partire da oggi, la riconversione della RSA di Casoli, dove saranno ospitati i pazienti paucisintomatici o stabilizzati risultati positivi al Coronavirus.

Da mercoledì prossimo il Presidio territoriale di assistenza di Gissi sarà a disposizione dei cittadini positivi al test per Coronavirus privi di alloggio o che abbiano in casa persone fragili e non dispongano di spazi separati per trascorrere la quarantena senza metterle a rischio.

In provincia di Chieti al momento sono 966 le persone in sorveglianza domiciliare da parte del Dipartimento di Prevenzione e 730 quelle attualmente positive.

Numeri che impongono un’importante attività di assistenza sul territorio: fino a oggi le Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) hanno seguito 343 pazienti con circa 170 visite domiciliari e 29 ospedalizzazioni.

In aggiunta ai 21 già in servizio, la Asl ha assunto altri sette medici da destinare alle Usca, ognuna delle quali potrà pertanto contare su quattro professionisti.

Le Usca sono presenti a Chieti, Francavilla al Mare, Guardiagrele, San Vito Chietino, Atessa, San Salvo e Gissi. La Asl sta inoltre rafforzando il numero degli operatori addetti al contact tracing: ieri sono stati assunti altri sette medici.

Al fine di garantire assistenza adeguata alle persone infette, se i numeri continueranno a crescere potrebbero essere temporaneamente ridotti i posti letto in Geriatria a Ortona, così da integrare la dotazione di personale necessaria per fare fronte alle necessità dei reparti Covid di Chieti.

Intanto proprio nell’area medica del “Bernabeo” sono risultati positivi tre pazienti, subito isolati, che saranno trasferiti in giornata a Chieti.

I tamponi al personale hanno dato esito negativo.

A LANCIANO QUATTRO CONTAGI IN CENTRO DIAGNOSTICO

Sono quattro i dipendenti contagiati all’Istituto diagnostico italiano Madonna del Ponte di Lanciano, centro specializzato in esami radiologici e diagnostica per immagini.

Sono già in isolamento domiciliare.

A seguito dei casi positivi sono stati effettuati i tamponi anche sul resto del personale.

L’amministratore unico Moreno Camponetti chiarisce: “Siamo tutti negativi e abbiamo sottoposto il Centro a ulteriore e accurata sanificazione. Siamo riusciti ad attraversare indenni i mesi di marzo e aprile in piena emergenza Covid, e abbiamo continuato a lavorare osservando scrupolosamente tutte le indicazioni e cercando per quanto possibile, di conservare un clima di serenità. Siamo in prima linea come tanti altri colleghi e il timore in queste settimane che prima o poi qualcosa potesse succedere l’abbiamo avuto, ma ci siamo sempre adoperati perché non si verificassero condizioni di rischio”.

Camponetti ufficializza la situazione per evitare notizie inesatte e aggiunge: “Qualche giorno fa una dipendente ha accusato dei sintomi, ha subito avvisato il suo medico curante che l’ha invitata a lasciare il posto di lavoro e a mettersi immediatamente in quarantena. Ma nonostante l’iter corretto e la velocità del protocollo adottato, evidentemente i contatti avuti con altri tre dipendenti, hanno allargato il contagio che è stato subito circoscritto. Attivate le procedure stabilite noi tutti abbiamo eseguito i tamponi e siamo negativi e l’intera struttura è stata sottoposta di nuovo ad accurata sanificazione, che è periodica secondo le prescrizioni di legge”.

“L’attività, quindi, prosegue in tranquillità e in sicurezza; la salute del personale e degli utenti è l’obiettivo prioritario del nostro Centro. Nelle scorse settimane ci eravamo attivati per eseguire tamponi e analisi sierologica, iniziativa che aveva raccolto consensi e presenze e che purtroppo è temporaneamente sospesa per ragioni indipendenti da noi, ma non abbiamo abbandonato questo progetto. Stiamo lavorando per riprenderlo in tempi brevi e contribuire a dare risposte a una richiesta che diventa sempre più pressante”.

ALTRI DUE CASI A TORNIMPARTE: BILANCIO DEI POSITIVI A QUOTA 15

Salgono a 15 i casi di positivi residenti a Tornimparte (L’Aquila), con le ultime due positività comunicate dalla Asl nella giornata di oggi.

A darne notizia sui social il primo cittadino Giacomo Carnicelli. Oltre ai due casi, “ci sono, poi, ulteriori 3 casi che riguardano cittadini residenti a Tornimparte, non comunicati dalla Asl”, dice il sindaco.

“A tutti coloro che stanno vivendo questo incubo esprimo il nostro sostegno e auguro una pronta guarigione – scrive Carnicelli -. Non perdiamo il senso della Comunità, evitiamo la caccia all’untore. Piuttosto, stiamo attenti, teniamo altissima la guardia. Utilizziamo correttamente la mascherina, disinfettiamo frequentemente le mani, manteniamo la distanza interpersonale di almeno un metro, evitiamo gli assembramenti e utilizziamo l’App Immuni”.

LAVORATORI SPETTACOLO IN PIAZZA A PESCARA: SINDACATI, “AIUTARE FONDAZIONI LIRICO SINFONICHE”

Tecnici, attori, danzatori, musicisti, coreografi e tutte le professionalità dello spettacolo manifestano a Pescara per protestare contro lo stop imposto dall’ultimo Dpcm e, più in generale, per chiedere una riforma complessiva finalizzata a costruire un sistema di regole e tutele.L’iniziativa, che si è svolta in piazza della Rinascita nell’ambito della giornata di mobilitazione nazionale, è stata promossa da Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil.

Gli addetti ai lavori, sottolineano i sindacati, “non potranno vivere del loro lavoro per molti mesi ancora”.

“I teatri – aggiungono – non hanno una programmazione adeguata per il prossimo inverno e concerti ed eventi sono, con l’autunno, spariti dalla scena”. Le tre sigle chiedono di “individuare forme di sostegno certe e strutturate”, di “istituire un tavolo permanente tra sindacati, ministero della Cultura, ministero del Lavoro e associazioni di rappresentanza delle imprese” e di “riconoscere, ai fini previdenziali, tutto il periodo di emergenza Covid-19 che ha determinato il collasso dell’intero settore dello spettacolo”. Chiesti, inoltre, “interventi per sostenere i lavoratori delle fondazioni lirico sinfoniche”.

 

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