COVID, PALESTRE CHIUSE FINO AL PRIMO GIUGNO: “DOCCIA FREDDA, ERAVAMO PRONTI PER I PRIMI DI MAGGIO”

16 Aprile 2021 17:58

ROMA – “Eravamo pronti a ripartire per i primi di maggio, dopo oltre un anno di chiusura. Questa è un po’ una doccia fredda, anche se almeno c’è una data certa, ma l’1 giugno è molto, molto lontano. Un altro mese è mezzo fermi si traduce in un altro enorme danno”.

Così il presidente dell’Associazione nazionale impianti sport & fitness (Anif), Giampaolo Duregon, che al telefono con l’Ansa commenta le prime indicazioni emerse dalla cabina di regia sul Covid relativamente alla riaperture di piscine e palestre al chiuso, per le quali i prevede come data appunto l’1 giugno.

“Noi come associazione, insieme ad altre, stavamo facendo una notevole pressione per la riapertura – spiega Duregon – e stavamo per presentare uno studio suffragato da virologi che dimostrava che la pericolosità dei contagi nei centri sportivi che seguono le regole è irrisoria. Se quanto annunciato si tradurrà in un decreto, provvedimento sul quale ogni ricorso è inutile, la spinta per anticipare tutto andrà scemando. È un modo per allentare la pressione, come inevitabilmente accadrà”.

“Noi, comunque, continueremo la nostra azione – afferma ancora il presidente Anif, che solo lo scorso 8 aprile era stato sentito al Senato -, anche e ora soprattutto per avere un aiuto economico perché le aziende sono ormai allo stremo. Inoltre, prevedendo una possibile riapertura nella prima decade di maggio, molti operatori avevano cominciato a richiamare dipendenti e collaboratori e a fare i dovuti preparativi. Ora si ferma di nuovo tutto, anche se avere una data certa dà un minimo di sicurezza”.

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