COVID L’AQUILA: 30 NUOVI CASI, POSITIVI ANCHE TRA MEDICI E INFERMIERI

18 Ottobre 2020 09:04

L’QUILA – Degli ultimi 39 nuovi casi in provincia, 30 riguardano L’Aquila.

Diversi i positivi tra medici e infermieri di vari reparti dell’ospedale. Tamponi a raffica anche ai familiari, come spiega Il Centro.

Oltre ai ricoveri in terapia intensiva, che riguardano soprattutto pazienti anziani e con altre patologie, al San Salvatore si prendono in carico anche casi gravi di polmonite, segno che il virus non ha perso la sua carica.

I posti in terapia intensiva saranno incrementati di 4 unità: “Stabiliremo una rimodulazione dei vari reparti coinvolti nell’emergenza Covid anche confrontandoci con le altre Asl, in modo da costruire una sorta di rete, in base all’andamento della curva dei contagi”, ha spiegato il primario del reparto di rianimazione e di terapia intensiva covid, Franco Marinangeli, facendo il punto della situazione.





“Siamo alla vigilia dell’emergenza, abbiamo sei posti di terapia intensiva covid occupati con il primo modulo attivato: ne possiamo attivare altri fino a 30 posti se ci dovesse essere necessità, sperando naturalmente di no. L’ indagine che parla di un Abruzzo al collasso nella rianimazione quindi non è una verità perché si riferisce ai moduli già attivati, non alle potenzialità”..

Una realtà che è stata contestata duramente dal presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, e dall’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, della Lega.

“In sostanza, la provincia dell’Aquila è full perché i primi sei posti del primo modulo sono occupati ma noi siamo già pronti ad attivarne altri, a seconda delle necessità – ha spiegato ancora – Il motivo per il quale non apriamo altri moduli è legato alla difficoltà di reperire personale: e questa è una emergenza nella emergenza perché se aumentano i contagi, saremo costretti a trasferire personale da altri reparti con conseguente riduzione dei servizi e delle prestazioni legate ad altre patologie”.

Marinangeli oltre alla rianimazione gestisce il reparto nel cosiddetto G8, il piccolo ospedale realizzato dopo il terremoto del 2009 in occasione del grande evento, che era stato chiuso dopo l’emergenza e che è stato riaperto nelle scorse settimane con l’impennata di contagi in provincia dell’Aquila.

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