COVID: “NON SIAMO A MARZO, MISURE PROPORZIONATE”, CONTE FRENA ALA “RIGORISTA” PD, IN ATTESA DPCM

18 Ottobre 2020 09:36

ROMA – “Non siamo a marzo, dobbiamo adottare scelte proporzionate e ponderate”,

E’ il concetto che il premier Giuseppe Conte ha declinato nelle riunioni con scienziati, collaboratori e ministri.

Il Consiglio dei ministri si è riunito per il nuovo provvedimento che potrebbe imporre a bar, ristoranti e altri pubblici esercizi di abbassare le saracinesche alle 22, con controlli rafforzati e pesanti multe per chi non rispetta le regole. Per altre attività possibili stop.

Ma il premier, durante il braccio di ferro con i “rigoristi” del Pd, spalleggiato da Iv e M5S, ha osservato: “I contagi aumenteranno ancora la prossima settimana, è una fase diversa e dobbiamo essere pronti a governarla”.

Dei 4 scenari ipotizzati, l’Itali sta nel mezzo: scenario 2, allarme moderato.

“Ma per passare a 3 dobbiamo stringere ancora un po’, per tutelare salute, lavoro, scuola ed economia”.

Il ministro delle Autonomie, Francesco Boccia, ha paventato “l’interruzione di attività sociali e culturali a maggior rischio di assembramento”.





Non chiuderanno negozi di parrucchiere e centri estetici. La misura, secondo quanto spiegano all’Ansa fonti di governo, non è sul tavolo della discussione in vista del nuovo dpcm con le norme anti contagio.

Una valutazione è invece in corso, spiegano le stesse fonti, sullo stop alle palestre e alle piscine e più in generale sugli sport di contatto dilettantistici. Sullo sport, viene spiegato, arriverà una nuova stretta ma è ancora aperto un ventaglio di ipotesi che verranno soppesate nelle prossime ore.

Tra le ipotesi di cui si ragiona ci sarebbero smart working obbligatorio (in una percentuale da definire), oltre ad orari più scaglionati e più didattica a distanza a scuola.

Per quanto riguarda il coprifuoco, con i locali chiusi dalle 22 o le 23, per ora Palazzo Chigi frena.

Conte, che fino all’ultimo tiene in stand by il vertice per la nuova stretta chiesto da Dario Franceschini e Roberto Speranza, resta dell’idea che le misure debbano essere “proporzionate”: “Questa ondata non è meno pericolosa ma dobbiamo affrontarla con una strategia diversa, che non prevede più il lockdown”, ribadisce. Invoca una strategia comune Ue per evitare “distruzione per tutti” e annuncia “molto presto” 200 o 300 milioni di vaccini.

I presidenti delle Regioni in base all’ultimo decreto non possono allentare le misure, ma rafforzarle sì ed è questa la strategia del governo.

Agire con chiusure localizzate, facendo scattare le zone rosse in territori anche più piccoli di una Regione o di una città.

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