COVID: IN ABRUZZO 7 CASI E TASSO ALLO 0,11,
NESSUNA VITTIMA, 4 RICOVERI IN PIU’

7 CASI A FRONTE DEI POCHI TAMPONI DOMENICALI. IN ITALIA INDICE RT IN RISALITA, MA "SITUAZIONE NON DEVE ANCORA PREOCCUPARE"

25 Ottobre 2021 15:36

Regione: Abruzzo

L’AQUILA Sono 7  nuovi casi positivi al Covid registrati oggi in Abruzzo, che portano il totale dall’inizio dell’emergenza a 82372. Il bilancio dei pazienti deceduti non registra nuovi casi e resta fermo a 2559. Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari a 1.14 per cento.

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 78296 dimessi/guariti (+41 rispetto a ieri).

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 1517* (-34 rispetto a ieri).

59 pazienti (+3 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in area medica; 7 (+1 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 1451 (-38 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 847 tamponi molecolari (1469634 in totale dall’inizio dell’emergenza) e 5259 test antigenici (991607).

Del totale dei casi positivi, 21102 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+4 rispetto a ieri), 20982 in provincia di Chieti (invariato), 19755 in provincia di Pescara (+2), 19738 in provincia di Teramo (-1 per riallineamento), 677 fuori regione (+3) e 118 (-1) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

L’indice di contagio Rt ha intanto superato 1: lo indicano i valori del Covindex, il parametro sovrapponibile all’indice Rt e aggiornato sulla base del rapporto fra nuovi casi positivi e tamponi, calcolato dai ricercatori che fanno capo al sito CovidTrends. Risulta uguale a 1 anche l’indice di contagio calcolato dal sito CovidStat, gestito da esperti dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

“Adesso si tratta di capire se l’epidemia di Covid-19 sia in ripresa o meno”, osserva il fisico Giorgio Sestili, fondatore della pagina Facebook ‘Coronavirus-Dati e analisi scientifiche’. C’è probabilmente in atto “una doppia dinamica”, ha aggiunto. “Da un lato c’è il grande aumento dei test antigenici rapidi legati al Green pass, che fa sì che si trovino più casi tra gli asintomatici; dall’altra potrebbe esserci la ripresa dell’epidemia che vediamo dai test molecolari”.

Al momento, ha proseguito Sestili, il dato più rilevante è che i tamponi sono triplicati rispetto al periodo precedete il 15 ottobre, quando sono entrate in vigore le regole del Green pass. “E’ chiaro – ha osservato Sestili – che questo determina il fatto che abbiamo un monitoraggio epidemia molto più capillare rispetto a prima: sapevamo di avere casi che non trovavamo: è come se prima guardassimo l’epidemia con una lente e ora lo facessimo con il microscopio”.

Guardando ai dati, per esempio, “nell’ultima settimana si è rilevato un aumento del 25% dei casi in Italia e l’effetto – osserva Sestili – si vede anche nelle regioni, nella maggior parte delle quali stanno aumentando i casi”.

“I dati da tenere d’occhio sono buoni”, ha detto Sestili riferendosi al tasso di positività sotto 1, l’incidenza che è intorno a 30 casi su 100.000 abitanti, e quindi sotto la soglia critica di 50 per il contact tracing. “Inoltre non vediamo ripercussioni sui ricoveri, che nell’ultima settima sono diminuiti, a dimostrazione che per la maggior parte i casi sono probabilmente asintomatici”.

Secondo l’esperto “la situazione va monitorata in modo attento in quanto è probabile che nelle prossime settimane potremmo vedere un aumento dei casi, considerando l’arrivo dell’inverno e la diffusione dell’influenza”. Il fisico ha inoltre rilevato che all’estero il virus sta circolando molto dove sono stati fatti pochi vaccini, come in alcuni Paesi dell’est europeo, o come in Gran Bretagna, dove non si è ancora cominciato a fare le terze dosi. “In Italia – ha detto ancora Sestili – possiamo essere cautamente ottimisti perché, anche di fronte di una ripresa dei contagi, bisognerebbe considerare che si parte da numeri dell’epidemia bassi, che oltre l’80% della popolazione è vaccinata, che si è cominciato a somministrare le terze dosi ai soggetti più fragili e che c’è il Green pass”.

“C’è una fetta di lavoratori che non intendono vaccinarsi che hanno fatto tanti tamponi, adesso questo numero si è un po’ stabilizzato. Ogni non vaccinato fa il tampone 3 volte alla settimana, chi si vaccina invece non va più ad effettuare tamponi”. A dirlo è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus. “Stiamo facendo un tracciamento importante e stiamo vedendo che il tasso di positività dei tamponi antigenici rapidi rimane costante, mentre quello dei molecolari negli ultimi giorni è leggermente aumentato – aggiunge – Sembrerebbe che ci sia qualche movimento nell’aumento dei casi che al momento non rappresenta nulla di preoccupante, ma va tenuto sotto controllo”.

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