COVID: IPOTESI RIAPERTURA GRADUALE A MAGGIO; VACCINI, FIGLIUOLO CONTRO REGIONI “FAI DA TE”

13 Aprile 2021 09:30

ROMA – Le date somiglieranno a quelle dello scorso anno: per ripartire sarà necessario attendere altre tre settimane. Al momento non sarebbe prevista in settimana una riunione della cabina di regia, si dovrebbe tenere in quella successiva: si analizzeranno i dati che arriveranno venerdì e si aspetterà il ‘report’ successivo ma è molto probabile, spiega una fonte di governo, che una vera ripartenza avverrà solo il 3 maggio, sulla falsa riga di quanto successo l’anno scorso (il 4 fu la data dell’allentamento delle misure), anche se l’obiettivo a cui sta lavorando l’esecutivo è di inviare qualche segnale già dal 26 aprile.

Sono in arrivo intanto questa settimana circa due milioni e duecentomila dosi di vaccino. Nello specifico da oggi, fino a mercoledì, è previsto un nuovo carico settimanale di Pfizer, con notevole aumento: circa un milione e mezzo di dosi. A queste, si aggiungeranno poi altre 400mila di Moderna.

Domani 360mila dosi saranno stoccate nell’hub della Difesa a Pratica di Mare. Di queste, 184.800 riguardano il primo carico di Johnson & Johnson mentre altre 175.200 sono di AstraZeneca.

Sono oltre 4,2 milioni i vaccini che verranno complessivamente consegnati tra il 15 e il 22 di aprile alle strutture sanitarie delle Regioni.

Tra i parametri per le riaperture – come annunciato dal premier Mario Draghi – ci sarà anche quello legato alle percentuali delle vaccinazioni.

E il criterio ribadito dal commissario all’Emergenza Francesco Figliuolo è quello di dare priorità alle categorie fragili e agli over 80. Il metodo dunque è quello per fasce d’età, molte Regioni stanno terminando di vaccinare i più anziani e stanno procedendo comunque secondo un criterio anagrafico. Criterio al quale si è sottratto il governatore della Campania Vincenzo De Luca che ha deciso di puntare sulle categorie economiche con AstraZeneca.

Una scelta condannata dagli altri presidenti di Regione, da Fedriga a Fontana, anche se con toni non ‘barricaderì. In realtà sotto traccia alcuni governatori non hanno gradito, tanto che una fonte rimanda all’articolo 650 del codice penale che prevede che venga punito “chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene”.

L’obiettivo comunque è quello di evitare di alzare lo scontro ma Figliuolo è stato netto, la necessità di attenersi al piano vaccinale non è una raccomandazione ma una direttiva alla quale si devono uniformare tutti, “nessuna deroga”.

Una sorta di ‘aut aut’ dunque. E anche sulla ‘querelle’ legata alle isola free-Covid (una prospettiva che non piace neanche a diversi presidenti di Regione, da Bonaccini a Fedriga) gli uffici del commissario all’Emergenza si sono espressi in maniera chiara. Figliuol è stato nel pomeriggio a Palazzo Chigi.

Intanto il Cts ha preso tempo sul dossier legato agli Europei di calcio e oggi ha ricevuto le proposte del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini per consentire che la riapertura di teatri, cinema e sale da concerto, già prevista nelle ‘Zone gialle’, possa avvenire con una maggiore presenza di pubblico. Il tema delle riaperture è sul tavolo del governo.

La linea degli scienziati ma anche del presidente del Consiglio Draghi è quella di muoversi secondo i dati scientifici. Solo quando saranno vaccinati gli over 80 e le categorie più fragili ci sarà un allentamento delle misure.

Il premier sta lavorando (questa mattina ha visto il responsabile dell’Economia Franco) al Def e al nuovo scostamento di bilancio che sfiorerà i 40 miliardi. Si punta soprattutto a dare liquidità alle aziende e si accelera sul ‘Recovery’, giovedì alla conferenza unificata le Regioni interloquiranno con i ministri interessati (tra questi Colao e Cingolani) e non si esclude di costituire un fondo ad hoc per le opere escluse dal piano.

