COVID, LUNELLI: “LOCKDOWN DI MARZO CON SISTEMA SORVEGLIANZA INAFFIDABILE E MAI TESTATO”

22 Gennaio 2021 10:11

MILANO – ”Il Lockdown nazionale dello scorso marzo era dovuto a un sistema di sorveglianza inaffidabile e mai testato”. In una nuova relazione dal titolo “Il nostro Paese si è attenuto alle prescrizioni del Regolamento Sanitario Internazionale entrato in vigore nel 2007?” visionato dall’Adnkronos e consegnato in esclusiva ad Anagenesis, Centro di Ricerca e Monitoraggio Pianificazione Pandemica (creato dall’ex responsabile della comunicazione del comitato Noi Denunceremo, Robert Lingard), il generale in pensione Pier Paolo Lunelli spiega come “soltanto alla fine della seconda decade di marzo il flusso dei dati nel sistema di comando e di controllo e comunicazioni si è assestato, consentendo di avere a livello centrale in quadro sufficientemente chiaro della situazione per prendere decisioni appropriate”.




“Di conseguenza, il meccanismo per la gestione degli eventi anomali o ad eziologia sconosciuta non sembra essere stato pienamente operativo fino a marzo inoltrato. Questa potrebbe anche essere una delle ragioni del lockdown dell’11 marzo, una decisione assunta come ultima spiaggia per guadagnare tempo in assenza di dati affidabili e per provare a rodare una macchina organizzativa mai precedentemente testata con un’esercitazione”. Addirittura, secondo il generale Lunelli “probabilmente mancavano le procedure operative standard che indicassero come i dati dovevano essere comunicati”.

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