COVID: MARSILIO, A TERAMO ALTRI 16 POSTI TERAPIA INTENSIVA E 21 DI SUB-INTENSIVA

19 Ottobre 2020 20:49

TERAMO – “Finalmente pochi giorni fa abbiamo avuto i poteri dal commissario Arcuri per poter procedere al potenziamento della rete Covid di terapia intensiva. In questo ospedale ci saranno 16 nuovi posti di terapia intensiva e 21 di sub intensiva”.

Ad annunciarlo, a margine dell’inaugurazione della Tac esterna dell’ospedale di Teramo, il presidente della Regione Marco Marsilio che ha ricordato come alcuni giorni fa il commissario Domenico Arcuri abbia provveduto a trasferire i poteri alle Regioni per il potenziamento della rete Covid.

“La Regione, rispettando i tempi che erano strettissimi, pari a 30 giorni, ha presentato il piano al Governo, che ha poi utilizzato lo stesso tempo per approvarlo – ha detto Marsilio – i primi di agosto quello della Regione Abruzzo era uno dei tre soli piani regionali approvato senza osservazioni e senza condizioni ma abbiamo dovuto attendere ottobre per la nomina del sottoscritto come commissario delegato”.

Marsilio ha poi aggiunto come la Regione abbia già espletato, in pochissimi giorni, tutte le gare per l’affidamento della progettazione e come sia già pronta a dare corso ai lavori per i nuovi posti letto di terapia intesiva.




“Certo non posso non commentare che se questi poteri ci fossero stati dati ad agosto, quando li abbiamo chiesti – ha commentato il governatore – oggi probabilmente avremmo già finito i lavori e magari la discussione su altri luoghi da individuare per i pazienti Covid nel caso in cui la curva dei contagi dovesse tracimare non l’avremmo neanche dovuta cominciare”.

Marsilio è poi intervenuto anche sulla carenza di personale.

“Non è che mancano i soldi per assumere personale ed è vero che il Governo li ha stanziati e distribuiti alla Regioni – ha spiegato Marsilio – è che le regole di assunzioni non incoraggiano alcuni lavoratori o specialisti ad accettare queste proposte. Dobbiamo prendere atto che non è molto convincente e competitivo offrire un contratto di sei mesi per andare magari in trincea anche a rischio della propria salute, come dimostrano purtroppo le cronache, per professionisti che magari possono ottenere altro sul mercato. Per cui dovremmo pensare a un rafforzamento di questa proposta, che può passare per una premialità economica più seria o per un’offerta di stabilizzazione contrattuale che può consentire alle persone di fare una scommessa per la propria vita professionale che vada al di là dei prossimi mesi e dell’emergenza del momento”.

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