COVID: OMS, “MONDO VICINO A FINE DELLA PANDEMIA”. OGGI IN ABRUZZO 613 CASI, 2 MORTI E 706 GUARITI

15 Settembre 2022 14:26

Regione - Sanità

L’AQUILA – Sono 613 i casi positivi al Covid registrati oggi in Abruzzo, che portano il totale dall’inizio dell’emergenza – al netto dei riallineamenti – a 548391. Il bilancio dei pazienti deceduti registra 2 nuovi casi e sale a 3653. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 517003 dimessi/guariti (+706 rispetto a ieri).

Intanto, durante la 72esima Sessione dell’Oms Europa in corso a Tel Aviv, il direttore Tedros Adhanom Ghebreyesus ha dichiarato che il mondo è vicino alla fine della pandemia di Covid-19. La Sessione ha visto impegnati i ministri della salute e gli esperti di salute pubblica di alto livello di tutti i 53 Stati membri della regione europea dell’OMS.

Gli attualmente positivi in Abruzzo sono 27735 (-97 rispetto a ieri).

Di questi, 111 pazienti (+1 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in area medica; 3 (+1 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre i restanti sono in isolamento domiciliare.

Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 1827 tamponi molecolari (2469825 in totale dall’inizio dell’emergenza) e 3254 test antigenici (4302513).

Del totale dei casi positivi, 111097 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+147 rispetto a ieri), 156515 in provincia di Chieti (+157), 127874 in provincia di Pescara (+184), 131944 in provincia di Teramo (+117), 12180 fuori regione (+12) e 8781 (-6) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

“La scorsa settimana, il numero di decessi settimanali per Covid-19 è sceso al minimo da marzo 2020. Non siamo mai stati in una posizione migliore per porre fine alla pandemia. Non ci siamo ancora, ma la fine è a portata di mano”, ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus.

Con milioni di persone uccise dalla fine del 2019, le parole del direttore dell’Oms hanno sortito un effetto inaspettato, eppure non sono state le uniche a sorprendere per la loro incisività.

Infatti, durante la Sessione sono stati resi noti i casi di persone in Europa che hanno sperimentato il Long Covid durante i due anni di pandemia, pari a 17 milioni.

Questi individui, comunicano gli esperti, dovranno probabilmente convivere con questi effetti per molti anni a venire.

“I modelli indicano un sorprendente aumento del 307% dei nuovi casi di Long Covid nel periodo tra il 2020 e il 2021, indotto dal rapido aumento dei casi confermati di infezione dalla fine del 2020 e per tutto il 2021”. Inoltre, secondo i dati, il rischio di Long Covid “aumenta drammaticamente tra i casi gravi di infezione che necessitano di ricovero, con 1 donna su 3 e 1 maschio su 5 che possono sviluppare la malattia a lungo”. Le donne avrebbero quindi una probabilità doppia di soffrirne.

“Anche se c’è ancora molto da imparare sul Long Covid, in particolare su come si presenta nelle popolazioni vaccinate rispetto a quelle non vaccinate e come influisce sulle re-infezioni, questi dati evidenziano l’urgente necessità di ulteriori analisi, più investimenti, più sostegno e più solidarietà con coloro che soffrono di questa condizione”, ha dichiarato, secondo un comunicato diffuso dal convegno, Hans Henri P. Kluge, Direttore regionale dell’Oms per l’Europa.

“Milioni di persone nella nostra regione, a cavallo tra Europa e Asia centrale, soffrono di sintomi debilitanti molti mesi dopo la loro iniziale infezione da covid. Non possono continuare a soffrire in silenzio”, ha sottolineato Kluge. Secondo il Direttore, proprio per questo i governi e i partner sanitari “devono collaborare per trovare soluzioni basate su ricerche e prove”.

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