COVID: L’INTERO ABRUZZO A RISCHIO ZONA ROSSA, PER CTS POSSIBILITA’ PROGRESSIONE CONTAGI

OGGI CABINA REGIA VALUTA NUOVI "COLORI" PER LE REGIONI, PROBABILI MASSIME RESTRIZIONI ANCHE PER UMBRIA E BASILICATA, PASSAGGIO IN ARANCIONE PER LOMBARDIA, MARCHE E PIEMONTE; RT IN ITALIA VICINO A SOGLIA CRITICA 1.0, PREOCCUPA VARIANTE INGLESE E AUMENTO OCCUPAZIONE TERAPIE INTENSIVE, IERI NEL PAESE QUASI 20MILA CONTAGI E 308 MORTI; COSA PREVEDE IL DPCM CHE ENTRERA' IN VIGORE IL 6 MARZO

26 Febbraio 2021 13:35

ROMA – L’intero Abruzzo rischia di passare in zona rossa. Questo secondo l’analisi dei dati sul monitoraggio settimanale dell’epidemia di coronavirus,  oggetto di esame oggi dal Comitato tecnico scientifico che poi produrrà  nuove ordinanze del ministro della Salute, Roberto Speranza, a valere però da lunedì prossimo.

L’indice Rt, secondo la bozza già circolata, si avvia a superare l’1.0 a livello nazionale. La zona rossa potrebbe accogliere dunque qualche nuova regione e la zona arancione è destinata ad allargarsi sotto la spinta della variante inglese del covid con regole e misure più severe per le nuove aree.

A rischio della massima restrizione è proprio l’Abruzzo, che ora è zona rossa per decisione regionale nelle province di Pescara e Chieti, zona arancione in quelle di Teramo e L’Aquila, e che ha un indice di contagio, l’Rt, nel limite inferiore di 1.11 e un rischio moderato, ma con un’alta possibilità di progressione all’alto. Idem per  Umbria, con il con un Rt nel limite inferiore a 1.12 e un rischio alto.

La Basilicata ha un Rt con il limite inferiore superiore a 1,25, e potrebbe passare da gialla a rossa.

Sono invece Lombardia, Marche e Piemonte che rischiano fortemente di entrare in zona arancione. In bilico tra il giallo e l’arancione ci sono invece Friuli Venezia Giulia, Lazio e Puglia.

C’è anche qualche Regione che va in controtendenza: la Liguria, arancione, avendo un indice Rt sotto 1 spera di tornare in giallo. La Sardegna, invece, è la prima Regione ad avvicinarsi all’ipotesi della zona bianca.

In base al bollettino di ieri, sfiorano quota 20mila i nuovi casi di Coronavirus in Italia:  ne sono stati registrati 19.886 su 353.704 tra test antigenici e tamponi molecolari. Il tasso di positività è al 5,6%. Ancora 308 morti Covid. È la Lombardia la regione con l’incremento più alto di infezioni, seguita dalla Campania.

Preoccupa anche il dato sulle terapie intensive: l’occupazione dei posti letto è sopra la soglia critica del 30% in ben otto tra Regioni e Province autonome: Abruzzo, vicina al 40 %, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Molise, Bolzano, Trento, Umbria. Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale si attesta comunque  al 24%, sotto la soglia critica. Aumentano i ricoveri in terapia da 2.074 del 16 febbraio a 2.146  del 23 febbraio, stabile l’area medica.

I dati registrano anche un boom dell’incidenza settimanale dei casi Covid sulla popolazione nelle Province autonome di Trento e Bolzano, dove si supera la soglia di 250 casi per 100.000 abitanti.

Il valore più elevato dell’incidenza settimanale è nella Provincia Autonoma di Bolzano con 539 casi per 100.000 abitanti, seguito dalla Provincia Autonoma di Trento con 309 per 100.000 abitanti.

Quattro regioni tra cui l’Abruzzo, assieme a Emilia Romagna, Molise e Umbria, hanno una incidenza maggiore di 200 casi per 100.000 abitanti.

L’età mediana dei casi di Covid diagnosticati è diminuita a 44 anni, evidenzia inoltre la bozza.

COVID ABRUZZO: L’ULTIMO BOLLETTINO

Sono 594 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra i 7 mesi e i 102 anni, emersi dall’analisi di 5.828 tamponi molecolari e 3.101 test antigenici: il tasso di positività è pari al 6.6%. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 53.535.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 10 nuovi casi e sale a 1.689, di età compresa tra 56 e 96 anni: 3 in provincia di Chieti, 4 in provincia di Teramo, 2 in provincia dell’Aquila e 1 residente fuori regione). Del totale odierno, un caso è riferito a un decesso avvenuto nei giorni e comunicato solo oggi dalla Asl. Nel numero dei positivi sono compresi anche 39.125 dimessi/guariti (+487 rispetto a ieri).

Del totale dei casi, 13.178 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+63 rispetto a ieri), 13.286 in provincia di Chieti (+201), 13.784 in provincia di Pescara (+234), 12.687 in provincia di Teramo (+92), 425 fuori regione (+3) e 185 (+1) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 101, di cui 8 in provincia dell’Aquila, 41 in provincia di Pescara, 33 in provincia di Chieti e 19 in provincia di Teramo.

Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 12.731 (+97 rispetto a ieri). Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 733.700 tamponi molecolari (+5.828 rispetto a ieri) e 242.281 test antigenici (+3.101 rispetto a ieri).

