COVID L’AQUILA: BIONDI, “NON SONO I LUOGHI CHE GENERANO CONTAGIO, SI PUO’ ANDARE NEI BAR”, IL PUNTO

17 Ottobre 2020 18:21

L’AQUILA – “La nostra città sta vivendo una fase difficile alla luce della nuova ondata di emergenza legata al Covid. La crescita del contagio è determinata però anche da una grande attività di monitoraggio che si sta facendo sulla popolazione. Quindi il richiamo è sempre ai soliti principi di razionalità e di responsabilità”.

Così il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, in un videomessaggio diffuso oggi sui social.

Un messaggio che arriva in un momento in cui in Abruzzo, a differenza della prima fase dell’emergenza, quando il coronavirus circolava in modo particolare sulla fascia costiera, sono le aree interne quelle maggiormente colpite dall’epidemia. Nell’ultima settimana, ad esempio, in provincia dell’Aquila si sono registrati ben 420 nuovi casi. Ieri nella sola città dell’Aquila si sono registrati 35 contagi, oggi sono 39 in tutta la provincia.

Una situazione che ha generato paura nei cittadini con la conseguente “corsa al tampone”. Diversi i locali chiusi in città per casi di contagio tra personale e dipendenti e anche se molti, dopo le opportune sanificazioni, hanno riaperto, la città continua ad apparire deserta e per le attività commerciali e di ristorazione rischia di arrivare un’ulteriore batosta con le nuove restrizioni che con molta probabilità verranno inserite nel nuovo Dpcm.

A tal proposito il primo cittadino ha tenuto a sottolineare: “Non sono i luoghi che generano contagio, ma i comportamenti errati. Le scuole, i ristoranti, i bar, i mezzi di trasporto pubblico non sono luoghi dove ci si contagia più facilmente. Ci si contagia più facilmente se si utilizzano misure di precauzione più blande. E quindi il richiamo a vivere ma vivere con responsabilità. Perché si può andare al ristorante, in un bar, in un cinema, almeno fino a quando non ci saranno norme più restrittive decise a livello nazionale. Lo si può fare ma si deve fare con accortezza, attenzione e con intelligenza”.





Per quanto riguarda la situazione dei contagi, il sindaco ha precisato: “Dobbiamo essere consapevoli che rispetto a marzo, a parità di contagiati ci sono 7 volte i tamponi effettuati e quindi il livello di contagiosità è molto inferiore rispetto a quello della fase acuta. Ma questo non significa che bisogna abbassare la guardia, significa semplicemente non trasformare un’emergenza in psicosi e quindi ricorrere al tampone fai da te, alle cure immaginate dentro casa, alle cose dette da amici non medici, alle cose lette su internet”.

“Bisogna fidarsi del servizio sanitario che si sta occupando con grande preparazione e con grande professionalità per la tutela della nostra salute e della salute dei nostri cari. IL servizio di prevenzione in questa fase è sovraccaricato di lavoro, per cui stiamo immaginando un potenziamento che in parte è già stato effettuato da parte dell’azienda sanitaria locale su tutti i territori. L’altro principio è quello di responsabilità, seguendo le regole dettate sin dall’inizio dell’emergenza: distanziamento, utilizzo della mascherina, igiene frequente, evitare comportamenti a rischio”.

“La nostra Unità di crisi si riunisce frequentemente, sono frequentissimi i contatti con i primari dei reparti più sensibili. A tal proposito posso annunciare che già da questa mattina il professor Franco Marinangeli, primario di Anestesia e Rianimazione, sta lavorando per incrementare il numero di posti letto di terapia intensiva. Il G8 è attivo, sono stati insediati anche 24 posti letto di Pneumologia che consentono di gestire anche i casi che necessitano della subintensiva”.

“Per giovedì – ha aggiunto – ho convocato un comitato ristretto dei sindaci per capire quali sono le criticità, confrontarci con la Asl, con i medici di famiglia ed i pediatri di libera scelta per capire quali possono essere le contromisure da intraprendere. Con il Coordinamento della Prefettura è stato chiesto un incremento dei controlli e stiamo tutelando le fasce più fragile, come gli anziani ospitati all’ex Onpi dove abbiamo dovuto fare dolorose restrizioni come per le visite dei parenti, ma dobbiamo vere lo stesso senso di sacrificio e la stessa forza che abbiamo avuto a marzo”.

“Fare qualche sacrificio oggi significa non arrivare a un non auspicabile lockdown intorno a Natale, quando il peso delle restrizioni potrebbe incidere in maniera determinante sul sistema produttivo della nostra città e del nostro territorio. Pensiamo con fiducia al futuro ma facciamolo con il cervello sempre posizionato sulla rotta della responsabilità e del rispetto delle norme” ha concluso Biondi.

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