COVID, IN ITALIA 7.567 POSITIVI, 182 LE VITTIME. BRUSAFERRO, “DECRESCITA CURVA LENTA MA CONTINUA”

14 Maggio 2021 18:04

ROMA – Sono invece 182 le vittime in un giorno, in calo rispetto alle 201 di ieri. 298.186 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore . Ieri i test erano stati 287.026. Il tasso di positività è del 2,5%, stabile rispetto al 2,8% di ieri. E sono 1.860 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per il Covid in Italia, 33 in meno rispetto a ieri nel saldo quotidiano tra entrate e uscite, mentre gli ingressi giornalieri sono stati 99 (ieri 81). Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 13.050 persone, 558 meno di ieri.

Italia tutta gialla tranne la Valle d’Aosta che resta arancione. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire dal 17 maggio. Passano in area gialla le Regioni Sicilia e Sardegna. Resta in area arancione la Valle d’Aosta. Tutte le altre Regioni e Province Autonome sono in area gialla.

“In tutti i paesi le curve sono o stabili o in lenta decrescita e anche in Italia la curva indica una progressiva decrescita. Una decrescita lenta ma che continua in queste ultime settimane e si rileva in tutte le regioni. Anche l’incidenza è in decrescita: nel flusso del ministero della Salute è pari a 96 per 100mila abitanti”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa al ministero della Salute per illustrare i dati del monitoraggio settimanale della Cabina di regia. “Tre regioni sono scese sotto la soglia dei 50 casi per 100mila, soglia che recupera il tracciamento”.

“L’età media dei casi scende da 41 a 40 anni e la decrescita si rileva anche nella fascia tra 0 e 9 anni. – ha aggiunto Brusaferro – Negli anziani la decrescita è maggiore e questo è un indicatore della campagna vaccinale in corso”.

“In questa fase sta crescendo la vaccinazione nella fascia tra 60 ai 69 anni, e gli over-80 raggiungono tassi di copertura elevati. Il tasso di ospedalizzazione è strettamente correlato lla percentuale dei vaccinati over-80, ed è dunque in decrescita”.

“La pressione sui servizi ospedalieri decresce ma in 3 regioni è sopra la soglia critica, Rt è stabile sotto la soglia critica e continua anche a diminuire l’incidenza ma bisogna recuperare il valore di 50 casi per 100mila abitanti. La variante inglese è dominante e dunque bisogna ridurre il numero di nuovi casi aumentando il numero di vaccinati e mantenendo le misure di mitigazione per accompagnare questa fase di transizione”.

“Credo che progressivamente l’idea è di arrivare a superare la misura del coprifuoco”, ha detto ancora il presidente dell’Istituto superiore di sanità.

“Le proposte fatte dalle regioni sui nuovi parametri sono in discussione: si punta alla valutazione dell’incidenza ma bisogna mantenere anche gli indicatori di allerta precoce per la valutazione del rischio”.

“La sfida è arrivare a vaccinare i giovani per rallentare la velocità della circolazione virale, come ha dimostrato un recente studio in Israele. Dunque bisogna vaccinarsi il più possibile, in fretta e con ogni vaccino disponibile”. Lo ha detto in conferenza stampa il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza.

“In questo momento va data la precedenza ai paesi piu poveri per la disponibilità delle dosi vaccinali, ma in seguito la vaccinazione dei bambini sarà da prendere inconsiderazione per un forte controllo dell’epidemia” – ha aggiunto Rezza – Da un lato i bambini tendono a non sviluppare forme gravi di Covid per cui non ci sarebbe un’indicazione secca a vaccinarli, dall’altra parte se si vuole ottenere un effetto forte di controllo dell’infezione bisognerà vaccinare i bambini altrimenti l’infezione continuerà a circolare. Quindi la vaccinazione dei bambini sarà da considerare”.

“Sembra che la variante indiana abbia una elevata trasmissibilità per cui sarebbe giustificato un rafforzamento delle misure laddove è presente, ma non ci sono dati che dimostrano la maggiore aggressività clinica. Sulla capacita di dare infezione nei vaccinati, per ora non sembra essere cosi preoccupante come la variante sudafricana”.

Scendono l’indice Rt e l’incidenza: la prima, secondo quanto si apprende, sarebbe arrivata, nel monitoraggio Iss-Ministero della Salute ora all’esame della cabina di regia, al valore di 0,86 rispetto a 0,89 della scorsa settimana. L’incidenza nell’ultima settimana sarebbe arrivata a 96 casi per 100 mila abitanti mentre la scorsa settimana era 123 casi su 100 mila.

Nessuna Regione è classificata a rischio alto per la terza settimana consecutiva. E’ quanto emerge dai dati della bozza di Monitoraggio settimanale ora all’esame della cabina di regia. Quattro Regioni e province autonome hanno una classificazione di rischio moderato e sono Calabria, Lombardia, Toscana e Umbria (nessuna ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) mentre le altre Regioni e Province hanno una classificazione a rischio basso. Due Regioni (Molise 1.08 e Umbria1.03 ) hanno un Rt puntuale maggiore di uno, ma con il limite inferiore sotto l’uno.

Scende il numero di Regioni e Province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica: si tratta di 3 Regioni (Lombardia e Toscana sono sopra la soglia limite del 30% per le intensive mentre la Calabria è sopra la soglia limite del 40% per i reparti di area medica) contro le 5 della settimana precedente. Il tasso nazionale di occupazione in intensiva è sotto la soglia critica (23%), con una diminuzione di persone ricoverate che passa da 2.423 (04/05/2021) a 2.056 (11/05/2021). E’ quanto emerge dai dati della bozza di Monitoraggio settimanale all’esame della cabina di regia.

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