COVID: IN PROVINCIA L’AQUILA IN 18 GIORNI DA 663 A 1.778 CASI, BILANCIO IN RELAZIONE ASL, “MISURE URGENTI”

25 Ottobre 2020 17:09

L’AQUILA – In provincia dell’Aquila, in 18 giorni, dal 5 ottobre (L’Aquila 0 positivi, Avezzano 4, Sulmona-Castel di Sangro 6) al 23 ottobre (L’Aquila 32, Avezzano 50, Sulmona-Castel di Sangro 12), si è passati da 663 casi positivi complessivi dall’inizio della pandemia, a marzo, a 1.778, con un incremento di 1.115, con una improvvisa super esposizione del sistema sanitario alla prese “con un trend costante di casi tra 70 e 100 al giorno, legato chiaramente ad un allentamento delle misure di precauzione da parte della popolazione (ad esempio eventi ludici, attività sportive, conviviali), nonché ad alcuni casi in ambito scolastico – molto probabilmente eccessivo affollamento dei trasporti pubblici”.

Gli allarmanti dati, secondo fonti sanitarie, sono  contenuti in un bilancio elaborato dal Dipartimento di Prevenzione della Asl provinciale dell’Aquila.

Nel documento viene “consigliato”, come misura precauzionale, il ricorso “ad alcune limitazioni delle attività di vita quotidiana”: su tutte didattica a distanza, “coprifuoco” a partire dalle ore 23-23,30 con necessità di autocertificazione per eventuali uscite, evitare affollamento nei trasporti, controllo più costante, da parte delle forze dell’ordine, di bar, ristoranti, luoghi di aggregazione e palestre, al fine di verificare il rispetto delle misure anticovid e sanzioni amministrative e penali da elevare con maggiore severità e frequenza.

Molti di queste indicazioni fanno parte del verbale stilato giovedì scorso dal Comitato tecnico scientifico abruzzese e consegnato al presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio: si tratta, comunque, di prescrizioni che saranno superate dal Dpcm che è stato firmato questa notte dal premier, Giuseppe Conte.

Nella relazione si fa il punto della situazione sulle risorse ed i mezzi messi in campo dal sistema sanitario affrontando anche la tematica dei disagi per gli utenti: a tale proposito, si sottolinea che “non si è assolutamente perso il controllo della situazione e si stanno continuando a tracciare, pur tra mille difficoltà, tutti i contatti dei positivi e ad inviare i dati e alla Regione e all’Istituto Superiore di Sanità”.

Nel considerare che “le altre Asl, in particolare Chieti e Pescara, hanno avuto i loro casi diluiti in un ben più lungo arco temporale”, i dirigenti sanitari chiariscono che la impennata di contagi “ha comportato, a carico del Dipartimento di Prevenzione ed in particolare del Servizio di Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica, già impegnato nel controllo dei casi precedenti e nell’organizzazione di una ben più complessa, rispetto agli anni precedenti, campagna di vaccinazione antiinfluenzale, un carico di lavoro considerevole legato alla necessità di porre sotto sorveglianza un numero veramente notevole di persone (ogni positivo porta con sé la necessità di contattare almeno altre 10 persone e per le scuole oltre 20)”.




“Facile, quindi, fare il calcolo delle persone da porre sotto sorveglianza o quantomeno verificare (oltre diecimila); nonostante tutte le difficoltà gli operatori del Dipartimento di Prevenzione e del Servizio di Igiene in particolare, con grande spirito di sacrificio, sono riusciti a reggere l’urto di una situazione che in altri territori ha dato luogo a ben altri esiti – si legge ancora nella relazione.

Nel bilancio non si fa mistero delle difficoltà incontrate dai cittadini: “chiaramente la situazione ha determinato, da parte dei cittadini, la difficoltà di potersi metter in contatto con gli operatori sanitari, in quanto le linee telefoniche risultavano e risultano spesso occupate per le operazioni di tracciamento e di colloquio telefonico. Va anche ribadito che la programmazione dei tamponi naso-faringei di controllo deve essere legata ad una corretta operazione di tracciamento, perfettamente indicata dalle indicazioni di cui alla DPGRE del 12/10/20, che ha chiarito e chiaramente ridotto i tempi di quarantena!;

Quindi “NO al ‘fai da te’ ed alla richiesta legata alla paura ed all’emotività, bensì una programmazione gestita dagli operatori sanitari, con rispetto dei tempi e delle scadenze – continua la nota -. Effettuare un tampone nella tempistica non dovuta non aiuta la lotta al Covid-19; anzi rischia di fornire alla persona illusoria tranquillità ed allentamento delle sempre necessarie misure di precauzione”.

Poi, il punto sulle misure messe in campo: “La Direzione Generale, onde far fronte all’ondata di casi di positività, ha prontamente predisposto misure di rinforzo e di supporto al Servizio di Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica, consistenti nell’invio di quattro unità amministrative nella sede di Avezzano, di 4 tra infermieri ed operatori EDP nella sede di L’Aquila, nonché nel rafforzamento delle USCA (Unità territoriali a supporto dei MMG e dei PLS) con il conferimento di incarico a tre medici su L’Aquila, tre su Avezzano ed uno su Sulmona, personale che sicuramente contribuirà a determinare un ancora più efficace azione di prevenzione e di controllo dei casi di persone con sintomatologia, ma trattabili a casa. Sono state e stanno per essere predisposte ulteriori linee telefoniche e supporti informatici”.

“Appare il caso sottolineare l’alleanza e il raccordo tra Medici di Medicina Generale (MMG) e Pediatri di Libera Scelta (PLS) sviluppato anche su base informatica. Infatti tutti i MMG ed i PLS – sottolineano ancora nella struttura sanitaria – sono collegati alla stessa piattaforma informatica del Dipartimento di Prevenzione sulla quale loro stessi possono registrare, per i loro assistiti, i dati clinici e la sorveglianza effettuata, la richiesta di tamponi in drive-in, l’attivazione delle USCA, dialogare quindi con gli operatori del Dipartimento di Prevenzione impegnati nel Contact-tracing e ricevere il referto del tampone richiesto al suo assistito”.

“La medesima piattaforma informatica provvede inoltre alla effettuazione delle chiamate telefoniche automatiche di sorveglianza due volte al giorno. Il paziente in sorveglianza potrà comunicare eventuali sintomi ed inoltre richiedere direttamente di essere contattato da un sanitario. E’ stata inoltre semplificata anche la programmazione dell’esecuzione dei tamponi: il paziente riceve l’appuntamento sia a mezzo e-mail che con sms. La stessa restituzione dei referti al paziente, se richiesta, è stata automatizzata”.

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