COVID: L’ABRUZZO RESTA IN ZONA GIALLA. 3.570 CASI, 1.382 GUARITI, 8 MORTI, INCIDENZA A 2.230

INTENSIVE SALGONO AL 23 PER CENTO, L'ULTIMO BOLLETTINO; MARSILIO: "AL GOVERNO CHIEDIAMO MENO CONFUSIONE"

14 Gennaio 2022 14:56

PESCARA – “L’Abruzzo resta in zona gialla, anche se sinceramente sarebbe difficile capire la differenza con quella arancione anche per chi ha scritto i decreti legge. Anche per questo tutte le Regioni stanno chiedendo al Governo di modificare questa classificazione. Chiediamo più chiarezza e meno confusione”.

Sono le parole del presidente della Regione, Marco Marsilio, al termine della riunione dell’Unità di crisi di ieri.

“Oggi da Roma abbiamo ricevuto la visita del generale Saverio Pirro, responsabile della struttura di supporto territoriale al commissario straordinario per l’emergenza covid, che è venuto a complimentarsi di persona per il lavoro che ha fatto l’Abruzzo, soprattutto nella campagna vaccinale. Il generale ha messo in evidenza che ogni giorno superiamo del 30-40% il target prefissato di vaccinazioni. Ha inoltre fatto i complimenti per la campagna di screening che abbiamo adottato prima di riaprire le scuole. Per noi questo è un motivo di soddisfazione e di riconoscimento del buon lavoro che stiamo facendo nella difficoltà enorme che si vive in questa situazione di pandemia”, ha aggiunto Marsilio.

LA SITUAZIONE IN ABRUZZO

Sono 3.570 i nuovi casi di Coronavirus registrati ieri in Abruzzo, di età compresa tra 2 mesi e 100 anni, emersi dall’analisi di 7.225 tamponi molecolari e 22.454 test antigenici (2.225 dei quali risultati positivi): il tasso di positività è pari al 12.02%.

Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 159.002.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 8 nuovi casi -di età compresa tra 71 e 96 anni, 2 residenti in provincia dell’Aquila, 3 in provincia di Chieti, uno in provincia di Pescara, uno in provincia di Teramo e uno residente fuori regione – e sale a 2.689.

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 93.386 dimessi/guariti (+1.382 rispetto a ieri).

350 pazienti (+1 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in area medica; 41 (+4 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 62.536 (+2.175 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Del totale dei casi positivi, 34.38 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+657 rispetto a ieri), 43.522 in provincia di Chieti (+1.097), 37.863 in provincia di Pescara (+817), 39.143 in provincia di Teramo (+856), 2.052 fuori regione (+52) e 1.984 (+91) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 62.927 (+2.180 rispetto a ieri). Nel totale sono ricompresi anche 51885 casi riguardanti pazienti persi al follow up dall’inizio dell’emergenza, sui quali sono in corso verifiche.

Alla luce dell’ultimo aggiornamento, in Abruzzo il tasso di occupazione dei posti letto sale al 23% (+3%) per le terapie intensive e resta al 26% per l’area non critica, a fronte di soglie da zona arancione rispettivamente del 20 e del 30%.

L’incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti è a 2.230 (soglia limite 150).

A pochi giorni dal passaggio in zona gialla, avvenuto lunedì, due parametri su tre – terapie intensive e incidenza – sono da zona arancione.

Il dato sulle terapie intensive è in costante crescita: i pazienti in rianimazione sono aumentati del 64% negli ultimi sette giorni e del 105% nel giro di due settimane. I soggetti in terapia intensiva sono pari al 10,5% del totale degli ospedalizzati. I ricoveri in area non critica sono aumentati del 30% in sette giorni e del 97% in due settimane.

Sul fronte contagi, a livello territoriale, i numeri più alti sono ancora quelli del Teramano, dove l’incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti sale a 2.401, seguito dal Chietino, con 2.297 e il Pescarese, con 2.005. Chiude la provincia dell’Aquila, con 1.788, unica con un indicatore inferiore a duemila, ma comunque in peggioramento.

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