COVID: COPRIFUOCO ALLE 23, A GIUGNO TAGLIANDO. ABRUZZO VERSO LA ZONA “BIANCA”

19 Maggio 2021 07:10

ROMA – Con la firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la conseguente pubblicazione del decreto sulle riaperture in Gazzetta ufficiale il coprifuoco, finora fissato alle 22, da oggi slitterà alle 23.

Il provvedimento entra infatti in vigore il giorno dopo la sua pubblicazione in Gazzetta.

All’inizio di giugno ci potrebbe essere un nuovo tagliando alle misure approvate dal Consiglio dei ministri di lunedì e, se la curva del virus continuerà la sua discesa, potrebbero essere rivalutate alcune scelte fatte. Uno degli effetti più attesi è la posticipazione di un un’ora, dalle 22 alle 23, del coprifuoco, una misura che verrà cancellata definitivamente dal 21 giugno.

Nell’Abruzzo con dati da “zona bianca”, dove l’incidenza settimanale dei casi per centomila abitanti scende a quota 50, sono 33 i nuovi positivi al Coronavirus registrati nelle ultime ore, di età compresa tra 6 mesi e 85 anni, emersi dall’analisi di 3.861 tamponi molecolari e 2.024 test antigenici: il tasso di positività crolla a 0.6%. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 73.295.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 3 nuovi casi e sale a 2.460, di età compresa tra 69 e 96 anni: uno in provincia di Teramo e 2 in provincia di Pescara. Dei casi odierni 2 sono riferiti a decessi avvenuti nei giorni scorsi e comunicati solo oggi dalle Asl. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 64.421 dimessi/guariti (+493 rispetto a ieri).

Del totale dei casi positivi, 18.374 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+8 rispetto a ieri), 19.069 in provincia di Chieti (+6), 18.015 in provincia di Pescara (+5), 17.085 in provincia di Teramo (+14), 569 fuori regione (invariato) e 183 (invariato) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 13, di cui 3 residenti in provincia dell’Aquila, 1 in provincia di Chieti e 9 in provincia di Teramo. Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 6.414 (-463 rispetto a ieri). Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 1.077.030 tamponi molecolari (+3.861 rispetto a ieri) e 445.070 test antigenici (+2.024 rispetto a ieri).

199 pazienti (-3 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 18 (-3 rispetto a ieri con 1 nuovo ingresso) in terapia intensiva, mentre gli altri 6.197 (-457 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

E c’è anche l’Abruzzo tra le 6 regioni che potrebbero entrare in zona bianca dal 7 giugno, se il trend dei contagi non peggiorerà. L’incidenza settimanale dei casi per centomila abitanti, per la prima volta dopo oltre sette mesi, scende a quota 50.

Il dato, nelle ultime settimane, sta scendendo rapidamente: un mese fa l’incidenza era più del doppio di quella odierna e solo sette giorni fa era superiore a 70. La situazione, ovviamente, varia da territorio a territorio. Il quadro migliore è quello del Pescarese, che ha un’incidenza al di sotto di quota 50 da un mese: ora è a 25. Seguono il Teramano, che scende rapidamente e arriva a 41 e l’Aquilano (64); entrambe le province oggi registrano il dato più basso dall’inizio dell’anno. In coda c’è il Chietino, con un’incidenza pari 65, comunque in rapida flessione rispetto alle scorse settimane.

Stando alla road map esaminata dalla cabina di regia presieduta dal premier Mario Draghi e alla quale ha partecipato anche il Cts, dal primo giugno dovrebbero entrare in zona bianca Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna. Dal 7 giugno, sempre che il trend dei contagi e delle ospedalizzazioni resti quello attuale, potrebbe toccare ad Abruzzo, Veneto e Liguria.

Nelle regioni in zona bianca valgono solo le regole di comportamento, dunque mascherina e distanziamenti. Ma soprattutto, non c’è coprifuoco. È quanto emerge dalla cabina di regia sulle riaperture tenutasi a Palazzo Chigi.

E se il governo guarda agli scenari delle prossime settimane, le Regioni, dopo aver ottenuto il cambio dei parametri che definiscono i colori delle zone, hanno già individuato il nuovo fronte sul quale concentrare il pressing: superare quel sistema dei colori che dallo scorso novembre regola la vita di milioni di italiani.

L’ipotesi di una nuova verifica tra la fine di maggio e l’inizio di giugno è stata messa sul tavolo nel corso della cabina di regia con il presidente del Consiglio Mario Draghi, ma non si sarebbe parlato né dei possibili interventi né – tantomeno – di date precise. Anche perché il premier è stato chiaro: dobbiamo procedere con gradualità per capire quali sono le attività che più incidono sull’aumento dei contagi. E che resti questa la linea che verrà seguita anche per le decisioni future, Draghi lo ha ribadito anche oggi a margine del vertice sull’Africa al quale ha partecipato a Parigi. il Covid ci ha dato “lezioni severe e tremende” ha detto sottolineando che l’unica strategia possibile è proseguire con “la vaccinazione, che ha considerevolmente migliorato la situazione”, e con “l’osservanza delle regole, dei protocolli di distanziamento, delle mascherine e tutto quello che abbiamo imparato a fare in questo anno e mezzo”.

Niente corse in avanti, dunque, ma valutazioni ponderate e graduali sulla base dei dati scientifici. Anche perché con il nuovo decreto sono già stati decisi una serie di interventi che hanno anticipato la ripartenza di alcuni settori rispetto a quanto deciso ad aprile: le palestre riapriranno lunedì 24 maggio e non il 1 giugno, i centri commerciali nel week end già da sabato 22, i parchi tematici il 15 giugno e non il 1 luglio, i ristoranti al chiuso potranno lavorare anche la sera e non solo a pranzo dal 1 giugno.

Un approccio che ha condiviso ufficialmente anche il leader in pectore dei cinquestelle Giuseppe Conte. “Chi farnetica di scorciatoie o di facili soluzioni sta pensando ai sondaggi e non al bene del paese” scrive l’ex premier in un post rivolgendosi, senza citarlo, a Matteo Salvini. “Chi lavora senza proclami su traiettorie percorribili non è un ‘rigorista’ ma uno che tiene davvero all’Italia. Per riaprire e non tornare indietro è necessario procedere con adeguata gradualità”. Il centrodestra è però già tornato alla carica. Lo ha fatto proprio Salvini subito dopo la cabina di regia e lo ha ribadito il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani chiedendo ufficialmente la “nuova verifica” per anticipare aperture e cancellazione del coprifuoco.

Il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti ha invece annunciato che il governo potrebbe prevedere l’utilizzo del green pass riaprire le discoteche, l’unico settore che per il momento non ha un’indicazione di quando potrà ripartire. “È l’unica via di fuga rispetto ad una situazione indefinita”. Un pressing che è già partito anche da parte dei governatori. Nel documento approvato dalla Conferenza delle Regioni in cui sono riportati i nuovi parametri, i presidenti ribadiscono infatti che “la proposta di revisione deve essere considerata transitoria, per arrivare in tempi rapidi ad un superamento del sistema a zone”.

Con il decreto, conferma il presidente delle Regioni Massimiliano Fedriga si è fatto un “passo avanti molto importante” anche se è chiaro “che bisogna continuare a lavorare e migliorare le cose”. Tra le regioni è partita anche la corsa per passare in zona bianca, dove si entra con un rischio basso e un’incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti mantenuta per 3 settimane consecutive. Stando alle norme in vigore, però, prima del 7 giugno nessuna potrà andarci: il primo monitoraggio nel quale tre regioni – Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna – hanno dati da bianca è quello del 14 maggio.

A partire da quella data, le tre settimane scadono venerdì 4 giugno e dunque, le successive ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza dovrebbero scattare dal 7 giugno. Altre tre, Abruzzo, Veneto e Liguria, dovrebbero avere l’incidenza da zona bianca a partire dal monitoraggio che arriverà venerdì e per loro il passaggio, se manterranno il dato, dovrebbe avvenire il 14 giugno.

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