COVID L’AQUILA: 4 CLASSI IN QUARANTENA ALLA MAZZINI, “CAOS TAMPONI E DIDATTICA A DISTANZA MAI PARTITA”

20 Ottobre 2020 16:07

L’AQUILA – “Non so se possa essere definito ‘focolaio’ ma la situazione è molto delicata, ci siamo rivolti anche ai carabinieri per sollecitare azioni rapide ma non ci sono state fornite soluzioni. Qui non si tratta di panico ma qualcuno deve spiegarci come dovremmo comportarci”.

Cinque alunni e un docente positivo, scatta la quarantena per 4 classi all’Istituto comprensivo Mazzini dell’Aquila ma, nel frattempo, non viene attivata la didattica a distanza e le famiglie dei ragazzi in isolamento attendono ancora i tamponi: è l’ennesima testimonianza del caos generato dalla seconda ondata di Coronavirus che ha travolto la provincia dell’Aquila, con il capoluogo tra le città più colpite, dove da giorni si registrano disagi a causa delle interminabili attese per effettuare i tamponi o anche solo per mettersi in contatto con la Asl.

A raccontare la situazione ad AbruzzoWeb è la mamma di uno studente: “Siamo stati contattati venerdì scorso alle 18 e ci è stata comunicata la positività di un compagno di classe di mio figlio, da quel momento ci siamo chiusi in casa, in attesa di avere delucidazioni da parte della scuola o della Asl. Siamo stati noi stessi a provare a contattarli per i tamponi ma non siamo riusciti a parlare con nessuno”.

Circa 80 i ragazzi in isolamento oltre a una quindicina di professori, un’ulteriore difficoltà per gli altri alunni dell’Istituto che proprio per questo, al momento, non possono svolgere lezione regolarmente: “Ho un altro figlio che frequenta la stessa scuola, la sua classe non è in quarantena ma come altre mamme ho deciso di farlo restare a casa, anche perché non ci sono insegnanti e al massimo si ritroverebbero a guardare un film”.




C’è poi lo scoglio della didattica a distanza: “Non è mai partita, abbiamo inoltrato decine di segnalazioni e dopo giorni di attese sono arrivate le credenziali di accesso, ad oggi comunque le lezioni non sono mai partite”.

Vengono poi sollevati dubbi sulla delicata questione dei tracciamenti: “Non siamo ancora riusciti ad accertare se gli altri ragazzi siano stati contagiati dai positivi. Per i tamponi non sappiamo quanto ancora dovremo aspettare e nel frattempo i genitori, che non sono contatti diretti, continuano lavorare, giustamente. Ma se qualcuno risultasse positivo? Come facciamo ad uscire da questo incubo senza soluzioni rapide?”.

“Per quanto mi riguarda so bene che il problema non è la scuola, sono convinta che sia un luogo sicuro ed è giusto che i ragazzi tornino in classe. Il problema è quello che avviene fuori, il contagio può avvenire in qualunque momento, non serve demonizzare la scuola. Serve però garantire interventi tempestivi ed efficaci quando si verificano situazioni del genere, occorre che le famiglie siano seguite prima che diventino nuovi vettori e bisogna che si attivi subito la didattica a distanza perché i nostri figli hanno già perso giorni importanti di scuola”. (a.c.)

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