IL COVID E LE INCOGNITE DEL TURISMO: GUIDA AQUILANA, “SITUAZIONE DI STALLO”

7 Novembre 2020 07:17

L’AQUILA – Chiamate che informano della cancellazione di visite guidate prenotate da settimane e messaggi per disdire i tour. A dare un’idea della situazione di stallo che gli effetti della seconda ondata devono ancora riservare all’economia italiana, c’è anche il calo di affluenze vissuto in questi giorni dalle guide e dagli operatori turistici dell’entroterra abruzzese.

Gli addetti ai lavori parlano infatti di una diminuzione della mole di lavoro, “legata sì al cambio di stagione e alla fine dell’estate, ma pieno di incognite soprattutto per quanto riguarda i mesi a venire e, in particolare, le festività natalizie”.

“Questo è in genere il periodo in cui iniziamo a organizzarci per dicembre – spiega Roberta Ianni, guida turistica aquilana e responsabile del centro visite del Parco Gran Sasso e Monti della Laga situato nel borgo di Santo Stefano di Sessanio -, ma non avendo contezza precisa né dell’evolversi della pandemia né delle eventuali intenzioni delle istituzioni riguardo il comparto turistico, per adesso non sappiamo come muoverci”.

Anche perché, molto del lavoro degli operatori turistici, la maggior parte lavoratori stagionali o partite Iva, “dipende dalla psicologia delle persone e nessuno può avere l’effettiva contezza di come la gente reagirà a lungo termine alla recrudescenza del virus”.

E la possibilità di trovare nuove date o anche solo di posticipare si infrange, letteralmente si frantuma, contro la diffusione dei contagi che, di giorno in giorno, si fa sempre più ampia e omogenea.

Un primo affondo, tra l’altro, era già arrivato già con i decreti del 18 e 25 ottobre, che hanno chiuso le porte di congressi e convegni, pesando su un settore – quello degli eventi – con circa 569mila addetti, che genera un indotto di 64,7 miliardi di euro e ha un impatto diretto sul Pil di 36,2 miliardi di euro l’anno. Quanto al turismo, secondo Astoi Confindustria Viaggi tour operator, crociere e trasporto aereo segnano perdite superiori al 70%.

Il dpcm che il premier Giuseppe Conte ha firmato nelle scorse ore e che, in Abruzzo, ha istituito la cosiddetta “zona gialla”, contiene inoltre novità anche per quanto riguarda i musei, tra i luoghi di lavoro per eccellenza degli operatori turistici, con le mostre e, in generale, le aperture al pubblico che saranno sospese almeno fino al 3 dicembre prossimo.

E anche se, come aveva confermato ad Abruzzoweb la stessa Ianni, il boom registrato l’estate scorsa aveva un primo momento ha permesso agli operatori “di recuperare il lavoro andato perso a causa della pandemia”, adesso c’è anche il risvolto della medaglia, visto che “nonostante il movimento degli ultimi weekend, molti turisti hanno iniziato a disdire le prenotazioni in diverse strutture ricettive della zona”.

“Piano piano gli effetti dei dpcm si stanno di nuovo ripercuotendo anche sul nostro settore – prosegue la guida turistica -, ma per poter organizzare il nostro lavoro, dovremo quantomeno attendere l’evoluzione della curva dei contagi e, da lì, iniziare a capire come poterci muovere per i prossimi mesi”.

Senza contare l’arrivo del freddo. Nei mesi invernali, infatti, non solo sarà sempre difficile viaggiare ma, per gli stessi operatori, diventerà anche più problematico riuscire a organizzate eventi all’aperto e assicurare il distanziamento sociale. Con il pericolo, quindi, che anche gli aiuti messi in campo dal Governo, tra cui quelli stabiliti da due appositi decreti siglati lo scorso 5 ottobre, possano non bastare ad alimentare un settore, quello turistico, che soprattutto nell’Aquilano risente da sempre di una dimensione di precarietà intrinseca, ulteriormente amplificata nell’ultimo decennio da elementi esogeni che esulano dal virus in sè. Primo tra tutti, il sisma del 2009 rispetto a cui l’Abruzzo aveva appena iniziato a dare segnali di ripresa nel 2019.

“Adesso la gente non sa nemmeno se, nei prossimi mesi, avrà la possibilità di uscire – conclude Roberta Ianni – e questo, in un momento di incertezza come quello che stiamo attraversando, non ci permette di fare alcuna programmazione. Né per i weekend a venire, né per dicembre, quando nel 2019, in questo periodo già ci stavamo organizzando per le festività e le attività invernali”.

 

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA

    Ti potrebbe interessare: