L'ANNUNCIO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE: "OPERAZIONE DI GRANDE PORTATA PER ANTIGENICI IN TUTTA LA PROVINCIA COME A BOLZANO, SERVE COLLABORAZIONE DI TUTTI; LIRIS, "SVOLTA PER CONTENERE CONTAGIO"; BIONDI, "COMUNE FARA' LA SUA PARTE"; ANCHE OGGI TERRITORIO PIU' COLPITO, GRIMALDI, "CIRCOLAZIONE ALTISSIMA COME IN LOMBARDIA"

COVID: TEST RAPIDI DI MASSA NELL’AQUILANO,
MARSILIO, “COSI’ SPEGNEREMO I FOCOLAI”

21 Novembre 2020 18:49

L’AQUILA – La provincia dell’Aquila sarà sottoposta al test antigenico rapido massivo seguendo il modello in corso a Bolzano: “Mi sono sentito in questi giorni con il mio collega Arno Kompatcher, e in parallelo le rispettive aziende sanitarie stanno già scambiandosi informazioni e modelli organizzativi”, ad annunciarlo il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. 

Domani dovrebbe essere messo a punto il protocollo operativo con l’Agenzia sanitaria regionale di cui è commissario Pierluigi Cosenza. 

“Ho chiesto al ministro Roberto Speranza di accompagnare questo test su larga scala ottenendo il necessario sostegno istituzionale – ha spiegato Marsilio – Sono già in contatto con il Commissario Domenico Arcuri, che ha assicurato piena collaborazione, per i necessari approvvigionamenti e attendo nel giro di pochissimi giorni notizie positive in tal senso. Già da lunedì mattina la Asl – con il supporto dell’Agenzia Sanitaria Regionale – passerà alla fase organizzativa, con l’obiettivo di mettere in campo tutte le energie disponibili per completare il piano in pochi giorni. È un piano, quello proposto dalla direzione aziendale, che io e l’assessore Nicoletta Verì abbiamo condiviso con grande convinzione. Se avessimo potuto contare sulla disponibilità di maggiori quantitativi, lo avremmo fatto su tutto il territorio regionale. Cominceremo perciò dando la priorità alla provincia più colpita e che necessita di un’azione di maggiore impatto per uscire dalla criticità attuale. Ma siamo certi che il buon esito dell’esperimento ci darà la spinta e l’occasione per estenderlo sul resto del territorio, sempre contando sulla collaborazione istituzionale del ministero e del Commissario, che ringrazio entrambi. L’obiettivo, chiaramente, è quello di individuare con questo ‘setaccio’ in maniera precoce il maggior numero possibile di positivi al Covid per procedere al loro isolamento, mettendo in sicurezza il resto della popolazione riducendo drasticamente la circolazione dei soggetti contagiosi”.

“Un’operazione di simile portata ha bisogno di una grande e capillare organizzazione, ma soprattutto di un’estesa e convinta collaborazione. A cominciare dai cittadini, chiamati a sottoporsi volontariamente al test, passando per i sindaci, i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, i farmacisti, gli infermieri, gli operatori socio-sanitari, la Protezione civile e l’associazionismo, la Croce Rossa e il grande numero di organizzazioni del terzo settore e del volontariato. Mi rivolgo a tutti per chiedere di fare ognuno la propria parte, mettendo a disposizione spazi, tempo, competenze e professionalità, con spirito pragmatico per rimuovere ostacoli burocratici, amministrativi, logistici. Sono sicuro – ha concluso Marsilio – che sapremo farcela, come dimostra la massiccia e disciplinata adesione degli altoatesini all’esperimento in corso fino a domani nella loro provincia”.

L’iniziativa assunta dalla Regione e annunciata dal presidente Marco Marsilio “rappresenta un punto di svolta nella lotta al coronavirus”, ha commentato l’assessore regionale alle Aree interne, Guido Liris:”Sottoporre tutta la popolazione della provincia dell’Aquila a test antigenico rapido per l’individuazione del Covid è un’operazione imponente che consentirà di mappare il territorio oggi più colpito, che coincide con le aree interne dell’Abruzzo, offrendo uno strumento decisivo per il contenimento del contagio. Plaudo all’iniziativa del presidente, annunciando fin d’ora la mia massima disponibilità per contribuire alla rapida riuscita”.




Esprime soddisfazione il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi: “Accolgo con grande favore l’annuncio del presidente della Regione, Marco Marsilio, relativo alla previsione di sottoporre a test antigenico rapido tutta la popolazione della città e della provincia dell’Aquila. Finalmente giunge una risposta energica per fronteggiare l’emergenza come auspicavo da tempo. Trovano concretezza, in questo modo, le ripetute istanze che in tal senso ho formulato da tempo al presidente e ai vertici dell’Azienda sanitaria, raccogliendo i timori e le legittime preoccupazioni di un territorio che ha dovuto fronteggiare un importante aumento dei casi di positività al coronavirus, superiori a quelli registrati nella cosiddetta prima ondata – sottolinea il primo cittadino – Il mio appello, adesso, è quello di concretizzare in tempi rapidi questo progetto: per questo chiedo un ulteriore sforzo a tutti gli operatori sanitari, compresi quelli in pensione, ai medici di famiglia e pediatri di libera scelta, ai farmacisti e a tutti coloro che possono rendersi utile per questo piano che non ha pari nel resto d’Italia, fatta eccezione per la provincia autonoma di Bolzano. Il Comune farà ampiamente la sua parte, mettendo a disposizione uomini mezzi e spazi. Il programma di test annunciato dalla Regione, infine, sarà implementato con il progetto di screening sulla popolazione studentesca già avviato dal Comune”.

Anche oggi in Abruzzo è la provincia dell’Aquila, con 179 nuovi casi, quella in cui si registra il maggior numero di contagi, una situazione che va avanti da settimane e ha messo in ginocchio il sistema sanitario con una drammatica carenza di posti letto e di personale.

“La circolazione in provincia dell’Aquila è cominciata durante l’estate con i diffusori individuati con i soggetti più giovani legati ad assembramenti, feste e manifestazioni di socialità”, ha spiegato il primario del reparto di Malattie infettive dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, Alessandro Grimaldi – Poi con le scuole e con il rientro nei nuclei familiari i giovani hanno trasmesso il contagio e le corsie degli ospedali si sono affollate. E’ una ricostruzione che emerge dall’analisi del tracciamento dei tamponi”.

La circolazione, ha sottolineato Grimaldi, “è altissima, soprattutto all’Aquila e ad Avezzano, è come a Milano e in Lombardia, e questo causa una forte pressione sugli ospedali con il sistema che è messo a durissima prova, e la crescita è progressiva. Un grande vantaggio rispetto alla Lombardia nella prima fase, è che conosciamo meglio la malattia e siamo anche meglio organizzati. Come si affronta il problema? Facendo tantissimi tamponi, tracciando persone e circolando poco, ed avviando subito le cure è per coloro che sono positivi sintomatici.  La zona rossa ancora deve ancora dare i suoi frutti, stiamo vedendo una crescita progressiva dell’Rt che fino alla seconda metà di ottobre è stata esponenziale. Speriamo di vedere tra due – tre settimane i risultati delle chiusure. Invito a stare a casa ed uscire solo in caso di necessità improrogabile”.

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