COVID: PARRUTI, ”PIU’ RICOVERI, MIGRANTI SOTTO CONTROLLO”, OGGI 7 POSITIVI

10 Agosto 2020 09:24

PESCARA – “La circolazione del virus è aumentata. Il 28 giugno avevamo un degente all'ospedale Covid di Pescara, ora siamo a 14”. 

Un quadro, secondo Giustino Parruti, direttore dell'Unità operativa complessa di Malttia Infettive dell'ospedale di Pescara, e componente della task force della Regione sull'emergenza Coronavirus, che conferma le previsioni sulle riaperture dei confini regionali, come ha spiegato al Centro. 

Intanto, in base al bollettino della Regione, rispetto a ieri si registrano 7 nuovi casi. 24 pazienti (invariato rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 1 (invariato rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 194 (+5 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

“Avevamo previsto che, pian piano, con la riapertura dei nostri confini, e soprattutto col grande successo che ha avuto il turismo in Abruzzo in questo periodo, avremmo avuto una maggiore circolazione del virus in forma di portatori asintomatici. Ne stiamo identificando tanti con l'attività di monitoraggio, qualcuno di questi ha già creato qualche cluster, per fortuna ancora limitati ma che comunque ci hanno portato a riprendere l'attività di ricovero. Ora ne abbiamo 14, di cui uno in rianimazione in gravi condizioni e due che rischiano di andarci”, ha detto ancora al Centro. 





“La circolazione del virus è ripresa in forma di mini cluster controllati, ma chiaramente è estremamente importante che ci sia una grande vigilanza da parte di ciascuno di noi di fronte a questa documentata presenza del virus che è rientrato dai Balcani, dall'Ucraina, dalla Russia. È indispensabile che ognuno di noi faccia la propria parte”.

Per quanto riguarda i casi relativi ai migranti: “L'aspetto dei migranti è quello che ci preoccupa di meno. I migranti arrivano in forma controllata nel nostro Paese e vengono testati tutti quanti. Sono controllati dalle forze dell'ordine, quindi possiamo avere la certezza che, se sono positivi, non possono circolare. I tamponi nei loro confronti vengono ripetuti ogni settimana, quindi se c'è stato un contagio durante il trasporto ce ne accorgiamo puntualmente”.

 

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