COVID L’AQUILA: “BLOCCATI IN CASA, SE ASL NON INTERVIENE CHIAMIAMO CARABINIERI”, LA DENUNCIA

19 Ottobre 2020 11:30

L’AQUILA – “Siamo prigionieri in casa da 10 giorni e, in attesa di poter fare il secondo tampone, non possiamo lavorare. La situazione è insostenibile, vogliono che chiamiamo i carabinieri?”.

La denuncia arriva da una lettrice di AbruzzoWeb, che preferisce restare anonima, risultata positiva al Coronavirus circa 10 giorni fa dopo aver effettuato il test nel laboratorio Dante Labs e che, da quel momento, è ancora in attesa di risposte dalla Asl dell’Aquila, sia per quanto riguarda il secondo tampone che per il tracciamento dei contatti.

In isolamento insieme a lei, che è asintomatica, marito e figli, anche loro risultati positivi ma in buone condizioni.

Nella seconda ondata Covid, a differenza della prima quando in Abruzzo sono state colpite prevalentemente le zone affacciate sulla costa, si è registrata un’impennata di casi nelle aree interne, in particolare in provincia dell’Aquila e nello stesso capoluogo.

E in questa circostanza, con il sistema sanitario in sovraccarico, sono numerosi i disservizi denunciati.

“Ritardi per ogni singola operazione, nonostante venga sottolineata ogni volta l’importanza della tempestività. A cominciare dal tracciamento dei contatti che, almeno nel mio caso, non è avvenuto entro le 48 ore dopo l’accertata positività. La gente continua a restare bloccata dentro casa in attesa che qualcuno faccia sapere qualcosa. Nessuna notizia neanche per il secondo tampone, che aspettiamo da ormai da 10 giorni. Al numero verde non risponde nessuno”, viene spiegato.




E non solo: “è capitato anche che si siano persi dei tamponi. Un mio collega, che ha una figlia asintomatica dentro casa, ha dovuto bloccare la chemioterapia perché hanno perso i tamponi e lui non si può muovere in nessun senso”.

Situazione critica anche per il tracciamento dei contatti: “Dopo oltre una settimana ormai cosa vorrebbero tracciare? È tutta una barzelletta. All’inizio sono andata a fare i tamponi da Dante Labs per avere risposte più veloci ma ora se continuiamo ad aspettare la Asl rischiamo davvero di non poterci più muovere”.

Una disperazione che spiega anche la “corsa al tampone” dei giorni scorsi, con lunghe code di cittadini, arrivati anche da fuori regione, per poter effettuare i test in tempi rapidi. Un disagio considerato il risultato di una ondata “immotivata di panico”, come l’ha definita la Asl aquilana invitando i cittadini a non accalcarsi, ma che in realtà nasconde anche l’impellenza di avere risultati celeri.

“Ad essere a rischio è il lavoro e tante altre incombenze quotidiane. Io ad oggi non ho avuto nessun contatto con la Asl. Non so neanche se sappiano qualcosa a questo punto. Non posso contattarli perché all’unico numero verde non risponde mai nessuno”, viene sottolineato ad AbruzzoWeb.

Intanto ieri Dante Labs ha deciso di sospendere temporaneamente l’attività del punto prelievi a L’Aquila per privati in attesa della realizzazione di un drive-in.

“Posso capire il momento difficile ma non possiamo pagare noi la mancanza di organizzazione in questa fase. Noi dobbiamo lavorare, cercassero di farci sapere qualcosa il prima possibile oppure saremo pronti ad azioni forti”.

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