614 pazienti (+5 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 74 (-4 rispetto a ieri con 4 nuovi ricoveri) in terapia intensiva, mentre gli altri 12043 (+95 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Intanto l’Assessorato regionale alla Sanità, dopo la comunicazione ricevuta poco fa dall’Istituto Spallanzani, ha comunicato che il virus isolato su un paziente di Avezzano colpito da Covid-19 non è riconducibile alla cosiddetta variante sudafricana, ma alla più diffusa variante inglese.

Si allarga ancora il focolaio di Covid-19 registrato all’ospedale Mazzini di Teramo. Le misure di sicurezza disposte dall’unità di crisi, e in particolare i tamponi eseguiti ogni tre giorni su tutti i degenti, volti a contenere i contagi hanno infatti evidenziato due nuovi pazienti positivi in Neurochirurgia e due in Utic. Intanto da cinque giorni non si registrano più nuovi casi positivi in Medicina per cui il direttore dell’Unità operativa complessa, Francesco Delle Monache, oggi ha disposto la sanificazione dell’ala C, al quinto piano del primo lotto del Mazzini, in modo da riprendere l’attività di ricovero.

NUOVO DPCM, LA BOZZA

La nuova ordinanza, come confermato dalla ministra per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini, entrerà in vigore lunedì e non più domenica.

“Alla luce dell’aumentata circolazione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità e del chiaro trend in aumento dell’incidenza su tutto il territorio italiano -, sottolinea l’Istituto superiore della Sanità nel monitoraggio -sono necessarie ulteriori urgenti misure di mitigazione sul territorio nazionale e puntuali interventi di mitigazione e contenimento nelle aree a maggiore diffusione per evitare un rapido sovraccarico dei servizi sanitari’, ribadendo ‘di innalzare le misure di mitigazione per raggiungere una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e della mobilità’.

“È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine”, si legge ancora.

Si attende intanto il nuovo Dpcm, quello che scatterà il 6 marzo e dovrebbe essere valido per un mese imponendo così divieti e restrizioni anche per Pasqua e Pasquetta, le seconde dell’era Covid. A seguire le restrizioni contenute.

VIAGGI VIETATI, STOP SPOSTAMENTI TRA LE REGIONI

Il divieto di spostamento tra le Regioni è valido fino al 27 marzo ma assieme al prossimo Dpcm, che disciplinerà le misure fino al 6 aprile, Pasqua compresa, potrebbe essere nuovamente prorogato con un decreto.

Come sempre è consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione così come gli spostamenti motivati da esigenze lavorative, ragioni di salute o situazioni di necessità. Permessa in zona gialla in ambito regionale la visita in una sola abitazione privata, una volta al giorno, fra le 5 del mattino e le 22. Possono spostarsi due persone più i figli minori di 14 anni.

SECONDE CASE

È consentito recarsi nelle seconde anche se sono in zone rosse ma ciò è valido solo per il nucleo familiare. Sono vietati i viaggi per turismo. In alcuni casi le ordinanze regionali sulle zone arancioni o arancione rafforzate possono prevedere il divieto di recarsi nella seconda casa.

SHOPPING

Negozi chiusi solo in zona rossa dove sono garantiti esclusivamente gli esercizi commerciali di prodotti essenziali: farmacie, alimentari, ferramenta, cura della persona, parrucchieri. In zona gialla e arancione tutti i negozi sono aperti. Nei week end continuano ad essere chiusi i centri commerciali. Negli esercizi sono valide le solite misure di sicurezza: distanziamento, mascherina, ingressi contingentati.

CONTINUA LA SERRATA DI PISCINE E PALESTRE

Ancora lontana la possibilità di andare in palestra o in piscina. Vietati gli sport di contatto e di squadra. Consentita invece l’attività motoria individuale all’aperto come la camminata, la bici e la corsa. Al momento il Cts visto l’andamento dei contagi non ritiene opportuno allentare le restrizioni in questo settore. Se le cose dovessero migliorare si potrebbe pensare almeno a lezioni individuali o su prenotazioni. Agli agonisti è permesso di allenarsi.

CINEMA E TEATRI CHIUSI, IPOTESI MUSEI ANCHE NEL WEEK END

La ministra Maristella Gelmini ha annunciato che una possibile riapertura per cinema e teatri potrebbe arrivare ad aprile. Si lavora ad un protocollo preciso e rigido che dovrebbe prevedere anche l’uso delle mascherine, il distanziamento in sala, la misurazione della temperatura, biglietti personali e sale sanificate. Il ministero starebbe lavorando anche per tenere aperti musei e aree archeologiche anche il sabato e la domenica. Ora sono aperti solo nei giorni infrasettimanali in zona gialla

LA SERA NIENTE RISTORANTE

Niente cene al ristorante. Nonostante l’asse Salvini-Bonaccini al ristorante e bar in zona gialla si potrà andare solo di giorno. Si temono gli assembramenti fuori dai locali, che puntualmente avvengono anche a locali chiusi anche nel fine settimana. Dunque le regole per i ristoranti restano quelle in vigore: in zona gialla aperti fino alle 18 e fino alle 22 consentito l’asporto. A domicilio è consentito ad ogni ora. Asporto e domicilio sono consentiti nelle zone arancio e rosse. Eccezione fanno gli autogrill, oltre le 18 in zona gialla, le mense e i ristoranti negli alberghi.

SCUOLA

Nelle zone arancioni didattica in presenza tra il 50 e il 75% per le superiori, per i più piccoli fino alle medie lezioni in presenza. Dad nelle zone rosse. In alcuni casi i governatori hanno applicato misure più restrittive come ad esempio in Puglia.

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