Il Def e il nuovo scostamento di bilancio arriveranno sul tavolo del Consiglio dei ministri mercoledì (domani c’è una riunione ma all’ordine del giorno ci sono leggi regionali e le deleghe ai viceministri) e intanto sul decreto Sostegni si registrano circa 3.100 emendamenti presentati al Senato. Per quanto riguarda il ‘dossier’ riaperture il premier – come ha spiegato in diverse occasioni – le ritiene possibili solo con l’accelerazione delle somministrazioni dei vaccini.

Si dovrebbe arrivare ad una ripartenza per gradi, magari con la possibilità di riaprire le attività di ristorazione e i bar a pranzo. Ci sono alcune Regioni che stanno più avanti (nel Lazio hanno preso il via le prenotazioni per i sessantenni), ma il ‘refrain’ generale è che mancano le dosi (De Luca lamenta la carenza di Pfizer e Moderna) e in diversi non nascondono il proprio malessere per gli annunci che – il ragionamento di uno dei ‘governatori’ – in questi mesi non sono stati seguiti dai fatti.

Anche con l’arrivo del vaccino Johnson & Johnson e le consegne anticipate di Pfizer non si riuscirà a raggiungere le 500 mila inoculazioni al giorno ma ci si attesterà sulle 300 mila.

 

In particolare è prevista la distribuzione di oltre tre milioni di Pfizer suddivisi in due mandate di 1,5 milioni, circa mezzo milione di Vaxzevria, oltre 400 mila di Moderna, e di più di 180 mila di Johnson & Johnson. Per la settimana 16-22 aprile si stimano circa 315 mila somministrazioni giornaliere negli oltre 2.200 punti vaccinali in tutta Italia attivi. E’ quanto comunica in una nota la struttura Commissariale per l’Emergenza Covid del generale Francesco Figliuolo.

“Nel quadro delle priorità indicate dall’Ordinanza numero 6 del Commissario straordinario, il numero di persone di età superiore agli 80 anni che ha ricevuto almeno una somministrazione ha intanto superato quota 3 milioni, con un incremento di 500 mila unità rispetto alla settimana precedente. E’ stato così raggiunto con almeno una dose il 70% della platea di oltre 4,5 milioni rilevata con il sistema informatico ‘Tessera sanitaria’ e verificata dalle Regioni/Province autonome”.

La campagna di vaccinazione “deve proseguire in modo uniforme a livello nazionale, senza deroghe ai principi che lo regolano, facendo riferimento all’ordinanza che indica le categorie prioritarie”, ha detto Figliuolo replicando al presidente della Campania Vincenzo De Luca. “L’obiettivo – aggiunge il Commissario – è quello di mettere al sicuro le persone fragili e le classi di età più anziane, che sono le più vulnerabili all’infezione. Più celermente si concluderà questa fase, prima si potrà procedere a vaccinare le categorie produttive”.

“La Campania – aveva detto De Luca – è stata una regione tra le più rigorose d’Italia, ma una cosa è il rigore altro è la stupidità. Ho appena finito di parlare con il commissario Figliuolo al quale ho detto che una volta completati gli ultra ottantenni e i fragili noi non intendiamo procedere per fasce di età. Dedicheremo la struttura pubblica a curare i fragili e le persone anziane ma lavoreremo anche sui settori economici perché se decidiamo di andare avanti solo per fasce di età, quando avremo finito le fasce di età l’economia italiana sarà morta”.

“Dobbiamo affrontare i problemi con la necessaria serenità ma è evidente che il governo si è dato e ha offerto un aggiornamento del piano vaccini con priorità che devono essere rigorosamente rispettate. Peraltro la conferenza Stato Regioni è un organismo importante in momenti complessi come quelli attuali, è il luogo giusto per chiarirsi e dirimere le questioni”. Risponde così la ministra per gli Affari regionali Gelmini ad una domanda sulla presa di posizione del presidente della Campania.

“Aver superato 2 milioni di vaccini in Lombardia nonostante i ritardi nella fornitura e i disastri dell’Europa è motivo di orgoglio”, ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini chiedendo a Bruxelles di decidere sul via libera allo Sputnik “che è usato in 60 Paesi. Mi domando quanto dobbiamo aspettare per un sì o un no – ha aggiunto – Mi auguro che Ema lo dica in fretta”.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA
    Articolo

    Ti potrebbe interessare: