IN REGIONE 178 NUOVI CASI, 89 IN PROVINCIA L'AQUILA, ATTUALMENTE POSITIVI SALGONO A 2.160; MUORE ANZIANO IN RSA DON ORIONE, DOVE 100 SONO I POSITIVI, GOVERNO VERSO CHIUSURE ATTIVITA' DURANTE ORE SERALI E NOTTURNE, POTENZIAMENTO SMART WORKING

COVID: IN ARRIVO DPCM, IPOTESI COPRIFUOCO DALLE 22, IN ABRUZZO INDICE CONTAGIO SALE A 1,18

17 Ottobre 2020 12:24

L’AQUILA – E’ previsto tra domani e lunedì il varo del nuovo dpcm anti-Covid, al centro di un lungo vertice notturno a Palazzo Chigi. Tra le ipotesi ci sarebbe quella di un coprifuoco dalle 22, ma senza arrivare a un lockdown. Oggi incontro con le regioni. Da stasera in Lombardia pub e ristoranti chiudono alle 24. In Campania consentite da oggi le lezioni in presenza per gli asili. Ieri in Italia oltre 10mila nuovi contagi su 150mila tamponi e 55 morti, in calo rispetto agli 83 del giorno prima. Raggiungono intanto quota 10mila i nuovi contagi per il Covid in Italia nelle ultime 24 ore, contro gli 8.804 del giorno prima. I tamponi sono stati 150.377. I decessi sono stati 55, in calo rispetto agli 83 del giorno prima.

Situazione critica anche in Abruzzo: ieri i casi sono stati 178  di età compresa tra 1 e 92 anni. Non si è verificata nessuna vittima, resta fermo a 491 il drammatico conto.

L’indice di contagio, in Abruzzo resta allarmante: l’rt (erre con ti, il tasso di contagiosità dopo l’applicazione delle misure atte a contenere il diffondersi della malattia) arriva a 1,18, a fronte di una soglia di rischio pari a 1. La scorsa settimana era a 1,13.

È quanto rilevato dal monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità e ministero della Salute. Il peggioramento della situazione emerge anche dal confronto settimanale dei dati.  Dal 9 ottobre a ieri sono stati 939 i nuovi casi, numero di gran lunga superiore a quello dei sette giorni fino al 2 ottobre, pari a 388.

Quattro i decessi nell’ultima settimana, due in meno dei sei registrati in quella precedente.

Ieri dei nuovi casi, 86 sono riferiti a tracciamenti di focolai già noti.

I nuovi casi sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+89 rispetto a ieri), in provincia di Chieti (+32), in provincia di Pescara (+15), in provincia di Teramo (+36), 43 fuori regione (-1) e 47 (+6) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 2.160 (+167 rispetto a ieri).

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 27, di cui 17 in provincia dell’Aquila, 5 in provincia di Pescara, 2 in provincia di Chieti e 3 in provincia di Teramo.

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 3174 dimessi/guariti (+10 rispetto a ieri).

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 237943 test (+3668 rispetto a ieri).

167 pazienti (+8 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 11 (+1 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 1972 (+148 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

I carabinieri del Nas hanno intanto eseguito un’ ispezione alla Rsa dell’istituto religioso Don Orione di Avezzano, dove si è innescato un grave focolaio con oltre 100 contagiati, tra anziani ospiti, circa 85, e operatori sanitari, circa 15.





Ieri un anziano già affetto da gravi patologie è morto.

Nella stessa giornata di oggi sono 4 gli anziani positivi che sono stati ricoverati all’ospedale di Avezzano per il controllo di sintomi, i quali si aggiungono ai tre già ricoverati nel giorni scorsi.

Secondo quanto si è appreso, si tratta di un’indagine scattata dopo l’esplosione dei contagi che potrebbe trasformarsi in una inchiesta penale qualora venissero riscontrate negligenze e irregolarità.

La struttura, che conta 120 ospiti e 60 operatori sanitari, è stata commissariata dal Comune con la Asl provinciale che ha nominato commissario il direttore sanitario, Sabrina Cicogna, la quale, sua volta, ha indicato due sub commissari nelle persone del direttore del distretto Area Marsica, Rossella De Santis e il dottor Carmine  Viola, dello staff della direzione generale aziendale.

Una quindicina di persone residenti nella Val Fino, nel Teramano – area martoriata dalla prima fase dell’emergenza e a lungo inserita in zona rossa – sono risultate positive al coronavirus negli ultimi giorni. Elemento comune è la partecipazione ad un matrimonio che si è svolto a inizio mese a Bisenti (Teramo).

Circa 200, secondo quanto si apprende, gli invitati presenti al banchetto. Almeno dodici, di cui sette nelle ultime ore, i contagi in paese, cui se ne aggiungono altri registrati a Castiglione Messer Raimondo e Castilenti (Teramo).

GOVERNO VERSO NUOVE RESTRIZIONI

Ragionando con scienziati, collaboratori e ministri, il premier Giuseppe Conte si è convinto a valutare altre regole restrittive, sulla falsariga delle norme adottate dalla vicina Francia. «Il coprifuoco è una cosa molto probabile», ammettono fonti di Palazzo Chigi.

Oggi si riunirà il Consiglio dei ministri e un nuovo provvedimento potrebbe imporre a bar, ristoranti e altri pubblici esercizi di abbassare le saracinesche alle 22, con controlli rafforzati e pesanti multe per chi non rispetta le regole. Per altre attività possibili stop.

Il ministro delle Autonomie, Francesco Boccia, ha paventato “l’interruzione di attività sociali e culturali a maggior rischio di assembramento”,  e potrebbero essere interessate palestre, saloni di bellezza, cinema, teatri e sport di base.

Tra le ipotesi di cui si ragiona ci sarebbero smart working obbligatorio (in una percentuale da definire), oltre ad orari più scaglionati e più didattica a distanza a scuola. Tra i ministri c’è chi sostiene – anche se Palazzo Chigi frena – una sorta di coprifuoco, con tutti i locali chiusi dalle 22 o le 23.

Nulla è deciso, anche perché nel governo si confrontano due linee. C’è chi, come M5s e Iv, è per mantenere in questa fase maggiore prudenza. E c’è chi, come Pd e Leu, ritiene invece che si debba agire subito, senza indugio, anche con misure più dure “per evitare di dover poi ricorrere al lockdown”. Giuseppe Conte, che fino all’ultimo tiene in stand by il vertice per la nuova stretta chiesto da Dario Franceschini e Roberto Speranza, resta dell’idea che le misure debbano essere “proporzionate”: “Questa ondata non è meno pericolosa ma dobbiamo affrontarla con una strategia diversa, che non prevede più il lockdown”, ribadisce. Invoca una strategia comune Ue per evitare “distruzione per tutti” e annuncia “molto presto” 200 o 300 milioni di vaccini.

I presidenti delle Regioni in base all’ultimo decreto non possono allentare le misure, ma rafforzarle sì ed è questa la strategia del governo. Agire con chiusure localizzate, facendo scattare le zone rosse in territori anche più piccoli di una Regione o di una città.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA

Download in PDF©






Ti potrebbe interessare:


Gli articoli più letti in queste ore:

Do NOT follow this link or you will be banned from the site!