COVID L’AQUILA: “SPOSTATO RICHIAMO VACCINO”. LA DENUNCIA: ‘SOMMINISTRAZIONE OLTRE LIMITI’

VICENDA COINVOLGE DIVERSI INSEGNANTI DEL CAPOLUOGO: "DATA SECONDA INIEZIONE ASTRAZENECA RIMANDATA DI 10 GIORNI RISPETTO A SCADENZA STABILITA, DALLA ASL CI HANNO RISPOSTO CHE MANCANO LE DOSI"

di Azzurra Caldi

27 Maggio 2021 07:31

L’AQUILA – Appuntamento per il richiamo del vaccino Astrazeneca spostato di 10 giorni, ben oltre il limite di tempo fissato per l’intervallo tra la prima e la seconda dose.

Accade a L’Aquila e a denunciare la vicenda è il familiare di un’insegnante del capoluogo regionale che, insieme ad altre colleghe, avrebbe dovuto effettuare il richiamo del vaccino anti covid ieri, 26 maggio, avendo ricevuto la prima dose il 3 marzo scorso.

La donna, secondo quanto spiegato ad AbruzzoWeb, ha ricevuto una mail dalla Asl dell’Aquila nella quale le è stato comunicato che il richiamo del vaccino sarebbe stato spostato al 4 giugno, praticamente 10 giorni oltre il limite stabilito per la somministrazione della seconda dose di Astrazeneca.

Il vaccino “Vaxzevria”, infatti, almeno secondo le ultime indicazioni dell’Aifa, contenute in una circolare del Ministero della Salute, prevede che la seconda dose possa essere somministrata in un intervallo compreso tra 28 e 84 giorni dalla prima. Alcuni studi hanno evidenziato una migliore protezione nel caso in cui il richiamo avvenga nel corso della dodicesima settimana, quindi a ridosso dello scadere degli 84 giorni. Studi e valutazioni sono ancora in corso, ma viene comunque consigliato di effettuare la seconda dose il più avanti possibile nel tempo, naturalmente entro gli 84 giorni.

Un limite di tempo, in questo caso,  nettamente superato.

Nella stessa situazione dell’insegnante anche diverse sue colleghe: “come me molte di loro hanno ricevuto la stessa mail. Noi ci siamo subito preoccupati, non fosse altro per il timore di rendere vana la prima dose, e abbiamo cominciato a chiamare con una certa insistenza il call center, visto che è praticamente impossibile che rispondano. Alla 72esima chiamata siamo riusciti finalmente a parlare con un operatore al quale abbiamo chiesto il perché di questo slittamento. Ci ha risposto, semplicemente, che mancano le dosi”.

“Ma com’è possibile che manchino dosi? Tutti i giorni non fanno altro che chiederci di vaccinarci, ci dicono che le dosi ci sono, organizzano open day perché altrimenti il siero rischia di andare buttato e poi, al richiamo, non effettuano somministrazioni perché manca la materia prima?”.

“Se fosse confermata questa versione fornita dagli operatori sarebbe veramente molto grave – viene osservato -, rischiamo non solo di perdere il senso e l’efficacia della prima somministrazione ma di mettere a rischio la sicurezza del personale scolastico e degli alunni, considerato che le scuole possono costituire un reale veicolo di contagio se la situazione non viene tenuta sotto controllo”.

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